Bonus ristrutturazione ai senza reddito

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Ora anche i condòmini privi di reddito possono usufruire dei bonus ristrutturazioni. Lo ha stabilito un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, indicante le modalità di cessione del credito relativo alla detrazione spettante ai condòmini che effettuano interventi di riqualificazione energetica e/o adeguamento sismico, anche se rientrano nella “no tax area”. La detrazione, come accennato, riguarda: gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di un edificio, per almeno il 25% della sua superficie; gli interventi funzionali al miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva; le opere di messa in sicurezza degli edifici dalle quali derivi una riduzione del rischio sismico di almeno una classe. Le spese oggetto di detrazione dovranno essere sostenute tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018 e non possono superare i 40.000 €, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari, per la riqualificazione energetica e i 96.000 €, sempre moltiplicato per il numero degli appartamenti, per gli interventi di adeguamento sismico.

Chi può cedere il credito?
Hanno diritto alla cessione del credito tutti i condòmini, anche quelli che, privi di reddito, non hanno provveduto al pagamento della relativa imposta, a patto che siano teoricamente beneficiari della detrazione. Anche i cessionari del credito, ossia coloro che lo hanno ricevuto, possono a loro volta effettuare ulteriori cessioni.

A chi può essere ceduto il credito?
Il credito d’imposta può essere ceduto o ai fornitori di beni e servizi che effettuano gli interventi oggetto della detrazione, o a società, enti e persone fisiche, anche se dichiaranti un reddito da lavoro autonomo o dipendente.

Come cedere il credito.
Qualora un condomino privo di redditi voglia ugualmente usufruire delle detrazioni per la parte di spesa a lui imputata, potrà decidere di cedere il credito sulla base dei calcoli effettuati e approvati dalla delibera assembleare. Si dovrà comunicare all’amministratore di condominio, entro il 31 dicembre del periodo di imposta di riferimento, l’avvenuta cessione ed accettazione del credito indicando denominazione e codice fiscale del cessionario. A questo punto sarà l’amministratore a dover comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati del cessionario, la sua accettazione e l’ammontare del credito, sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente. Una volta fatta questa operazione il condomino riceverà la certificazione delle spese a lui imputabili dove sarà indicato anche il protocollo telematico con il quale è stata effettuata la comunicazione alle Entrate. Qualora i condomini non prevedano la figura dell’amministratore, per effettuare il processo di cessione del credito dovranno nominare ed incaricare un condòmino che si farà carico di inoltrare le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.

Qualora i condomini non prevedano la figura dell’amministratore, per effettuare il processo di cessione del credito dovranno nominare ed incaricare un condòmino che si farà carico di inoltrare le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.

Il cessionario potrà disporre del credito dal 10 marzo dell’anno di imposta successivo e potrà utilizzarlo soltanto in compensazione, ossia per pagare, parzialmente o totalmente, le imposte erariali.

 


Ulteriori detrazioni fiscali
Come abbiamo avuto modo di vedere, l’agevolazione è valida soltanto per lavori di riqualificazione energetica e di adeguamento sismico dei condomini. Sono comunque disponibili un serie di altre detrazioni fiscali molto interessanti rivolte anche ai possessori di case singole, come quella per i mobili. L’Agenzia delle Entrate precisa che il bonus per mobili e grandi elettrodomestici, che copre il 50% della spesa, è ottenibile solo nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia. Viene comunque precisato che non è richiesto un collegamento tra i mobili e l’ambiente ristrutturato, quindi è possibile richiedere il beneficio “anche se i beni sono destinati all’arredo di un ambiente diverso da quello oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi”. Di conseguenza al momento non è disponibile alcun bonus mobili senza ristrutturazione. In merito ai bonus ristrutturazione edilizia, la Legge di Stabilità 2017 ha prorogato fino a dicembre 2017 la detrazione pari al 50% dei costi sostenuti. Per quanto concerne i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, invece, si potrà godere dell’aliquota IVA agevolata al 10%. Per beni dal costo particolarmente elevato, tra i quali rientrano anche i sanitari e i rubinetti del bagno, l’aliquota agevolata si applica solo sulla differenza tra il valore della prestazione e quello effettivo dei beni stessi. Ad esempio, se per ristrutturare il vostro bagno spendete 10.000 €, di cui 4.000 per la prestazione lavorativa e 6.000 di materiale, l’IVA al 10% si applicherà solo su 4.000 € (10.000 – 6.000 dei materiali) e il valore residuo degli stessi beni (in questo caso 2.000 €) vedrà applicarsi l’IVA al 22%. Non possiamo quindi parlare di un bonus ristrutturazione bagno in senso stretto, quanto di un piccolo incentivo per invogliare a svolgere i lavori di manutenzione.

 

Ecobonus, sismabonus, incentivi per le ristrutturazioni e per l’acquisto di mobili: il quadro delle agevolazioni disponibili è ampio e variegato. Per approfondire ogni singolo tema, rimandiamo al sito internet dell’Agenzia delle Entrate dove potrete trovare tutte le informazioni del caso.

 
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