Lo chalet minimal e green sulle Alpi svizzere

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Una cartolina di Natale contemporanea e minimal: immaginate un piccolo chalet in legno, circondato da alberi e montagne innevate, che sia al tempo stesso un nido accogliente in cui rilassarsi circondati da un paesaggio mozzafiato e un esemplare di baita articolata in modo tale da somigliare alle casette dei parchi giochi per bambini. Alle soglie delle vacanze natalizie, è lecito sognare atmosfere ideali, che uniscano comfort e allegria, in un gioco di neve e di calore. Chi non vorrebbe partire per un delizioso rifugio sui monti, tra essenzialità e magia?

Photo credits:  J.C. Frund

Il sogno è stato tradotto in architettura. Lo studio Frundgallina Architectes, infatti, ha realizzato sulle Alpi svizzere uno chalet contemporaneo, attento sia alle esigenze dell'ambiente che al piacere della tradizione, degno di essere esplorato in tutta la sua eleganza minimal. Una piccola costruzione in legno chiaro, che riesce a minimizzare l'impatto e l'ingombro sull'ambiente naturale di grande bellezza, giocando sui volumi interni e sulle originali aperture. Strutturato come una classica capanna in legno dal tetto a due falde, lo chalet articola i suoi spazi interni intorno ai due assi centrali a croce. Quattro volumi sfalsati, di circa 8 mq. ciascuno, collegati tra di loro da soglie di diverse dimensioni ma uguale modello. Gradini e scalette permettono di usufruire di ben 4 piani a diverse altezze, per un totale di 7 stanze dall'identità ben definita e circoscritta, che si tratti della cucina al piano inferiore, della sala da pranzo o della zona superiore destinata al relax e alla notte. Confini sì, ma in una percezione globale dello spazio interno, che dona ariosità all’ambiente.

Una baita senza facciata e senza indirizzo: ogni ambiente interno si rapporta individualmente agli esterni attraverso un proprio accesso diretto. Scalette esterne e finestre a forma di capanna conferiscono allo chalet un aspetto giocoso e dinamico, pur mantenendo un'assoluta linearità d'insieme. Sorto esattamente sul perimetro di una precedente piccola costruzione degli anni '60, ormai fatiscente, lo chalet svizzero ha anche una tinta green. E', infatti, completamente autonomo dal punto di vista energetico e non è collegato ad alcuna rete di distribuzione, usufruendo dell'acqua piovana raccolta da una gronda su un lato del tetto.

Photo credits:  J.C. Frund

I materiali? A km 0. Legno di abete delle foreste del Jura, assemblato senza collanti. Le assi sono inchiodate verticalmente alla struttura portante delle pareti interne ed esterne. Stesso metodo anche per pavimenti e soffitti. Al calore del legno, materiale vincente che fa rima con atmosfera, è abbinata l’elegante freddezza dell'acciaio inossidabile, sia sul tetto che nelle aree del bagno e della cucina. L'arredamento è in sintonia con il progetto: ridotto al minimo, con mobili di recupero in legno e piccoli tocchi di design vintage.

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