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Come aprire una partita IVA agevolata

Immagine di anteprima per: Partita IVA agevolata (modalità, normative e costi)

Cominciare una nuova attività è il sogno di molti giovani, ma qualsiasi tipo d’impresa, sia essa un’attività familiare o quella di un libero professionista, richiede l’apertura della partita IVA. Tanto più che oggi il lavoro è sempre più occasionale e collaborativo, è frequente che gli stessi datori di lavoro preferiscano l’ausilio di dipendenti con posizioni fiscali autonome e capaci di produrre ritenute fiscali per contratti temporanei o di collaborazione saltuaria. 

Tuttavia, tanto perché i guadagni non sono cospicui quanto per agevolare le giovani imprese, il sistema fiscale italiano offre la possibilità di aprire una partita IVA particolare e specifica definita appunto “partita IVA agevolata”, anche se il termine più corretto per definirla è partita IVA a regime agevolato, perché tale vantaggio riguarda proprio particolari e consistenti sgravi sulla tassazione e oneri fiscali.

Nella nuova legge di stabilità sono stati modificati alcuni parametri per questo tipo di partita IVA al fine di facilitare le nuove imprese e agevolare l’imprenditoria giovanile. Questo tipo di regime fiscale, infatti, oltre a trovare il consenso dei professionisti è anche particolarmente indicato per le imprese di nuova concezione, come le startup o altre attività con capitali minimi alla ricerca di nuove forme di business. Aprire una partita IVA agevolata o Forfettaria (quest’ultimo è, infatti, il termine adottato nella nuova legge di stabilità per descriverla) è probabilmente la migliore occasione per chi vuole cercare il successo con un’impresa personale puntando solo sulle proprie possibilità per arginare il muro della crisi.

aprire partita iva

Ma come si apre una partita IVA agevolata?

Aprire una partita IVA col regime dei minimi o agevolata è gratuito e molto semplice, poichè non richiede particolari conoscenze in materia economica e fiscale.

Come prima cosa dovete fare un’apposita domanda per la partita IVA, che è in realtà un numero seriale che identifica voi e la vostra ditta o attività. A questo scopo dovete compilare il modello AA9, formulario per cui saranno necessarie diverse informazioni come il codice Ateco, che è una tabella dove sono elencate le varie attività con relativi codici e dati identificativi (come nome, proprietario dell’azienda ecc). Per non sbagliare nella compilazione potete avvalervi delle istruzioni dell’agenzia delle entrate e scaricare il modello AA9 che si compone di diversi quadri. Se vi volete avvalere del regime forfettario dei minimi dovete specificarlo nel modulo o, in alternativa, potete preferire quello ordinario.

Il passo successivo consiste nell’informare l’Inps con una comunicazione dell’inizio dell’attività, che coincide con l’emissione delle prime fatture. Questo vi permetterà anche di aprire la vostra posizione previdenziale. Alla fine della pratica vi sarà assegnato il numero di partita IVA che identifica voi e la vostra società e soprattutto il vostro profilo fiscale.

La richiesta per l’apertura della partita IVA va fatta con i modelli sopra descritti all’agenzia delle entrate o attraverso raccomandata o tramite internet ma sempre allegando documenti d’identità e codice fiscale. Tuttavia, se siete intenzionati ad aprire questa posizione fiscale il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un bravo commercialista. Infatti, i costi non sono mai eccessivi e spesso i professionisti contabili hanno una tabella delle parcelle che è possibile confrontare chiedendo un preventivo e scegliendo ovviamente quello meno caro. 

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Le agevolazioni del regime dei minimi, ecco come pagare meno

Aprire una nuova attività comporta l’assunzione di responsabilità e costi notevoli. A questo proposito, l’informazione è l’arma migliore che avete a disposizione per cercare di risparmiare e sfruttare opportunità sempre nuove per mandare avanti la vostra azienda.

