Cristina De Stefano e l'attrazione letteraria per le "donne scandalose"

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Giornalista e scrittrice, un viso sereno e rasserenante, la forza di un talento distinto e collaudato e la delicatezza dei valori e degli affetti famigliari. Eppure Cristina De Stefano ha un'attrazione letteraria per le donne scandalose. Quelle che da confini e perimetri escono e fuggono, con l'intensità folle e creativa del proprio fascino. E proprio "Scandalose. Vite di donne libere" è il titolo del suo ultimo libro pubblicato quest'anno da Rizzoli. 
<<Chissà, forse queste Scandalose sono la donna che non ho il coraggio di essere?>> risponde Cristina se le si domanda la ragione della sua predilezione e quale sia l'ispirazione che intende suscitare nei lettori attraverso queste vite raccontate con sintesi giornalistica e grande forza narrativa. << Battute a parte, sono attratta dalle persone ad alto tasso di energia, e tutte le donne di cui mi sono occupata, da Cristina Campo a Oriana Fallaci alle donne esagerate di questo ultimo libro, sono cosi: lampadine accese. Illuminano il buio, per tutti.>>.

Ph: Francesco Castaldo®

Eppure, nonostante la forza centrifuga delle nuove conquiste di libertà, così bene incarnate dalle sue eroine - artiste, modelle, scrittrici, illustratrici, sempre regine di passione- la figura femminile ha forse ancora oggi un suo centro all'interno della casa e un legame privilegiato di oneri e onori con la dimensione domestica. << Noi donne siamo uscite da casa da un secolo, ed e’ un bene. Ma non l’abbiamo dimenticata. Conosco molte giovani donne superlaureate che fanno l’orto, studiano la cucina biologica, preparano il pane fatto in casa. Alla casa si puo’ tornare, l’importante e’ che la porta sia aperta.>> Quanto all'approccio emotivo e concreto degli uomini di oggi con la casa, Cristina, esperta di universi complessi femminili, dribbla realisticamente: << Non so, dovresti chiederlo a un uomo.>> Ben più consapevole e lapidario è il suo personale modo di vivere, soffrire, arredare o aggiustare la sua casa: << Io sono una pessima donna di casa. Cucino male e arredo peggio. La mia casa, mi ha detto una volta un’amica elegante, e’ uno showroom dell’Ikea. Ma tutte le mie case hanno avuto sempre, e sempre avranno, una cosa di cui non posso fare a meno: un grande giardino.>> Ed è allora dal grande giardino della Letteratura che le abbiamo chiesto di cogliere uno spunto, un'atmosfera domestica che sia rimasta nel suo cuore di donna e di scrittrice. Ha scelto questi versi, del poeta e saggista Osip Ėmil'evič Mandel'š tam:  

Stiamocene un po’ in cucina assieme
l’aria e’ dolce di bianco cherosene:

un coltello tagliente e una pagnotta
se vuoi prepara ben bene il fornello;

altrimenti raduna e intreccia corde:
prima dell’alba fa’ una grande sporta:

fuggiamo a una stazione, ad un binario
dove nessuno ci possa trovare.

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