Domotica ecosostenibile per una casa a prova di disabilità

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Casa è progetto, rifugio, comodità, protezione. Ma quando è una trappola di ostacoli, isolamento e spersonalizzazione, allora diventa qualcos'altro: pericolo e insicurezza.
La sempre più diffusa consapevolezza ambientale fa sì che il rapporto tra edificio, individuo e natura diventi un progetto di attenzione prezioso e stimolante. Tanto più quando alle delicate esigenze del risparmio energetico e dell'eco-efficienza di una casa si associano le problematiche della disabilità di chi vi abita. Proprio in questi casi l'intelligenza di una casa è chiamata ad esprimere il suo massimo potenziale, perché la libertà e l'autonomia di un individuo sono anch'esse fonti di energia vitale.

La domotica, scienza interdisciplinare che studia le tecnologie adatte a migliorare la qualità della vita in una casa, è la parola tecnomagica che apre le porte di un futuro di sostenibilità, ma anche di pieno sostegno alle persone con disabilità. Un sistema domotico, infatti, è costituito da un computer centrale che capta informazioni dai sensori distribuiti nella casa e agisce in base agli input che, attraverso telecomandi, pulsanti o riconoscimenti vocali, l'utente stesso invia. Ecologia e tecnologia ai massimi livelli di cooperazione, la domotica consente un risparmio energetico del 20-30%.

 

Elettrodomestici, porte o cancelli comandati a distanza, persiane che si aprono o chiudono con un telecomando, numeri di soccorso attivati in caso di intrusioni o incidenti domestici sono solo alcune delle carte con cui la domotica sfida i limiti imposti dalla disabilità. Un prezioso servizio di sostegno trasversale, riconosciuto anche dall'Agenzia delle Entrate, che ha stabilito per il 2018 l'ecobonus domotica, una detrazione fiscale sulle spese di acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o di climatizzazione delle unità abitative.

 

 

 

La domotica per persone con disabilità vanta anche la storia esemplare di Paolo Berro, vittima di un grave incidente stradale che lo aveva reso completamente paralizzato. Per combattere la sua battaglia per l'autonomia, insieme all'architetto Aldo Cibic, ha progettato una nuova e pioneristica casa che assicura mobilità e accessibilità nel pieno rispetto dell'ambiente. Un'abitazione in bioedilizia completamente comandata a voce: microfoni, casse, computer – ma anche sensori che percepiscono il passaggio di persone o carrozzine – per un dialogo domestico a prova di immobilità.

 

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