Come si calcola la busta paga

Immagine di anteprima per: Come si calcola la busta paga

Le singole voci di una busta paga sembrano scritte in arabo?

In questo articolo vi forniremo una guida per il calcolo busta paga, il documento che il datore di lavoro consegna ai propri dipendenti ogni mese.

Nello specifico analizzeremo il percorso dello stipendio dal lordo al netto, spiegando cos’è il RAL (reddito annuo lordo), quante sono le ritenute che vanno applicate e di che natura sono, le trattenute nel mese e le trattenute dall’inizio dell’anno.

Nel dettaglio spiegheremo come eseguire il calcolo retribuzione netta del compenso totale mensile.

Il dipendente deve infatti essere a conoscenza, al momento della corresponsione degli stipendi, delle operazioni che portano al netto corrisposto.

Nel calcolo busta paga sono diversi gli elementi reddituali che possono variare in base al settore economico del lavoratore subordinato ed agli accordi di categoria.

Possiamo adesso analizzare nel dettaglio come si calcola la busta paga e come si effettua il calcolo stipendio, il calcolo contributi ed il calcolo pensione.

Il trattamento economico

Per sapere come si calcola la busta paga bisogna partire dal trattamento economico annuale del personale, che in genere è composto da 12 mensilità di pari importo, che devono essere corrisposte posticipatamente al mese di riferimento.

Nel momento in cui nel calcolo stipendio si fa riferimento anche alla tredicesima ed alla quattordicesima, allora si parla di RAL, cioè reddito annuo lordo.

Bisogna stabilire la retribuzione base, che dipende dall’esperienza, dal grado di responsabilità e di autonomia nel corso dei propri anni lavorativi.

A tale scopo i lavoratori vengono associati ad un livello (che parte dal primo fino al quadro), al quale corrisponde una determinata indennità.

I contratti collettivi di lavoro (i cosiddetti CCNL) definiscono le retribuzioni minime relative ad ogni livello di inquadramento.

Durante il calcolo busta paga bisognerà indicare:

  • il nome della società e del dipendente;
  • il livello e la qualifica di riferimento;
  • il periodo di riferimento;
  • gli assegni per il nucleo familiare;
  • la quantità di ferie a disposizione;
  • l’accantonamento  per il TFR applicato.

Le voci che corrispondono alla formazione della base imponibile del reddito di lavoro dipendente sono:

  • stipendi;
  • salari;
  • superminimi;
  • trattamenti accessori;
  • gratifiche;
  • premi;
  • incentivi;
  • compensi.

come si calcola la busta paga

Il salario fisso

Il calcolo retribuzione netta può variare da alcune voci, che possono essere fisse o variabili.

La retribuzione diretta in busta paga è composta da alcune voci fisse come:

  • minimo contrattuale (la retribuzione base);
  • indennità di contingenza;
  • EDR (Elemento Distinto della Retribuzione);
  • terzo elemento;
  • scatti di anzianità;
  • eventuali indennità aggiuntive;

Alla retribuzione di base inoltre bisognerà aggiungere eventualmente le indennità relative alle prestazioni di lavoro straordinario, le indennità per le prestazioni di lavoro notturno, gli assegni “ad personam”, la tredicesima, la quattordicesima ed i premi di produzione.

Il salario variabile

Nel calcolo stipendio della busta paga rientrano le seguenti voci variabili:

  • straordinari;
  • indennità per turni;
  • indennità di lavoro notturno;
  • indennità di disagiata sede;
  • indennità si trasferta;
  • sussidi e assegni per familiari a carico;
  • tredicesima e quattordicesima;
  • lavori festivi;
  • giorni di malattia retribuiti;
  • premi;
  • rimborsi e conguagli.

Sui premi di produzione viene applicato il trattamento agevolato, destinato ai lavoratori del settore privato che durante l’anno hanno prodotto un reddito da lavoro dipendente non superiore alla soglia prevista dal Governo.

In sede di calcolo contributi, queste voci di salario saranno in seguito sottoposte ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, la cui misura viene stabilita annualmente dal Governo.

Nello specifico per trattamento agevolato si fa riferimento a quelle somme che non sono superiori ad una quota lorda di reddito, che viene stabilita annualmente dal Governo, che fanno riferimento ad incrementi della produttività come: qualità, innovazione, redditività ed efficienza organizzativa.

Questi elementi sono strettamente collegati ai risultati relativi all’andamento economico o agli utili dell’impresa, o a qualsiasi altra componente che abbia prodotto un miglioramento della competitività dell’azienda.

Per premio di produzione s'intende quindi un incentivo destinato ai dipendenti proprio per migliorare la produttività, i servizi e la competitività dell’azienda.

Vengono stabiliti degli obiettivi e programmi a carattere aziendale personali oppure di gruppo, che in genere sono annuali. Tali obiettivi devono essere consegnati in tempo utile in modo da poter predisporre una programmazione adeguata.

La tredicesima e la quattordicesima

In genere nel mese di dicembre, in prossimità delle festività natalizie, le imprese erogano la tredicesima, equivalente alla retribuzione individuale mensile dello stesso mese.

Se l’inizio o la fine del rapporto di lavoro si verifica nel corso dell’anno, allora il dipendente percepirà un certo numero di “dodicesimi” calcolati sui mesi in cui effettivamente ha lavorato.

La quattordicesima verrà erogata nella stessa misura, ma durante il mese di luglio.

Il trattamento fiscale

Per il calcolo contributi bisogna analizzare attentamente il trattamento fiscale.

È opportuno sapere che i redditi di lavoro assumono una certa rilevanza fiscale in base al principio di cassa, quindi in sede di calcolo retribuzione netta le retribuzioni devono essere imponibili quado vengono corrisposte.

Dopo aver calcolato la base imponibile, bisognerà stabilire la contribuzione INPS ai fini del calcolo pensione, e l’imposta sul reddito delle persone fisiche tramite l’applicazione delle quote IRPEF che sono previste dall’articolo 11 del TUIR.

Al momento le aliquote possono essere così suddivise:

  • fino a 15.000 euro, aliquota del 23%;
  • oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, aliquota del 27%;
  • oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, aliquota del 38%;
  • oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro, aliquota del 41%;
  • oltre 75.000 euro, aliquota del 43%.

Una volta stabilita l’imposta lorda, bisogna successivamente considerare le detrazioni per carichi di famiglia e ogni altra detrazione spettante così da poter ottenere l’imposta IRPEF netta.

Durante il calcolo busta paga il datore di lavoro deve trattenere, sul reddito complessivo del dipendente, le addizionali comunali e regionali che spettano al Comune ed alla Regione dove il lavoratore ha il domicilio fiscale.

In genere l’aliquota regionale equivale allo 0.9%, ma in alcuni casi le Regioni possono decidere di aumentarla fino all’1,4%.

L’aliquota comunale varia invece da Comune a Comune, e può essere consultata direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate con l’aiuto di un consulente del lavoro.

Ora sapete esattamente come si calcola una busta paga.

Se per voi si tratta della prima volta, vi consiglio di consultare un bravo consulente del lavoro che possa spiegarvi il calcolo stipendio, il calcolo retribuzione netta, il calcolo contributi e il calcolo pensione.

Un consulente del lavoro può esservi molto utile anche se avete già effettuato in passato il calcolo di una busta paga, poiché può aiutarvi a chiarire dei dubbi e delle perplessità.

Lascia il tuo commento
Con Fazland puoi ricevere fino a 5 preventivi gratis
x
Potrebbero interessarti anche...