Home staging: l'arte di allestire la casa (per venderla subito)

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Primo: spersonalizzare. Secondo: eliminare il superfluo. Terzo: usare colori neutri. Quarto: pulire a fondo. Sono le quattro, fondamentali regole da seguire se vogliamo riuscire a vendere (o affittare) in tempi rapidi la nostra casa. Parola di Mirna Casadei*, professionista dell’home staging, un’attività che dall’America, dove è praticata da decenni, sta cominciando a prendere piede anche in Italia. Consiste nell’allestire la propria casa, secondo alcune tecniche non improvvisate, in modo da renderla capace di far innamorare al primo sguardo il possibile acquirente o affittuario. Il risultato, dati alla mano, è quasi sempre assicurato.
Ecco perché abbiamo chiesto alla Casadei, un’autorità del settore, di svelarci qualche trucco del mestiere. Ecco cosa ci ha risposto.

Mirna Casadei, lei è una home stager. Come definirebbe la sua professione?
È marketing immobiliare. Preparo gli immobili prima che siano messi sul mercato per la vendita o per l’affitto. Lo scopo è quello di catturare l’attenzione del più grande numero di possibili acquirenti e farli innamorare della casa al primo sguardo.


Questa è l’immagine di una casa in vendita prima dell’intervento dell’home stager

È un po’ come ‘truccare’ la casa prima di un appuntamento galante?
Proprio così! Esaltare i punti forti senza nascondere i difetti, valorizzare ciò che dobbiamo presentare. La prima impressione è quella che conta e come dice una frase famosissima di Oscar Wilde “non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione”. Le statistiche dicono che l’acquisto della casa si decide nei primi 90 secondi.


E questa è la stessa stanza fotografata dopo l’intervento dell’home stager

Il metodo funziona? Ci sono dati che documentano il successo di questa attività ai fini delle vendite?
Il metodo funziona tantissimo! Le case che preparo vengono vendute in un tempo che va da 1 a 3 mesi nonostante fossero sul mercato a volte anche da qualche anno! Funziona perché non è allestimento e basta. C’è dietro lo studio dell’immobile, la definizione del target e poi, solo dopo, arriva l’allestimento dell’immobile dove la parola d’ordine è togliere. Il motto dell’home stager è “less is more”. L’home staging migliore e più efficace è quello che non si vede.


Questa è l’immagine di una casa in vendita prima dell’intervento dell’home stager

Può quindi essere una spinta per muovere il mercato immobiliare che stenta a ripartire?
Il mondo immobiliare ha bisogno di fare un po’ di lavoro per adeguarsi a un modo di comunicare che li può proiettare nel futuro. Gli agenti immobiliari sono stati troppo seduti negli ultimi decenni ma oggi devono darsi da fare per adeguarsi ai nuovi mezzi di comunicazione e l’immagine, foto e video professionali di un immobile preparato con un intervento di home staging sono l’unico modo per farsi notare sulla rete, per emergere e rafforzare la propria identità e comunicare la propria professionalità.
Recenti dati ufficiali della Banca d’Italia dicono che la permanenza media di un immobile sul mercato è di 235 giorni. Gli immobili gestiti con home staging invece hanno una permanenza media sul mercato di 35 giorni. Una bella differenza!


E questa è la stessa stanza fotografata dopo l’intervento dell’home stager

È vero che questa professione è nata in America?
L’home staging negli Stati Uniti esiste e viene utilizzato da oltre 30 anni. Lì nulla viene messo sul mercato se non viene prima preparato. Gli americani cambiano casa facilmente e la acquistano già arredata e completa di tutte le suppellettili! Noi italiani siamo legati alla casa in modo viscerale, la nostra casa è sempre la più bella, non la vendiamo se proprio non è strettamente necessario e quando la vendiamo non riusciamo ad avere quel distacco necessario, non riusciamo a vederla come un qualsiasi prodotto da vendere. Invece lo è! Noi, rispetto agli Stati Uniti, arriviamo sempre molti anni dopo. Ma ci stiamo arrivando e questo mi rincuora!

Lei come ha cominciato?
Nel 2013 ho incontrato un’amica che non vedevo da tempo, mi ha detto che stava facendo questo lavoro. Le ho chiesto “cos’è l’home staging?”. Mi ha risposto con quattro parole e in quel preciso momento ho pensato che quello era il lavoro del mio futuro. Ho mollato tutto e sono partita per Milano per un corso di formazione, il primo di una lunga serie. Due mesi dopo il corso ho aperto la mia Partita Iva e ho iniziato a lavorare. Oggi sono docente nello stesso corso che ho frequentato io e per me è motivo di grande soddisfazione.

