Manutenzione impianti di irrigazione in giardino a goccia: ogni quanto va fatto?

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Per tenere il proprio giardino verde, rigoglioso ed in perfetta forma bisogna irrigarlo nel modo e nel momento giusto. L’irrigazione del giardino  deve rispondere a determinati criteri di razionalità e di programmazione, tenendo presente che variano la tempistica, la modalità e la quantità di acqua necessaria. Ogni pianta ha bisogno di un fabbisogno idrico diverso, che può variare in base alla stagione, al clima, allo stato di crescita della pianta ed alla tipologia del terreno. Lo schema dell’impianto dell’irrigazione del giardino non è quindi uniforme per tutte le piante, perciò è opportuno rivolgersi a personale esperto, come giardinieri e ditte specializzate nell’irrigazione.

L’irrigazione a goccia rappresenta un impianto di irrigazione fai da te molto sviluppato, grazie alla sua semplicità ed alla sua efficacia. Il concetto fondamentale di questo impianto è quello di somministrare la giusta quantità di acqua per ogni singola pianta, solo quando è necessario ed in momenti stabiliti.

Un’irrigazione continua, con una quantità di acqua ben calibrata ed in grado di evitare sprechi, è il modo migliore di mantenere il terreno ben ossigenato e favorire lo sviluppo delle piante.

Analizziamo due domande relative alla manutenzione di un impianto di giardino a goccia: ogni quanto va fatto e come funziona?

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Come funziona?

Prima di valutare la manutenzione dell’impianto di irrigazione in giardino a goccia e ogni quanto va fatto, cerchiamo di capirne il suo funzionamento.

L’irrigazione a goccia somministra lentamente alle piante una determinata quantità di acqua, depositandola alla superficie del terreno oppure in prossimità delle radici. Questo sistema comprende valvole, condotte e diversi tipi di gocciolatori. Tramite l’irrigazione a goccia è possibile emettere dei sottili gettiti di acqua che bagnano una piccola parte del suolo vicino alla pianta per ottimizzarne il consumo.

L’erogazione dell’acqua può avvenire in maniera costante oppure ad intermittenza.

L’irrigazione a goccia, detta superficiale, per distribuire l’acqua lungo il terreno utilizza delle ali gocciolanti, vale a dire dei tubi dove sono inseriti i gocciolatori. Tali ali gocciolanti sono rigide se sono destinate ad un uso prolungato nel tempo ed in prevalenza per le colture arboree, oppure morbide se sono destinate alle colture annuali.

Un sistema ancora poco diffuso in Italia prevede l’interramento delle ali gocciolanti, cosicché i gocciolatori entrino a contatto diretto con le radici evitando allo stesso tempo la presenza ingombrante di tubi.

Per realizzare un impianto di irrigazione a goccia funzionale è consigliabile rivolgersi ad esperti del settore, come ditte ed aziende che si occupano dell’installazione di impianti di irrigazione.

Spurgo delle laterali e pulizia dell’acido

La manutenzione dell’impianto di irrigazione del giardino è necessaria per garantirne l’efficienza e la durata nel tempo. Il problema principale deriva dai gocciolatori, che tendono ad occludersi risultando di conseguenza meno performanti. Nell’ala gocciolante si accumulano delle impurità che possono provocare l’occlusione dell’ingresso del labirinto. Nel corso della stagione irrigua quindi le laterali vanno spurgate ogni 2-3 settimane.

Per effettuare lo spurgo bisogna aprire il finale del laterale per 40-60 secondi, lasciando defluire l’acqua fino a quando sembra pulita. E’ opportuno utilizzare l’acido per la manutenzione dell’impianto di irrigazione del giardino, in quanto riduce notevolmente l’occlusione che può essere causata sia da sali a bassa solubilità, come ad esempio il bicarbonato di calcio, sia da residui chimici presenti nei fertilizzanti.

