Scopri da dove arriva l'elettricità in Italia

Immagine di anteprima per: Da dove arriva l’elettricità in Italia? Una visione d’insieme

L’energia, dal greco energheia, è la capacità di un corpo di compiere un lavoro. In termodinamica è tutto ciò che può essere trasformato in calore a bassa temperatura. Tantissime sono le sue forme (meccanica, chimica, nucleare, ecc.) e si caratterizza per non crearsi e non distruggersi mai. Si conserva e può passare da una forma all’altra. L'energia permette la trasformazione di materie prime in prodotti o la fornitura di servizi utili all'uomo e alla società e può essere ottenuta sia da fonti non rinnovabili sia rinnovabili: scopriamole nel dettaglio.

pala

Sono fonti di energia non rinnovabili quelle materie prime estratte dalla Terra e quindi presenti in quantità limitata. Si tratta di materiali di origine organico-biologica presenti nel sottosuolo, dove si sono accumulate attraverso un processo durato milioni di anni. Le fonti di energia rinnovabili, invece, sono inesauribili ma presentano parecchie problematiche: forniscono un’energia incostante, gli impianti di produzione sono molto costosi e l’energia ricavata è di pochi megawatt. Tra le forme di questo tipo troviamo:

  • l’energia idrica: prodotta nelle centrali termoelettriche che trasformano l’energia cinetica di una cascata d’acqua in energia meccanica;
  • l’energia geotermica: ottenuta sfruttando il vapore delle acque riscaldate dal calore interno della Terra. Il vapore viene convogliato in apposite condotte e va poi ad azionare delle turbine che producono energia elettrica;
  • l’energia solare diretta: questa risorsa viene catturata ed utilizzata principalmente per la produzione di acqua calda. Grazie agli incentivi statali degli ultimi anni, molti privati hanno scelto di installare un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione;
  • le centrali solari: sono composte da un gran numero di specchi che indirizzano i raggi solari su di una caldaia posta in cima ad una torre (il funzionamento è simile a quello delle centrali termoelettriche);
  • l’energia eolica: il vento viene catturato e trasformato in energia elettrica tramite impianti molto costosi e di notevoli dimensioni. Per questa ragione solitamente gli impianti trasformano l’energia eolica in energia meccanica. Per quanto riguarda l’energia eolica domestica questa viene solitamente scelta per realizzare collegamenti elettrici dove la rete elettrica non arriva.

eolica

Importare energia: da dove?

L’Italia riesce a produrre da sé una quantità di energia elettrica in grado di coprire l’85,9% del proprio fabbisogno energetico, mentre il restante 14,1% viene importato dall’estero (dati relativi all’anno 2014). Svizzera e Francia sono i paesi da cui attingiamo l’80% dell’energia importata. Per quanto riguarda il gas naturale e il carbone, l’88% di quello che utilizziamo proviene dall’estero: da Algeria, Libia e Russia ci approvvigioniamo di gas, mentre da USA, Sud Africa, Australia, Indonesia e Colombia importiamo il carbone.

Le forme di energia più usate in Italia

Stando ai dati del 2015, il 64,4% della domanda energetica italiana è stata soddisfatta tramite i combustibili fossili e solo il 35,6% per mezzo di fonti rinnovabili. Se è vero che risulta ancora predominante l’utilizzo delle fonti “tradizionali”, è altrettanto vero che c’è stato un incremento dell’8,4% dall’altro versante; un trend più che positivo. Tra le fonti non rinnovabili più usate per la produzione di energia elettrica abbiamo il gas (37,6%) seguito da carbone (11,6%), altre tradizionali (14,2%) e pompaggio idroelettrico (1,0%). Rispetto alle fonti rinnovabili, invece, la più sfruttata è l’energia idroelettrica (15,8%) a cui seguono la solare (11,8%), l’eolica (5,5%) e la geotermica (2,5%).

energia

Una nuova frontiera per il rinnovabile italiano

Quale sarà lo scenario del rinnovabile nel nostro Paese? La tendenza è quella di puntare sull’energia termica. Il bacino del Tirreno, presentando un flusso di calore elevato, risulta un luogo perfetto per la produzione di energia geotermica. Il nostro Paese è particolarmente all’avanguardia anche per quanto riguarda il fotovoltaico. Siamo infatti al primo posto per produzione di energia solare e la crescita è costante, come testimoniano le numerose installazioni di pannelli solari termici ad opera di privati ed aziende. Svariati sono anche gli esperimenti che si stanno compiendo sull’idrogeno, fonte su cui scommettono in molti. Altro grande investimento, ad opera della piattaforma petrolifera ERG, è stato fatto sull’energia eolica: grazie ai suoi impianti, è diventata il primo produttore in Italia e tra i primi 10 in Europa grazie alla sua presenza in Polonia, Germania, Francia e Regno Unito. Un’altra soluzione di più recente diffusione è l’eolico domestico: si tratta di mini impianti eolici dai prezzi contenuti adatti all’accumulo di energia.

pannelli

Le ultime innovazioni nel campo del rinnovabile

Nell’ultimo periodo, il settore ha prodotto molte, interessanti novità. Qui di seguito, proponiamo alcune delle più significative.

