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Dimensionamento impianto di riscaldamento. A cosa serve?

Immagine di anteprima per: Dimensionamento Impianto di Riscaldamento (autonomia e risparmio)

Molti di voi sanno che, da qualche tempo, la legge consente di distaccarsi dall’impianto centralizzato e passare ad un impianto di riscaldamento autonomo. C’è ancora molta confusione, però, su come procedere per il dimensionamento dell'impianto di riscaldamento e a cosa serve. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Dimensionare un impianto di riscaldamento significa calcolare, al metro quadro, quanto consumano i vostri caloriferi e il vostro riscaldamento. Significa anche capire come ottimizzare al meglio il vostro impianto, scegliendo la caldaia che fa per voi e il numero di caloriferi necessari. 

In realtà, il dimensionamento impianto di riscaldamento serve, principalmente, se volete "staccarvi" dall’impianto di riscaldamento condominiale e trasformare il vostro impianto centralizzato in un impianto autonomo.

Questo passaggio vi permetterà di risparmiare sulla bolletta e anche gestire in autonomia il grado di riscaldamento delle vostre abitazioni.

Troppo spesso, infatti, le temperature condominiali, imposte a tutti i condomini, sono troppo alte o troppo basse, a seconda delle abitudini e degli stili di vita di ciascuno di voi. 

L’impianto di riscaldamento centralizzato ha rappresentato per lungo tempo un'alternativa valida ed economica all’impianto di riscaldamento autonomo, dall’altro lato le soluzioni oggi esistenti sul mercato spingono sempre più condomini alla scelta di rendersi autonomi dal riscaldamento condominiale.

Pensate che, il più delle volte, è sufficiente ridurre di 1°C il nostro riscaldamento per risparmiare fino all’8% di consumi in bolletta.

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A cosa serve il dimensionamento impianto di riscaldamento

Il dimensionamento impianto di riscaldamento serve per aiutarvi nella scelta della caldaia e del numero di elementi necessari per sfruttare al meglio il riscaldamento della vostra abitazione.

Spesso, infatti, le vostre case sono dotate di radiatori, ovvero caloriferi, posizionati lì dove era possibile installarli, senza considerare che, invece, molte volte gli appartamenti hanno bisogno di un numero diverso di elementi.

Per calcolare correttamente il dimensionamento impianto di riscaldamento, è necessario considerare e valutare alcuni elementi chiave:

1. la zona climatica in cui vi trovate

Questo dato è molto importante perché valuta il vostro impianto di riscaldamento secondo le condizioni climatiche in cui la vostra abitazione si trova.

Si fa riferimento, in questo senso, all’esposizione solare, all’umidità ed al clima delle regioni ed aree italiane di vostra pertinenza.

Solitamente, i sistemi di calcolo di questo dato, dividono il nostro paese in 5 macro aree, tra loro distinte con colorazioni differenti: viola dove le temperature invernali si aggirano tra gli 0°C e il -15°C, azzurre, per le aree fredde, tra i -5°C e i +5°C; arancione, per le aree temperate, dove gli inverni si girano tra i 5°c e i 10°c; verde, per le aree miti, dove le temperature medie invernali non superano i 12°C e non scendono sotto gli 8° e, infine, le aree calde, con il colore giallo, con inverni tra i 12°c e i 15°C.

Per ciascuna di queste aree è fatto corrispondere un coefficiente energetico che contribuisce a comprendere la tipologia e la quantità di caloriferi da installare.

foto: zone climatiche dimensionamento impianto di riscaldamento

2. l’anno di costruzione del vostro immobile

Dato molto importante perché qualifica le strutture in relazione ai materiali utilizzati, alla loro efficacia in termini di coibentazione e protezione da umidità e intemperie;

3. la destinazione d’uso del locale per cui state calcolando il dimensionamento impianto di riscaldamento 

Anche questo è un dato che tende a contestualizzare la vostra abitazione in modo da ottimizzare al meglio le risorse energetiche. Considerate una cucina, una camera da letto, od un bagno: è logico che sono tutti ambienti che hanno necessità di un diverso grado di riscaldamento, nonché una diversa tipologia.

4. i dati strutturali del locale

Ovvero la sua altezza, la sua larghezza e la sua lunghezza.

A questi dati, si aggiungono anche altri elementi, che non sempre vengono calcolati, come il numero di finestre presenti nella stanza, la tipologia di infissi utilizzati, e anche le porte e le vetrate. Tutti elementi che aiutano a comprendere meglio la conformazione dei vostri spazi e, quindi, a calcolarne la migliore resa energetica. 

