La bellezza in movimento

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Noi di Fazland vogliamo essere coltivatori di bellezza. Perché qualcuno ha detto, con raffinata lungimiranza e genio letterario, che la bellezza salverà il mondo. Noi ci crediamo. E certamente con la Bellezza, pardon…”Beauty”, ha un legame speciale il giovane regista, art director, visual-artist Rino Stefano Tagliafierro. Autore, nel 2014, di un pluripremiato video che ha ottenuto un unanime tributo internazionale, oltre i confini del Web, narrando l’umana storia di vita, morte, amore, erotismo, tenerezza, paura attraverso immagini della grande Arte, dal Rinascimento al Simbolismo di fine ottocento, cui ha donato, con quella che noi potremmo definire una “tecnolomagia”, il movimento. <<Tutto è cominciato quasi per caso>> racconta Tagliafierro del suo video “Beauty”. <<Dopo anni ad archiviare immagini dei miei dipinti preferiti, ho sentito l’esigenza di utilizzarli per costruire un racconto sulle emozioni umane. Dato che l’Arte Classica ha sempre suscitato in me le emozioni più intense, la scelta del tema è venuta naturale. Beauty parla di una bellezza superiore ed eterna che non è puramente estetica. E’ la bellezza della vita in tutte le sue contraddizioni: è la bellezza dell’amore ma anche della disperazione. >> Da allora anche la carriera dell’artista è in costante movimento: <<Sicuramente aver partecipato a Festivals come quelli di Annecy, Clermont-Ferrand e Cannes (nello Short Film Corner) mi ha reso molto orgoglioso. Di recente, inoltre, ho avuto l’occasione di lavorare nel docufilm “David Lynch. The Art Life” di Jon Nguyen e per me è stato un sogno perché Lynch è fra i miei registi preferiti.>>

Spazio, movimento, luce, nella sua Arte: << Credo che tutti e tre questi elementi siano fondamentali. Il lavoro che faccio con le video proiezioni è emblematico: c’è la luce che rende possibile la visione, il movimento che hanno le immagini e lo spazio dentro cui queste immagini vengono proiettate. Penso che nell’Arte ci sia sempre più bisogno di una contaminazione di elementi, strumenti e linguaggi. E comunque, alla fine, l’unica cosa che conta è l’idea. Se l’idea è valida, tutto il resto viene in secondo piano.>>

A quando, dunque, salotti privati o altri ambienti domestici in cui i quadri siano tecnologicamente in movimento o addirittura interattivi? <<Forme d’intrattenimento domestico di questo genere esistono già, ma la diffusione è ancora limitata ad alcune nicchie. Se una startup lungimirante riuscisse a diffonderla a un pubblico più ampio, probabilmente il nostro modo di approcciarci all’immagine verrebbe definitivamente rivoluzionato.>> Ritorniamo con i piedi per Terra, ma solo per seguire le tracce geografiche dell’Arte contemporanea: <<Se si parla di commercio dell’Arte, i centri principali sono sicuramente New York, la Cina e ultimamente anche il Medio Oriente con Dubai. Se invece si parla dei luoghi in cui gli artisti hanno più facilità ad entrare in connessione e sono più tutelati, Berlino, Parigi e ancora New York. Con i mezzi attuali, però, con un po’ d’impegno le contaminazioni e i contatti tra gli artisti possono avvenire anche a distanza. >>

E i sogni nel cassetto -meglio: nella videocamera- dell’artista della Bellezza in movimento? <<Di sogni ne ho tanti, ma quelli più grandi sono due: esporre una mia opera al MoMa di New York e realizzare un lungometraggio nel mio stile visionario. >> 

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