Tale trattamento con l’acido va effettuato un paio di volte durante la stagione dell’irrigazione, seguendo questi accorgimenti:

  1. Prima di iniziare il trattamento lavare accuratamente le linee principali e secondarie
  2. Prima di iniziare il trattamento controllare la portata del sistema, in modo da confrontare successivamente i valori
  3. La soluzione (acqua più acido) deve contenere un quarto della portata oraria di un iniettore, così l’iniezione avrà una durata di 15 minuti
  4. Solo quando il sistema è in pressione e tutti i gocciolatori sono in funzionamento è possibile avviare l’operazione
  5. Controllare il pH mediante un apposito strumento di controllo, alla fine dell’operazione dovrebbe avere un valore pari a pH 2,5. Se tale valore non è stato raggiunto, vi consiglio un’applicazione addizionale
  6. Iniettare per 15 minuti
  7. Irrigare per 30-60 minuti assicurando un lavaggio completo del sistema
  8. Controllare la portata del sistema

E’ un’operazione piuttosto delicata e complessa, che potete eseguire autonomamente se avete una certa esperienza, anche se l’aiuto di personale esperto come ditte specializzate è consigliato in ogni caso.

Eliminare i residui organici tramite la clorazione

L’occlusione talvolta può essere causata anche da residui organici, in questi casi è consigliabile la clorazione, vale a dire l’iniezione del cloro. Il suo utilizzo è però raccomandato come trattamento occasionale, oppure come trattamento preventivo per i sistemi che utilizzano acqua con alta concentrazione di sostanze organiche.

Per il trattamento bisogna innanzitutto trovare la dose giusta, la frequenza e la durata utilizzando determinati strumenti per misurare il cloro libero attivo al punto di iniezione e a fine laterale. E’ lo stesso strumento usato per misurare il livello di cloro nelle piscine.

La concentrazione del cloro residuo dipende da quanto cloro richiede l’acqua. Nel caso in cui a inizio laterale questo valore è di 5, a fine laterale deve essere portato a 1. Prima di iniziare questo trattamento lavate le linee principali e laterali.

Anche per quest’operazione è opportuno rivolgersi a ditte specializzate di irrigazione, che sanno come e quando intervenire nella maniera più efficace e professionale.

Consigli per l’irrigazione del giardino

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Abbiamo spiegato come funziona la manutenzione di un impianto di irrigazione in giardino a goccia, ogni quanto va fatto e quali tecniche utilizzare. Possiamo adesso dare qualche consiglio relativamente all’irrigazione del giardino, che varia a seconda delle stagioni.

Nei periodi invernali ed autunnali le continue precipitazioni e l’umidità riducono notevolmente la necessità di irrigare i giardini. Le cose cambiano in estate ed in primavera. Nei periodi estivi le temperature sono molto alte e provocano notevoli perdite d’acqua a causa dell’evaporazione, quindi l’irrigazione diventa molto più frequente e necessaria. Nei periodi caldi le irrigazioni dovrebbero essere fatte nelle ore serali, poiché in questi orari la temperatura dell’acqua è simile a quella del terreno, quindi non si verificano sbalzi termici che possono risultare dannosi per le piante.

E’ anche abbastanza inutile innaffiare il giardino di giorno poiché, soprattutto nelle foglie larghe, si verificherebbe un notevole spreco di acqua per effetto della traspirazione.

Un discorso a parte merita anche l’utilizzo dell’acqua, una risorsa fondamentale che è fonte di vita, ed in quanto tale non va assolutamente sprecata ma anzi ottimizzata al massimo. Per esempio nella fase iniziale le siepi richiedono un fabbisogno giornaliero di 4 litri di acqua per metro lineare.

Le siepi, sviluppandosi e passando a stadi più avanzati, richiedono che tale quantità di acqua venga raddoppiata. Gli arbusti necessitano invece di 12 litri di acqua per metro lineare nel primo impianto, quando si sviluppano la quantità di acqua richiesta è di 4 litri per ogni metro quadrato del terreno.

Le latifoglie e le conifere richiedono una quantità di acqua tra i 40 ed i 60 litri a pianta nel primo impianto; nelle fasi successive di sviluppo basteranno 4 litri di acqua per metro quadrato di terreno per quanto riguarda le latifoglie. Le conifere invece, nel loro pieno sviluppo, richiedono acqua solo saltuariamente. Infine le piante tropicali richiedono un quantitativo di acqua di 60-80 litri a pianta.

 

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