  • Smart Grid: si tratta di una griglia composta da collegamenti e nodi di interscambio tra le centrali di produzione presenti sul territorio e le piccole fonti di energia prodotte da impianti privati. Così, la distribuzione dell’energia è più intelligente perché prodotta in un modo sempre meno centralizzato e costoso.
  • Energia dell’idrogeno: attualmente le centrali elettriche ad idrogeno utilizzano mix tra combustili rinnovabili e fossili. Tra qualche anno, grazie a turbine ad energia solare, sarà eliminata la necessità di bruciare combustibili fossili per ottenere idrogeno.
  • Energia dei parchi solari, eolici e bio-diesel: concentrando la produzione di energia eolica, solare e bio-diesel in un unico luogo, si otterrà una significativa ottimizzazione del rendimento energetico.
  • Energia marina: ad oggi, sono stati studiati e pre-commercializzati diversi sistemi per l’estrazione di questa energia, che prevede lo sfruttamento del moto ondoso, della brezza marina e delle maree.
  • Air Fuel Synthesis: l’Institution of Mechanical Engineers ha finanziato una rivoluzionaria ricerca che consiste nella realizzazione di un dispositivo che cattura la CO2 dall’aria per combinarla con l’idrogeno estrapolato dal vapore acqueo. Il risultato è una benzina identica a quella utilizzata dalle automobili, con la differenza che la sua combustione non produce gas serra.

Relativamente agli incentivi statali destinati a sensibilizzare la popolazione sul tema del risparmio energetico, merita indubbiamente di essere citato l’Ecobonus. Prorogato fino al 2017, consiste in una detrazione del 65% per gli interventi sulle parti comuni di edifici condominiali. Lo sgravio sale al 70% per interventi sull’intero involucro dell’edificio e al 75% se i lavori sono finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche sia invernali sia estive, come ad esempio per l’ammodernamento degli impianti termici centralizzati. La Legge di Stabilità ha prorogato fino al 2020 anche gli incentivi per gli impianti a biomasse.

fotovoltaico

Modelli vecchi e nuovi

Le molteplici innovazioni tecnologiche che si sono susseguite negli ultimi anni hanno riguardato anche il campo delle energie rinnovabili. Per quanto riguarda il fotovoltaico, ad esempio, è nato il “fotovoltaico organico” il cui funzionamento imita quello della fotosintesi clorofilliana. Le sperimentazioni si stanno svolgendo su una serie di pigmenti a base vegetale e su materiali ibridi organico/inorganico: una nuova ed interessante soluzione che permette di avere un impianto solare termico più efficiente.

Un importante progetto che punta ad offrire una soluzione al problema del recupero energetico, è il termovoltaico. Il principio sfruttato è quello dell’effetto Seebeck che, partendo da differenze di temperatura, è in grado di generare energia elettrica. Altro figlio dell’evoluzione tecnologica è il KiteGen: sviluppo dei tradizionali impianti eolici che riesce a sfruttare le forti correnti ventose ad altitudini maggiori rispetto le classiche pale eoliche. Sfruttando l’alta velocità che il vento raggiunge in determinate zone dell’atmosfera, la tecnologia KiteGen fornisce una quantità d’energia paragonabile alle fonti di energia fossile e nucleare, senza mettere a rischio la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Riguardo le Biomasse, sono in ballo due importanti progetti sostenuti da Eni: “Second Generation Green Diesel demo plant” e “Waste to fuel”. Queste iniziative si occupano di verificare la fattibilità di un processo per la produzione di oli da convertire in Green Diesel e per la realizzazione di bio-olio da scarti alimentari e da frazioni organiche di rifiuti solidi urbani.

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Rinnovabile o non rinnovabile: pro e contro

Pro e contro delle diverse fonti energetiche? Tra i pro, possiamo sicuramente considerare il fatto che le fonti rinnovabili siano inesauribili, contrariamente alle non rinnovabili che invece impiegano tempi lunghissimi per rigenerarsi e, di conseguenza, sono destinate a esaurirsi. Purtroppo, ad oggi si continuano ad utilizzare in maniera massiccia le fonti energetiche non rinnovabili, in quanto capaci di produrre quantità maggiori di energia in tempi e a costi inferiori, almeno ad oggi. Rispetto alle fonti rinnovabili, che garantiscono un maggior rispetto ambientale e che, nel lungo periodo, permettono una sensibile riduzione delle emissioni di gas serra, le non rinnovabili garantiscono ancora una continuità nella produzione e, contrariamente a quanto avviene per le centrali geotermiche ed idroelettriche, i siti di produzione non devono essere necessariamente collocati in aree strategiche per garantirne il funzionamento, permettendo la lavorazione in relativa autonomia da parte di paesi come l’Italia che ne sono poco forniti; ciò non toglie che l’esaurimento di queste risorse e i cambiamenti climatici porteranno a dover mettere in discussione questo scenario e a investire maggiormente sulle fonti rinnovabili.

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