Kakebo ovvero l’arte giapponese del risparmio domestico

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Se volete iniziare a risparmiare e non sapete da dove cominciare; se volete riuscire a controllare meglio le vostre entrate e le vostre uscite mensili, ma non avete proprio voglia di tentare l’ennesima antipatica collezione di scontrini; se state pensando a qualche buona intenzione da mettere in pratica con l’arrivo del nuovo anno, oppure se volete semplicemente conoscere o ricordare una bella storia al femminile proveniente dall’estremo Oriente, ecco, allora questo articolo fa per voi.
Perché parliamo di Kakebo, ossia un’agenda per i conti di casa edita in Italia da Vallardi (12,90 €), ma anche un metodo, un approccio mentale all’economia domestica che dal Giappone sta cominciando a spopolare anche nel nostro Paese, complice probabilmente la necessità di tanti italiani di sopravvivere senza affanni alle spese quotidiane che in tempi di crisi pesano sempre di più.

A inventare Kakebo è stata una donna icona della storia e della cultura del Giappone: Motoko Hani (1873-1957). A lei sono attribuiti molti primati: fu la prima giornalista del suo Paese, fondò la prima rivista femminile nipponica dal titolo «Katei no tomo» (La compagna della donna) e fu lei la prima a promuovere pubblicamente un management dei conti di casa intelligente e metodico: dalle colonne del suo periodico, la Hani incoraggiava le lettrici a gestire con più consapevolezza l’economia domestica, anche come strumento di emancipazione e crescita personale. Inoltre, insieme all’impegno giornalistico, Motoko Hani creò la Jiyu Gakuen, una scuola femminile privata, unica nel suo genere, che promuoveva la libertà, l’identità, l’indipendenza e l’autocoscienza delle giapponesi.
A questa donna straordinaria si deve il lancio sul mercato del primo Kakebo della storia. Era il 1904. 

Oltre a promettere un risparmio fino al 35%, il metodo Kakebo ha come obiettivo principale quello di insegnarci a vivere le spese con serenità, consapevolezza e un po’ di autodisciplina, permettendoci di conseguenza di toglierci sfizi e soddisfare anche i vizi senza troppi senza di colpa. Lungi dall’essere un mero libro contabile, ha in fondo la capacità di alleggerirci dai pensieri per liberare energie mentali. Come ci riesce? Proviamo a sintetizzare qualche concetto.

Kakebo chiede al suo proprietario di mettere le carte in tavola all’inizio di ogni mese, stabilendo quali sono le entrate e le uscite fisse, gli obiettivi da raggiungere e anche alcune promesse virtuose come ad esempio quella di fumare meno o di andare al cinema nei giorni in cui si paga meno. Chiede poi di registrare in modo dettagliato le spese settimana per settimana, suddividendo meticolosamente tra i costi della sopravvivenza; quelli optional che sarebbero quelli connessi al tempo libero e agli sfizi; le spese per la cultura, che non vanno mai eliminate perché non servono al mero intrattenimento ma ci arricchiscono intellettualmente e fisicamente; infine gli extra che riguardano viaggi, regali, riparazioni ed emergenze.

Alla fine di ogni mese arriva il momento della verità: sapremo quanto siamo riusciti a risparmiare, ma anche come ci siamo comportati rispetto agli obiettivi e le promesse che avevamo definito all’inizio del mese; per questo, Kakebo può essere un’occasione per riflettere sulle nostre abitudini e sul nostro modo di spendere.

Tra le ottime cose proposte dal quadernetto, ed è una novità dell’edizione 2018, segnaliamo anche una mappa mentale per capire come spendere bene i nostri soldi, con un diagramma di flusso per aiutare a prendere le decisioni di acquisto ed evitare spese inutili.

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