Rilevatori antincendio per la casa: fai la scelta giusta!

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Malfunzionamento di camini, caldaie installate in maniera scorretta ma anche mozziconi di sigaretta inavvertitamente caduti su un tappeto possono essere causa di incendi, anche gravi, all’interno delle nostre abitazioni. In questi casi ciò che può veramente fare la differenza è la presenza di rilevatori, piccole applicazioni che hanno lo scopo di allertare nel minor tempo possibile chi si trova in un edificio della presenza di fumo e/o calore. La rilevazione, grazie ai sensori di ultima generazione, è tempestiva e fa scattare immediatamente l’allarme, quando le fiamme non si sono ancora sviluppate. La validità di un impianto antincendio è quindi determinata dall’efficienza dei suoi rilevatori, dispositivi in grado di percepire la presenza di un principio di incendio; le molte tipologie a disposizione di solito vengono distinte in base al fenomeno chimico/fisico che le attiva.

Rilevatori di fumo

Altro non sono che sensori che captano la presenza nell’aria di particelle chimiche frutto di un processo di combustione. Questa categoria, a sua volta, si distingue in due sottogruppi a seconda della tecnologia utilizzata: possiamo così avere rilevatori ottici o a ionizzazione. Nei primi, dentro il rilevatore, è presente un congegno composto da un rilevatore e un trasmettitore separati da una sorta di labirinto opaco che impedisce alla luce emessa di raggiungere il ricevitore. Qualora del fumo dovesse entrare nel rilevatore, parte della luce emessa riuscirebbe a raggiungere il ricevitore in quanto riflessa proprio dalle particelle del fumo: a questo punto scatterà l’allarme. La tipologia a ionizzazione, invece, oltre ad essere più sensibile riuscendo a rilevare anche i fumi invisibili come quelli prodotti dall’alcol etilico, ha un funzionamento diverso. Al suo interno sono presenti un elettrodo e un catodo tra i quali scorre una debole ma costante corrente elettrica prodotta da un terzo marchingegno. Il fumo assorbirebbe le particelle dell’energia elettrica facendone scendere l’intensità e dunque innescando l’allarme.

Rilevatori di calore

Questi dispositivi sono studiati in modo che reagiscano all’innalzamento della temperatura della stanza. Com’è naturale che sia quando scoppia un incendio la temperatura dell’ambiente aumenta sensibilmente e questi rilevatori, posizionati su pareti o soffitti, lanciano subito l’allarme. Ovviamente vengono programmati in modo da innescarsi una volta che viene superata una determinata temperatura. Non sono apparecchi molto sensibili e il loro funzionamento dipende dal posto in cui vengono posizionati; per esempio se esposti direttamente alla luce del sole i rilevatori statici potrebbero procurare un falso allarme. Quelli termovelocimetrici, sensibili al cambiamento improvviso e rapido della temperatura, possono innescarsi se esposti ai flussi dell’aria condizionata.

Rilevatori di fiamma

Sono una particolare tipologia di rilevatori che si attivano per mezzo di una radiazione emessa dalle fiamme di un incendio, nello specifico quella infrarossa e ultravioletta. Vengono solitamente usati in quei luoghi dove c’è presenza di combustibili altamente infiammabili che praticamente non producono fumo e negli impianti di vendita dei carburanti.

Rilevatori foto-ottici a diffusione

Sono dotati di una lente ad infrarossi molto sensibile, anche alle piccolissime quantità di fumo nell’aria. È proprio il fumo che, andando a modificare l’intensità della luce infrarossa, farà scattare l’allarme.

È importantissimo scegliere i rilevatori giusti perché è proprio da essi che dipenderà la vostra sicurezza e quella della casa. Tra le diverse tipologie di rilevatori si può anche selezionare il tipo di alimentazione. Molti modelli seguono lo stesso funzionamento delle luci di sicurezza: vengono collegati alla rete elettrica ma hanno una batteria che si ricarica e li rende autonomi. Le batterie, naturalmente, andranno sostituite a cadenza periodica. Altri, invece, sono alimentati direttamente da condensatori. In questi non è presente una batteria e traggono energia direttamente dall’impianto elettrico; una volta che il condensatore è abbastanza carico, grazie ad un relè a tempo o un timer, vengono staccati dalla fonte energetica. Sono apparecchi sensibilissimi e particolarmente efficienti, capaci di percepire l’incendio sin dal principio di combustione. Nel momento in cui effettuate la scelta prestate molta attenzione a verificare la presenza della certificazione CEE, sinonimo di affidabilità e rispetto delle normative.

In base a cosa scegliere un sistema antincendio e i relativi rilevatori? Non c’è una normativa antincendio che prescriva qualcosa di preciso, quella del 1983 fa soltanto riferimento ai materiali con i quali costruire edifici civili. Le norme antincendio per gli edifici che superano i 12 metri di altezza riportano anche tutta una serie di misure da rispettare per permettere un pronto ed agevole intervento dei vigili del fuoco, ma niente di più. Tornando alla scelta, questa deve essere fatta in base ai rischi potenziali dell’edificio determinati dalle caratteristiche fisiche ed ambientali. Consigliamo quindi una perizia preliminare dell’abitazione da parte di un esperto per capire quale direzione prendere.

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