Energie rinnovabili: gli obblighi per i nuovi edifici e le ristrutturazioni

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Più volte su queste pagine abbiamo parlato delle diverse possibilità legate all’utilizzo delle energie rinnovabili, e dei vantaggi che esse comportano in termini di risparmio e di tutela dell’ambiente. Quello che non tutti sanno è che l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile è obbligatorio per tutti gli edifici di nuova costruzione e per quelli interessati da rilevanti ristrutturazioni.

Il decreto legislativo 28/2011 prevede infatti che, in questi casi, la fornitura di energia elettrica, di quella termica per la climatizzazione degli ambienti e di acqua calda provengano almeno in parte da fonti “verdi”.

Edifici di nuova costruzione

Per “edifici di nuova costruzione” si intendono tutti gli edifici per i quali la richiesta del previsto titolo edilizio è stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore del decreto stesso.
Per quest’ultimo è prevista un’applicazione progressiva con percentuali crescenti: a seconda dell’anno in cui si richiede al Comune il permesso di costruire, la percentuale di energia che deve derivare dalle fonti rinnovabili è via via crescente.

Edifici sottoposti a ristrutturazione

Sempre secondo il decreto, i progetti di ristrutturazione rilevante sono quelli che riguardano edifici già esistenti con una superficie utile superiore a 1.000 metri quadri. Gli interventi di ristrutturazione, in questo caso, devono consistere nella ristrutturazione integrale dell’involucro oppure nella demolizione e ricostruzione dell’edificio.

Percentuali obbligatorie

La produzione di energia termica da fonti rinnovabili deve garantire il 50% dei consumi previsti di acqua calda sanitaria. Inoltre, a seconda dell’anno di costruzione, gli edifici devono garantire una certa percentuale di produzione di energia termica da fonti rinnovabili sulla somma dei consumi previsti per il riscaldamento degli ambienti, per il raffrescamento e per la fornitura di acqua calda sanitaria. Queste percentuali sono rispettivamente del 20%, se il permesso di costruire è stato chiesto entro il 31 dicembre 2013, del 35% se è stato richiesto entro il 31 dicembre 2017 e del 50% se è stato richiesto dopo il 1° gennaio 2018. Le percentuali per gli immobili ad uso pubblico e per gli edifici storici sono diverse in quanto per gli edifici pubblici le soglie vengono aumentate del 10%, mentre nei centri storici sono ridotte del 50%. Per gli edifici sottoposti a vincolo paesaggistico o tutelati per aspetti storici e artistici, invece, non si applicano le norme previste dal decreto.

Casi di inadempienza
Nei casi di inadempienza alle norme citate, infine, viene impedito il rilascio del titolo edilizio, mentre se vi è impossibilità tecnica di rispettare tali obblighi, il progettista deve darne notizia dettagliata nella relazione tecnica di progetto.

 

 

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