Certificato prevenzione incendi: cos'è e come si ottiene

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Il certificato prevenzione incendi è un attestato che certifica il rispetto della normativa sulla prevenzione incendi, confermando la presenza dei requisiti di sicurezza antincendio. Il certificato viene rilasciato dal comando provinciale dei Vigili del Fuoco, i quali devono accertare che la situazione trovata sia conforme alle norme antincendio, con la presenza di un valido piano operativo di sicurezza, vie di fuga, sistemi antincendio e la presenza di un estintore nei vari locali. Scopriamo di più sul certificato rischio incendi: cos’è e come si ottiene.

Le attività soggette al certificato di prevenzione incendi

In una tabella del decreto ministeriale del 16 febbraio 1982 (Gazzetta Ufficiale 9 aprile 1982, n. 98) vengono riportate tutte le attività soggette al certificato di prevenzione incendi, riportante le modificazioni del decreto ministeriale del 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi.

Sulla Gazzetta Ufficiale il 22 settembre 2011 è stato inoltre pubblicato il D.P.R. del primo agosto 2011, n. 151, riguardante il regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi.

Le attività indicate devono sapere come adeguarsi alle norme relative al certificato di prevenzione incendi, cos’è e come si ottiene.

Le attività soggette al certificato di prevenzione incendi vengono divise in tre categorie, A, B e C a seconda della loro struttura. In base alle diverse tipologie bisogna seguire iter burocratici diversi per stilare un piano operativo di sicurezza adeguato, e per dotarsi dei sistemi antincendio richiesti.

Per quanto riguarda gli edifici rientranti nella categoria A i Vigili del Fuoco non valutano preventivamente i progetti.

Relativamente alle categorie B e C gli enti ed i privati responsabili delle attività devono richiedere al Comando dei Vigili del Fuoco l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni, ed i progetti di modifiche da apportare a quelli già esistenti, che possono comportare un aggravio delle condizioni preesistenti di sicurezza e prevenzione incendi.

Successivamente si può avviare l’attività presentando al Comando dei vigili del Fuoco la segnalazione del certificato di inizio attività, allegando la documentazione richiesta dal decreto.

Per gli edifici della categoria A e B il Comando entro 60 giorni effettua i controlli, che sono disposti con metodo a campione oppure in base a programmi settoriali, per categorie di attività oppure in situazioni di pericolo potenziale segnalate o rilevate. Dopo la richiesta dell’interessato il Comando, se i sistemi antincendio sono ritenuti a norma, rilascia la copia del verbale e non il certificato.

Per gli edifici della categoria C il Comando entro 60 giorni effettua i controlli, e dopo 15 giorni dall’effettuazione delle visite tecniche rilascia il certificato di prevenzione incendi in caso di esito positivo.

Il certificato rischio incendi è richiesto anche per quegli edifici destinati ad abitazione civile con un’altezza dal punto di vista antincendio superiore ai 24 metri.

L’altezza antincendio è la distanza dalla quota di terra alla quota della soglia della finestra dell’ultimo piano abitabile e/o agibile.

Obblighi del responsabile dell’attività

Dopo il rilascio del certificato di prevenzione incendi, il responsabile dell’attività è comunque tenuto ad osservare e fare osservare tutte le limitazioni, i divieti e le condizioni di esercizio indicati nello stesso certificato.

Inoltre è tenuto anche ad assicurare il mantenimento dell’efficienza dei sistemi, dei dispositivi, delle attrezzature finalizzati alla prevenzione incendi, del corretto funzionamento di ogni estintore per ogni ambiente ed un adeguato piano operativo di sicurezza.

La legge stabilisce che è obbligatorio per il responsabile dell’attività richiedere visite e controlli di prevenzione incendi quando ci sono variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti.

Il certificato rischio incendi ha un periodo di validità che può variare anche in base all’attività, secondo quanto stabilito dal D.M. 16/02/1982, quindi bisogna chiedere il rinnovo in prossimità della sua scadenza.

I servizi di vigilanza e di prevenzione incendi richiedono una spesa, perciò il responsabile di un’attività, oltre ad attestare l’avvenuto pagamento, deve anche presentare la domanda in carta bollata, per la richiesta di un esame preventivo del progetto o per il rilascio del certificato di prevenzione incendi. A questa carta bollata bisogna anche allegare una documentazione completa tecnica, descrittiva e grafica delle lavorazioni effettuate, dei materiali depositati, dei provvedimenti che si intende adottare e di tutte le certificazioni necessarie.

A tale scopo è necessario rivolgersi a tecnici abilitati e specializzati oppure a laboratori legalmente riconosciuti.

Se un’attività non dovesse essere in grado di rispettare le normative richieste, il responsabile può avanzare una motivata istanza di deroga. Le suddette istanze dovranno essere accompagnate da una documentazione tecnica che evidenzi i motivi della richiesta della deroga, l’articolo o gli articoli ai quali si richiede di derogare, ed il piano operativo di sicurezza alternativo.

estintori per prevenzione incendi

Modulistica e iter burocratico del certificato di prevenzione incendi

Per ottenere il certificato di prevenzione incendi, i responsabili dell’attività devono richiedere al Comando l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni o modifiche di quelli esistenti, utilizzando il modello compilato a macchina o a stampatello in duplice copia (di cui una in bollo), firmato in originale e completo degli allegati richiesti.

La domanda non sarà accettata se risulta incompleta o se mancheranno gli allegati previsti.

Per il rilascio del certificato rischio incendi i responsabili dell’attività devono presentare al Comando dei Vigili del Fuoco la richiesta di sopralluogo utilizzando il modello compilato a macchina o a stampatello in duplice copia (di cui una in bollo), firmato in originale e completo degli allegati richiesti. Anche in questo caso la domanda verrà rigettata se risulterà incompleta o priva degli allegati previsti.

Per completare la procedura, il responsabile dell’attività, in attesa del sopralluogo del personale competente, può presentare al Comando dei Vigili del Fuoco una dichiarazione utilizzando il modello compilato a macchina o in stampatello in duplice copia (una in bollo), firmato in originale.

In questo modo si attesterà che tutte le prescrizioni vigenti in materia di sicurezza antincendio vengono rispettate.

Il Comando a sua volta restituirà al responsabile la copia in bollo dell’assicurazione, con visto di ricezione del Comando che varrà come autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività.

Ora conoscete l’iter burocratico del certificato rischio incendi, cos'è e come si ottiene.

A tal fine è opportuno rivolgersi ad un tecnico iscritto agli albi professionali che provvederà alla stesura della documentazione tecnica progettuale, dopodiché sarà possibile chiedere il Parere di Conformità Antincendio al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Dopo i lavori, il tecnico certifica quanto è di sua competenza e inoltrerà la richiesta del certificato rischio incendi.

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