Svolta nel riscaldamento centralizzato

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Vi ricordate quando in pieno inverno giravamo per casa in maniche di camicia e pantaloncini corti brontolando per il troppo calore emanato dal riscaldamento condominiale centralizzato? Quando impotenti nel regolare la temperatura della nostra casa a nostro piacimento, cercavamo un colpevole sollievo aprendo la finestra nonostante i radiatori fumanti? Ve lo ricordate quel calduccio un po’ insistente, che deliziava i freddolosi e spazientiva i calorosi ma metteva tutti d’accordo in una lamentatio corale sullo spreco di energia e di denaro che l’impianto comune comportava? Ecco, queste immagini sono destinate a rimanere solo ricordi. Perché se fino a pochi mesi fa per evitare la scocciatura termica ed economica dei centralizzati le uniche alternative per i condòmini erano il dispendioso distacco dall’impianto oppure la virtuosa applicazione sui propri caloriferi di regolatori individuali – dai quali però non si ricavava alcun risparmio sulla bolletta –, finalmente con questa stagione fredda le cose cambieranno.

Anzi, sono già cambiate, visto che la scadenza per la ‘svolta’ in fatto di riscaldamento condominiale era fissata per lo scorso 30 giugno. Stiamo parlando dell’installazione obbligatoria, su tutti gli edifici con impianto comune, di termovalvole e contabilizzatori di calore: due dispositivi distinti, ma che lavorano molto bene in coppia trasformando di fatto il nostro sistema centralizzato in un semi-autonomo. Vediamo di cosa si tratta.

Le termovalvole

Le valvole termostatiche o termovalvole sono dispositivi da applicare sui singoli termosifoni, che consentono la regolazione della temperatura abbassandola o alzandola nei limiti di legge (limiti di cui ci siamo occupati in questo articolo) o il completo spegnimento del calorifero. Esistono valvole con il timer dette tecnicamente crono-termostatiche, per programmare variazioni di temperatura nel corso della giornata. O ancora, valvole con particolari sensori in grado di spegnere il termosifone automaticamente quando viene aperta una finestra.

I contabilizzatori di calore
Una volta installato il dispositivo che permette di autogestire il riscaldamento del nostro appartamento, il passo successivo è quello di dotarsi dello strumento che consente invece di misurare i consumi di energia di ogni singola unità abitativa e, di conseguenza, farci pagare solo per quanto effettivamente abbiamo ‘scaldato’. Ecco allora i contabilizzatori di calore, di cui esistono varie tipologie. Senza entrare troppo nel dettaglio tecnico, diciamo solo che per gli immobili più vecchi, quelli dotati di impianti di riscaldamento verticali o ‘a colonne montanti’, lo strumento adatto è un ‘ripartitore’ da porre su ciascun termosifone, che nel migliore dei casi può essere dotato di un sistema di trasmissione radio che comunica i dati a una centralina posta nelle parti comuni dell’edificio.

Se invece il palazzo è recente e la distribuzione del calore avviene in orizzontale o ‘a zone’, allora il sistema è più semplice: potete evitare di applicare il misuratore su ciascun calorifero, perché è sufficiente un unico contatore, da posizionare a monte di tutti i caloriferi dell’appartamento, dove la rete della singola unità abitativa si va a collegare ai montanti comuni. Questo apparecchio misura l’energia tramite un contatore volumetrico e due sonde termiche, e può anch’esso comunicare i dati alla centralina.

Se avete già predisposto termovalvole e contatori, non vi resta che aspettare il conteggio annuale del consumo di energia per pagare la vostra bolletta ‘personalizzata’ (di cui scriveremo prossimamente). Ma se invece vivete in un condominio con impianto di riscaldamento centralizzato e non avete ancora provveduto all’adeguamento, allora è meglio muoversi subito sollecitando il vostro amministratore, perché secondo quanto indicato nel decreto legislativo 141/2016, il termine ultimo per mettersi in regola con l’installazione di questi due dispositivi è scaduto il 30 giugno 2017. E attenzione, perché per i proprietari condomini trasgressori, può scattare un’ammenda che va da 500 a 2500 euro per ogni unità immobiliare. Le ispezioni, a campione, sono ad opera delle Regioni e in particolare in quelle dotate di un catasto termico la segnalazione dell’irregolarità può partire anche dal rapporto di controllo di un manutentore.

In chiusura precisiamo che esistono alcune eccezioni all’obbligo dell’installazione di termovalvole e contabilizzatori. Ma per non cadere nell’ammenda di cui sopra, i motivi di tali esenzioni – che sono in sintesi l’impossibilità tecnica o la non convenienza economica – devono essere attestati dalla relazione tecnica firmata da un professionista. 

 

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