Quali competenze deve avere una home stager per fare bene il suo lavoro?
Deve capire un immobile al primo sguardo e percepirne subito le potenzialità. E poi saperle valorizzare. Deve essere esperta di marketing e comunicazione, deve avere molto buon gusto ed eleganza nell’allestimento. E uno spiccato spirito organizzativo. Gestire un incarico significa occuparsi di tutti gli aspetti, artistici e pratici. Il cliente deve avere un solo referente del quale si fida e lui deve occuparsi di gestire e organizzare tutti gli aspetti dell’intervento.

Diamo qualche consiglio ai nostri lettori che devono vendere o affittare casa. Ci dice tre cose che dobbiamo fare quando stiamo per mostrare la casa a un possibile acquirente/affittuario?
Primo passo: spersonalizzare. Eliminare gli oggetti personali. Quando si guardano le foto o si visita un immobile con troppi oggetti personali del precedente proprietario ci si sente degli intrusi a casa di qualcun altro. Invece le persone si devono immedesimare e sentire quell’immobile come casa propria.
Seconda regola: eliminare il superfluo. Non è vero che un mobile in più è un valore aggiunto. Una stanza con pochi elementi valorizza la potenzialità degli spazi e rende partecipe l’acquirente che, trovandosi davanti a uno spazio piuttosto libero, pensa già a come potrà arredarlo e personalizzarlo. Ricordiamoci poi che le stanze troppo piene sembrano piccole e soffocanti.
Terza regola: utilizzare per elementi d’arredo e tessuti colori neutri, materiali morbidi e accoglienti.
Quarta regola: pulire a fondo la casa. La pulizia deve essere impeccabile. Si deve vedere con gli occhi e sentire col naso.
Ultima regola fondamentale: accendere tutte le luci, ma proprio tutte, anche le lampadine della cappa aspiratrice della cucina, e aprire tutte le tapparelle. La luminosità degli ambienti è la prima caratteristica che fa innamorare di una casa e i punti luce (con lampadine a luce calda mi raccomando!) regalano una bellissima e accogliente atmosfera. E poi…. Beh, non posso raccontare tutti i miei segreti!

Ci racconta un aneddoto, un progetto di cui va particolarmente fiera?
Sono tanti… Il record assoluto è stato un appartamento di nuova costruzione allestito pochi mesi fa. È stato messo online la mattina e il pomeriggio stesso è stato acquistato da una persona di Reggio Emilia che cercava casa al mare in Romagna. Venduto in un giorno! Ne sono rimasta stupita anch’io. Ed è stato bellissimo parlare con l’acquirente che mi ha detto quanto l’avesse sentita casa sua al primo sguardo e quanto avesse desiderato stare lì su quel divano a bere qualcosa al ritorno dal mare. Si era proprio vista dentro a quella casa, sentendola sua. E questo grazie all’allestimento e alla fotografia. L’appartamento in origine era completamente vuoto. Ogni casa poi ha una sua storia e ogni volta che faccio un intervento di home staging sto due o tre giorni dentro alla casa e mi immedesimo nella sua storia. E a volte mi trovo davvero coinvolta emotivamente. Ho allestito una bellissima villa indipendente. La proprietaria, una bella signora di classe, non avrebbe mai voluto vendere ma si era reso necessario. Mentre facevo l’allestimento veniva continuamente con la scusa di annaffiare le sue piante e guardava la sua casa con avidità, in ogni angolo, come se dovesse riempirsi gli occhi di quella casa e dei ricordi che conteneva. E io, avendo conosciuto la signora e le sue tre figlie ormai adulte, mentre allestivo immaginavo le scene di lei che preparava la cena con le bimbe che correvano intorno al tavolo e il padre stanco appena tornato dal lavoro. Appena finito quell’allestimento ne ho anche scritto un articolo sul mio piccolo blog. Poi la casa è stata venduta in tre mesi, dopo tre anni che era sul mercato, senza abbassarne il prezzo. Ho rivisto la signora dopo la vendita, mi ha ringraziata ma nei suoi occhi c’era un velo di malinconia.

* Mirna Casadei (www.mirnacasadei.it) ha 48 anni, è nata e vive a Cesenatico. Ha lavorato per 25 anni nell’azienda di famiglia, l’Orchestra Casadei, come grafica pubblicitaria, organizzatrice di eventi, scenografa. La sua vita lavorativa è da sempre legata alla creatività e all’immagine. Parallelamente ha coltivato la passione per l’arredamento e l’interior design. Da oltre un anno collabora con la trasmissione di Rai2 “Detto Fatto”, condotta da Caterina Balivo, per la quale una volta al mese presenta un tutorial suggerendo idee per rinnovare gli ambienti della propria casa con grande effetto e una piccolissima spesa.

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