Tre oggetti di design per celebrare i 50 anni del Sessantotto

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Sono passati cinquant’anni da quel fatidico Sessantotto. Fabrizio De Andrè cantava La canzone di Marinella, i Beatles suonavano Hey Jude mentre le piazze di tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Europa occidentale, si riempivano di studenti e operai, uniti contro la borghesia classista, contro la guerra, in difesa dei diritti civili. Cosa abbia significato, se sia stata davvero una rivoluzione riuscita o al contrario un completo fallimento è ancora oggi oggetto di pungente dibattito. È certo però che quello straordinario movimento di protesta ha segnato in modo indelebile la storia di tutti noi.

Niente, da allora, è stato più come prima. Sono cambiati gli stili di vita, è nato il femminismo, sono state poste le basi dello statuto dei lavoratori. E in ambito artistico, sono sbocciati i linguaggi espressivi più provocatori, sono saltate anche le ultime regole. Non a caso gli anni Sessanta e Settanta hanno visto un sorprendente sviluppo del design italiano. Ed è su questo aspetto che vogliamo soffermarci: per celebrare, a modo nostro, questo importante cinquantenario, abbiamo scelto di tornare ad ammirare tre degli oggetti di disegno industriale made in Italy realizzati mezzo secolo fa che, in un modo o nell’altro, hanno contribuito a cambiare irreparabilmente il nostro modo di pensare, il nostro gusto estetico, il nostro modo di vedere il mondo.

La macchina da scrivere Valentine della Olivetti

Compie cinquant’anni la macchina per scrivere Valentine, un progetto di Ettore Sottsass e Perry A. King disegnata per Olivetti. Per intenderci, è la rossa portatile, o, meglio, «una Lettera 32 travestita da sessantottina», per usare le parole del poeta Giovanni Giudici. In plastica Abs, leggera e facilmente trasportabile, fu progettata per essere un oggetto di largo consumo. E in effetti, grazie a una campagna pubblicitaria all’avanguardia, riuscì ad avere un enorme successo commerciale.

La seduta Torneraj di Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rossi

Questa seduta possiede davvero una potente carica rivoluzionaria. Torneraj – disegno di Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rossi – è un atto di ribellione contro ogni imposizione, in pieno spirito radical design. Cerca di contrastare il peso tornando sempre alla sua forma iniziale e si oppone a quell’idea di perenne novità delle cose. Pur non avendo le sembianze di una poltrona, si trasforma in seduta con il peso del corpo giocando sull’equivoco forma-funzione. La seduta fa parte della collezione del MoMA di New York, mentre Gufram ha deciso di reinserirla in produzione, proprio in omaggio allo spirito controcorrente che lo contraddistingue.

Cobra, la lampada di Elio Martinelli per Martinelli Luce

Nell’ambito dell’illuminazione, ‘spazio’ di lavoro da sempre molto amato dai designer, non possiamo non celebrare i cinquant’anni di Cobra, una lampada da tavolo avveniristica, originariamente creata nelle versioni bianca e nera, così in anticipo sui tempi da risultare spiazzante per l’epoca, e ancora oggi talmente attuale da essere presente all’interno di produzioni cinematografiche internazionali, sia del passato sia contemporanee. Martinelli Luce ha pensato di riproporla quest’anno in rosso, colore simbolo di fuoco, battaglia, forza, luce, proprio per risaltarne la forte personalità.

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