La canapa e il bambù: nuove ‘materie prime’ per la nostra casa

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La canapa, il bambù: cos’hanno in comune queste due piante? Oltre al fatto di essere specie vegetali dalla straordinaria bellezza, capaci di offrire molteplici possibilità di sfruttamento, ciò che le rende particolarmente interessanti ai nostri occhi è la loro presenza sempre più insistente nelle cronache del mondo casa
All’origine di tutto vi è la spinta convinta – e ormai, finalmente, obbligata – verso l’eco-sostenibilitàun imperativo che da alcuni anni direziona le scelte di professionisti e committenti sia nell’ambito delle nuove costruzioni che in quello delle ristrutturazioni. Ne è conseguita quindi una ricerca fortemente orientata ai materiali naturali, riciclabili e atossici, e quindi uno sviluppo tecnologico che ha permesso a queste ‘nuove’ materie prime ecologiche di entrare nei processi produttivi industriali, consentendo a noi consumatori finali di guadagnare sotto due punti di vista: da una parte un più facile reperimento di oggetti realizzati, ad esempio, con canapa e bambù, e dall’altra un’accessibilità al loro acquisto a prezzi abbordabili o, se non altro, competitivi con quelli degli stessi oggetti realizzati sulla base di materiali artificiali più tradizionalmente legati alla grande distribuzione. 
Fatte queste premesse, scopriamo insieme come canapa e bambù possono entrare nelle nostre case, come possono arricchirle e che vantaggi possono offrire al nostro abitare. 

La canapa 


Biomattone® Equilibrium in canapa e calce

Lo sapevate che in Italia 3000 ettari del nostro suolo, soprattutto in Puglia ma anche in Piemonte, Veneto e Basilicata, sono dedicate alla produzione di canapa? Una bazzecola, a dir la verità, se confrontata con gli oltre 100.000 ettari che a inizio Novecento destinavamo a questa antica coltura. Pare fossimo secondi solamente all’Unione Sovietica, per numeri ma non per qualità. I tempi però stanno cambiando e la canapa è ormai protagonista di una piccola grande rivincita e non solo in Italia: in tutto il mondo è gara a chi espande di più la produzione di questa pianta. Anche nel nostro Paese, dove da circa un anno è entrata in vigore una legge che autorizza la libera coltivazione per quelle varietà con contenuto di THC inferiore allo 0.2%. Perché questo rilancio? Perché, finalmente, stiamo scoprendo gli infiniti vantaggi offerti da questo vegetale. Se sono noti i suoi benefici e i diversi possibili utilizzi nell’ambito della salute, dell’alimentazione e dei settori cosmetico, cartario, di arredamento e di design, e se alcuni già conoscono la bellezza di questa fibra naturale quando viene impiegata nel tessile – pensiamo ad esempio alla tappezzeria di canapa – solo recentemente ne sono stati riconosciuti e messi a frutto i vantaggi nell’ambito della bioedilizia: il biomattone di calce e canapa ha già ampiamento dimostrato le sue qualità di ecosostenibilità, isolamento termo-acustico, traspirabilità, resistenza al fuoco e alle vibrazioni sismiche, biodegradabilità e riciclabilità. 

Il bambù 

L’architetto colombiano Simón Véléz ha fatto del bambù il protagonista di una campagna internazionale, e alla fine ha raggiunto uno degli obiettivi cui ambiva: introdurre questa materia prima naturale nell’elenco dei materiali da costruzione approvati dal codice edilizio del suo Paese. Un risultato sudato, anche se non si comprendono fino in fondo le ragioni di tanto scetticismo, soprattutto in quelle regioni del mondo nelle quali la pianta cresce in abbondanza. Oggi si può dire che il bambù è regolarmente impiegato come materiale edile sia in Asia che in America Latina. In Europa, invece, è più comunemente utilizzato come rivestimento ma soprattutto ha una grande diffusione nell’ambito della decorazione, del design e della pavimentazione: basti pensare ai magnifici parquet realizzati con il suo legno. In Italia, un esteta come Franco Maria Ricci ha utilizzato il bambù per realizzare il Labirinto della Masone, a pochi chilometri dal castello di Fontanellato, in provincia di Parma. Le lunghe e flessuose canne danno forma alla tortuosa struttura, ma possiamo ritrovarne l’essenza anche nella pavimentazione del Museo che si trova al centro del dedalo. Inoltre, la passione dell’editore e designer italiano per questo materiale ha trovato espressione anche in un concorso internazionale: il BambooRush, ideato e promosso da Ricci proprio per sensibilizzare i creativi italiani sulle caratteristiche della sua pianta prediletta.

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