In questo specifico contesto, dunque è opportuno comprendere quali sono le agevolazioni del regime dei minimi, cioè di quel regime fiscale semplificato che consente di abbattere i costi di amministrazione e di stimolare la nascita d’imprese giovani e nuove. Si tratta di un sistema meno fiscale e piuttosto vantaggioso, che in Italia, dove è presente dal 2008, ha favorito non poco la nascita di nuove attività permettendo al contempo la diffusione della libera professione anche tra giovani professionisti e imprese familiari.

Questo non vuol dire che non ci siano obblighi ma sicuramente sono inferiori rispetto ai particolari e temporanei vantaggi che questo sistema offre per l’avvio di nuovi progetti.

I parametri per rientrare nel regime dei minimi e forfettario

Per rientrare nei vantaggi della partita IVA agevolata bisogna avere un fatturato minimo di 30mila euro annui, che può subire variazioni a seconda del tipo di azienda ed è deducibile dalla tabella Ateco. Quest’ultima rappresenta la classificazione con cui l’Istat identifica le attività ed è facilmente reperibile nel sito dell’agenzia delle entrate.

L’ultima legge di stabilità del 2016 ha disposto nuove regole per stabilire quali sono i parametri per rientrare del regime dei minimi. In particolare è stato innalzato il reddito che determina l’entrata che, come detto all’inizio di questo paragrafo non è più di 15mila euro, come era previsto dalla vecchia normativa, ma di 30mila. 

A essere state modificate sono anche le fasce d’indirizzo. Infatti, questo particolare criterio agevolato fiscale è stato allargato anche a pensionati e lavoratori dipendenti. Inoltre nella legge di stabilità non si parla più di minimi e partita IVA agevolata ma si definisce tale regime fiscale come Forfettario.

Questo sistema, poi, prevede una tassazione meno gravosa per le nuove imprese (5%), che si applica nei primi cinque anni della neonata azienda, trascorsi i quali la tassazione passa al 15%. Tale vantaggio è offerto anche a chi ha aderito al vecchio regime dei minimi che potrà decidere se continuare con il vecchio sistema o se aderire alle nuove regole del forfettario.

Allo stesso modo chi supera la quota prevista per le agevolazioni può sempre trasformare la propria partita IVA con il regime di tassazione ordinario che prevede però altri tipi di oneri. Se volete aprire una partita IVA agevolata nel 2016, comunque, il regime forfettario resta il solo e unico sistema agevolato che potete scegliere.

partita iva costi

I costi della partita IVA agevolata

Come abbiamo precisato le spese di apertura della partita IVA con regime forfettario non sono eccessive.

Dovete, però, tener presente che in seguito le uscite fondamentali riguarderanno le spese previdenziali, ovvero i costi fissi Inps. Tuttavia anche per questo tipo di tributo sono previste agevolazioni che variano a seconda della categoria e dell’indirizzo d’impresa. Bisogna precisare, inoltre, che sono presenti dei costi variabili rappresentati dall’IRPEF e dall’Inail.

Va affermato che per aprire la partita IVA basta la compilazione del modulo AA9, meglio conosciuto come dichiarazione d’inizio attività. Il modulo dell’agenzia delle entrate è diviso in nove quadri da compilare e numerare e presenta in allegato anche semplici istruzioni, motivo per cui è davvero difficile sbagliare.

Non ci sono costi d’inizio attività, ma bisogna sempre tener presente le scadenze per i pagamenti delle tasse future, ragione per cui è sempre preferibile chiedere il consiglio di un esperto commercialista o scegliere un centro CAF che offre il servizio di contabilità per le aziende.

Non dimenticate di consegnare la dichiarazione AA9 trenta giorni prima della data d’inizio dell’attività. Lo stesso modulo va compilato sia nel caso di variazioni riguardanti l'azienda che in quello di cessata attività.

Va precisato che i costi iniziali della partita IVA agevolata sono praticamente nulli e quest’ultima permette di usufruire degli sgravi fiscali previsti dalla legge di stabilità ma non esenta dai versamenti tributari dell’Irpef e Inail, sia per la gestione separata che per quella ordinaria.

L’impresa o la nuova attività deve funzionare bene e avere degli introiti altrimenti tutte le spese saranno più gravose e difficili da sostenere.

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