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Contratto di Prestazione Occasionale e Libretto di Famiglia

Immagine di anteprima per: Addio voucher! Arrivano il Contratto di Prestazione Occasionale e il Libretto di Famiglia

Aboliti i vecchi voucher, il 10 luglio 2017 sono entrati in vigore il Libretto di Famiglia e il Contratto di Prestazione Occasionale, due strumenti utili per quei datori di lavoro che hanno bisogno di personale extra in modo sporadico. Si tratta ancora una volta di “buoni” per il lavoro prepagati con un costo orario leggermente più alto. Come già avveniva precedentemente, la tracciabilità telematica è totale dal momento che le prestazioni devono essere prenotate e comunicate sulla piattaforma telematica dell’Inps. Per usufruire dei nuovi contratti il datore di lavoro, così come il lavoratore, dovrà registrarsi sulla piattaforma online dell’Inps e versare una somma di denaro che andrà a formare il suo portafoglio elettronico, dal quale si attingerà per pagare il compenso e le spese per i contributi. Ma andiamo per gradi.

Il libretto di Famiglia

Partiamo dal Libretto di Famiglia. Questo nuovo contratto può essere utilizzato soltanto da persone fisiche che non svolgono attività d’impresa, cioè dai privati. Chi ha bisogno di una badante, un giardiniere, una baby sitter o un insegnante per dare ripetizioni ai figli, per essere in regola dovrà ricorrere a questo strumento. I titoli potranno essere acquistati sul sito dell’Inps o in Posta al costo di 10 € (e multipli). Di questi 10 €, 8 € andranno al lavoratore, 1,65 € per la contribuzione alla Gestione separata Inps, 0,25 € per il premio assicurativo INAIL, 0,10 € per gli oneri gestionali. Il datore di lavoro è tenuto a comunicare lo svolgimento della prestazione lavorativa che può essere effettuata entro il terzo giorno del mese successivo alla prestazione.

Il Contratto di Prestazione Occasionale

Il Contratto di Prestazione Occasionale, detto Presto o CPO, è invece lo strumento a cui possono ricorrere aziende fino a 5 dipendenti e liberi professionisti per regolarizzare il lavoro prestazione occasionale. Può essere utilizzato anche da associazioni, fondazioni, imprese agricole e pubblica amministrazione. Sono escluse, invece, le aziende del settore edile e minerario e quelle che operano nell’ambito di appalti. Questo contratto può essere adoperato per regolamentare lavori che non superino le quattro ore giornaliere. La retribuzione è di 12,50 € dai quali sottrarre il contributo previdenziale pari al 33%, il 3,5 % per il premio INAIL e l’1 % per oneri di gestione all'INPS; rimarranno nelle tasche del lavoratore 9 € netti. Per il Contratto di Prestazione Occasionale il compenso giornaliero non può essere inferiore a 36 euro, che corrisponde alla retribuzione minima per 4 ore di lavoro. Questo vale anche se la prestazione ha una durata inferiore. Per le ore successive il compenso è di 9 €, ai quali si dovranno aggiungere gli oneri a carico dell’azienda. L’attivazione del contratto può avvenire attraverso il sito dell’Inps e il datore di lavoro è obbligato a comunicare lo svolgimento della prestazione lavorativa. La comunicazione deve essere fatta almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione stessa. Il lavoratore sarà a sua volta avvisato con una mail o con un sms. Le comunicazioni, sia per il Libretto di Famiglia sia per il CPO, possono essere revocate entro tre giorni a patto che la prestazione non sia stata svolta.

Il lavoratore, come già accennato, per usufruire dei nuovi strumenti contrattuali dovrà registrarsi sulla piattaforma digitale dell’Inps. Una volta fatto questo dovrà indicare come preferisce ricevere il compenso. Può scegliere se farselo accreditare su conto corrente, fornendone l’iban, su libretto postale o su carta di credito abilitata. Vi è anche la possibilità di optare per un bonifico domiciliato da riscuotere direttamente allo sportello postale. Per entrambe le nuove formule, però, ci sono delle limitazioni che ne restringono l’utilizzo: il lavoratore non può guadagnare più di 5.000 € all'anno sommando le diverse prestazioni occasionali. I datori di lavoro, a loro volta, non potranno pagare il dipendente più di 2.500 € all’anno: superata questa soglia scatta l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato. Inoltre ogni azienda può ricorrere al lavoro occasionale rimanendo nel tetto massimo dei 5.000 € annui. Nel caso in cui venisse violato l’obbligo di comunicazione di attivazione voucher, invece, si applica una sanzione amministrativa che va dai 500 ai 2.500 euro per ogni prestazione lavorativa di cui risulta accertata tale violazione.
In sostanza, come abbiamo avuto modo di vedere, le nuove forme di regolarizzazione del lavoro occasionale si differenziano dalla precedente per le modalità e i tempi della prestazione, il tempo di lavoro, i compensi orari e le contribuzioni obbligatorie.
 

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