Come si calcola il dimensionamento impianto di riscaldamento

On line ci sono molte applicazioni gratuite, che potete usare anche da soli, su come si calcola il dimensionamento impianto di riscaldamento.

Tuttavia, non tutte queste applicazioni sono affidabili, poiché non sono in grado di valutare l’insieme delle variabili soggettive del vostro immobile e delle vostre stanze. 

Vi faccio un esempio: se la vostra camera da letto è esposta a nord, è larga 5 metri per 10 metri di lunghezza, è situata in una area fredda, e ha infissi in legno con doppi vetri,l'applicazione vi consiglierà la potenza in Watt della vostra caldaia, ad esempio 2.164 Watt, insieme al posizionamento dei caloriferi, ad esempio 2 di medie dimensioni, per riscaldare adeguatamente la stanza. Non può calcolare, però, l’eventualità che voi soffriate di problemi cardiovascolari o che amiate dormire al freddo, invece che al caldo. 

Ecco perché consiglio sempre di affidarsi ad un tecnico autorizzato e certificato, in grado di valutare nel dettaglio le esigenze di ogni singola stanza, dei suoi abitanti e della sua posizione geografica.

Oltretutto, l’intervento di un tecnico specializzato può anche fornirvi un'utile consulenza su moti aspetti tecnici, come ad esempio la certificazione caldaia.

Impianto di riscaldamento autonomo

Cosa significa installare un impianto di riscaldamento autonomo?

Significa, prima di tutto, staccarsi dalla gestione del riscaldamento centralizzata del condominio. Questo può comportare dei vantaggi e degli svantaggi.

I vantaggi sono legati ad una maggiore autonomia sia nella scelta della temperatura massima, sia nella quantità di ore e nel timer di accensione.

Se, infatti, trascorrete buona parte della giornata fuori casa, è inutile che i caloriferi si accendano per l’ora di pranzo, come spesso accade in molti condomini. Sarebbe più utile, e più sostenibile, invece, poter regolare il timer di casa affinché il riscaldamento si accenda solo nelle ore serali e nelle prime ore della mattina. 

Staccarvi dal riscaldamento centralizzato è possibile senza pesare sul resto del condominio anche se, per legge, siete tenuti a pagare comunque le spese di manutenzione straordinaria per l’impianto centralizzato. 

Detto ciò, se scegliete un impianto di riscaldamento autonomo, dovrete anche adeguare il vostro appartamento agli standard di legge per caldaie e caloriferi. 

Come vi dicevo prima, con la consulenza di un tecnico installatore potete rendervi subito conto se il vostro appartamento ha gli spazi a norma per procedere con l'installazione caldaia, o se dovete intervenire con lavori di muratura più grossi per la realizzazione di scarichi per i fumi e spazi messi in sicurezza.  

foto: impianto di riscaldamento autonomo

Come si crea un impianto di riscaldamento autonomo?

Se avete già dei caloriferi nel vostro appartamento, non dovrete far altro che attaccare i tubi della vostra nuova caldaia agli elementi già esistenti, prestando attenzione nel momento in cui si staccano quelli dell’impianto centralizzato.

Se le tubature sono molto vecchie si potrebbero rompere, causando danni non proprio leggeri. 

Spesso, però, è preferibile cambiare completamente il disegno dell’impianto, sfruttando l’esistente, ma ottimizzando la disposizione dei termosifoni in modo più funzionale al vostro arredamento.

Bonus fiscale per impianto a riscaldamento autonomo

Ultimo dettaglio che voglio segnalarvi, è il bonus fiscale previsto dalla legge per chi decide di staccarsi dal riscaldamento centralizzato ed installare un impianto a riscaldamento autonomo.

La legge infatti, considera questa operazione come un intervento volto a migliorare l'efficienza energetica e rendere più sostenibile, e quindi meno inquinante, il vostro impianto di riscaldamento.

Le agevolazioni consistono nella detrazione del 50% del costo complessivo dall'Irpef: un vero e proprio bonus fiscale che vi restituirà la somma spesa in 10 rate annuali.

Per concludere, sapere a cosa serve il dimensionamento impianto di riscaldamento vi permetterà non solo di risparmiare sui consumi ma anche di alleggerire la bolletta. Inoltre con il Bonus fiscale del 50% non avete più scuse per non iniziare subito i lavori!

foto: bonus fiscale per impianto a riscaldamento autonomo

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