Nuovo Decreto Terremoto: il Sismabonus

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Per aiutare l'Italia a recuperare il prima possibile dagli ultimi tragici eventi di Amatrice, il 19 ottobre 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto decreto terremoto che contiene diverse novità sul Sismabonus. 

Ecco i punti principali del decreto terremoto:

  • la pubblicizzazione dei 60 comuni del “cratere” in cui le prime e seconde case sono indennizzate al 100%;
  • lo stanziamento di 200 milioni di euro: 100 di copertura e 100 di nuovi impegni;
  • snellimento del percorso burocratico per rendere l'accesso agli incentivi per la ristrutturazione e la riparazione dei danni più veloce;
  • aiuti per le Pmi e slittamento dei termini per le scadenze contributive e tributarie;
  • previsione di nuove norme sui livelli di sicurezza antisismica per la ricostruzione di case private;
  • la gestione e la disciplina dei controlli anticorruzione. Questi saranno un protocollo d’intesa  Anac, Errani e Invitalia;
  • affidamento della funzione di controllo e di monitoraggio in via preventiva alla Corte dei Conti.

Il Testo del decreto terremoto è così suddiviso:

  • titolo 1: Principi direttivi e risorse per la ricostruzione (artt. 1-4);
  • titolo 2: Misure per la ricostruzione e il rilancio del sistema economico e produttivo (artt. 5-25);
  • titolo III – Misure per la tutela dell’ambiente (art. 26-43);
  • titolo IV – Misure per gli enti locali, sospensioni di termini e misure fiscali (artt. 44-49);
  • titolo V – Disposizioni in materia di organizzazione e personale e finali (artt. 50-53).

Vediamo dunque quali sono i contributi offerti dal Sismabonus e le specifiche del nuovo decreto terremoto approvato:

Come è strutturato il decreto terremoto?

Il decreto terremoto prevede contributi per la ricostruzione delle zone danneggiate pari a 4,5 miliardi di euro. Nello specifico 3,5 miliardi di euro sono destinati ai danni al patrimonio privato di famiglie e di imprese, mentre 1 miliardo è destinato per i danni delle opere pubbliche.

I comuni che sono stati colpiti dal sisma fanno parte del cosiddetto cratere, vale a dire la principale area della ricostruzione di edifici.

In totale sono 60 comuni, per i quali le prime e le seconde case saranno indennizzate al 100%.

Per le seconde case al di fuori del “cratere” e delle zone rosse sono previsti incentivi per la ristrutturazione pari al 50%

Sismabonus: cos’è e come funziona

Il Sismabonus è un incentivo che rientra tra le nuove detrazioni fiscali 2017 che il Governo intende inserire nella nuova Legge di Bilancio 2017, per favorire le ristrutturazioni edilizie su basi antisismiche. Il nuovo Sismabonus avrà una maggiore stabilità rispetto ai bonus ristrutturazione e riqualificazione energetica.

Gli incentivi per la ristrutturazione saranno estesi il più possibile in modo da avere una durata pluriennale e funzionare al meglio.

Il Sismabonus, oltre ad essere un’agevolazione più stabile, avrà una detrazione anche maggiore del 65%.

Possono accedere al Sismabonus le abitazioni principali, le seconde case, i bonus condomini 2017 e gli enti locali per la messa in sicurezza degli edifici pubblici, a partire da quelli di interesse strategico.

Quindi la nuova detrazione fiscale Sismabonus, prevista nella Legge di Bilancio, è una misura destinata non solo alle zone sismiche 1 e 2 secondo la legge attuale, relativamente alla detrazione per l’adeguamento antisismico, ma è rivolta a tutta Italia.

In questo modo a questa nuova detrazione fiscale può accedere un maggior numero di beneficiari, al momento fermo a 3.000 comuni italiani.

Il Sismabonus, che dovrà essere definito in sede di Legge di Stabilità, comprenderà diverse misure (fiscali, tecniche ed economiche) per favorire l’adeguamento sismico delle abitazioni, comprese le seconde case, e degli edifici produttivi che si trovano in tutte le zone sismiche, non solo 1 e 2.

La struttura amministrativa del decreto terremoto

Il decreto terremoto prevede in totale 50 articoli ed istituirà un fondo per il dopo-sisma che sarà valutato con norme successive. Da un punto di vista amministrativo le Regioni, intese come subcommissari operativi sui territori, dovranno decidere il criterio per calcolare l’indennizzo in euro al mq.

Sono comprese anche le spese tecniche fino ad un limite del 10% del costo.

All’interno di ogni Regione è inoltre previsto un comitato istituzionale, affiancato dalle Province e dai Comuni.

Le famiglie e le imprese potranno parlare direttamente con gli sportelli dell’Ufficio speciale per la ricostruzione.

Sempre per le famiglie e per le imprese è stato confermato il meccanismo del credito agevolato con credito di imposta tramite convenzioni.

Sono previste modifiche sul sostegno delle imprese e di tutte quelle attività economiche legate al turismo, uno dei settori maggiormente colpiti in seguito ad un sisma.

Sono previste anche misure extra decreto terremoto, come ad esempio lo svincolo delle risorse regionali collegate al cofinanziamento dei piani di sviluppo rurale e sui fondi strutturali.

La pianificazione urbanistica, il rilascio di contributi e dei permessi saranno gestiti dagli uffici speciali per la ricostruzione tramite uno Sportello unico attività produttive.

Il decreto terremoto prevede iter burocratici diversi per fornire contributi di ricostruzione sia ai privati che al pubblico. Tuttavia esistono delle condizioni per accedere agli incentivi per la ristrutturazione che valgono sia per il privato che per il pubblico.

Come funzionano le ricostruzioni?

Per la ricostruzione e l’adeguamento delle opere pubbliche si partirà da erogazioni dirette fornite da un mutuo Bei rimborsato dallo Stato.

Tutte le Stazioni appaltanti dovranno rapportarsi ad Invitalia, l’unica centrale di committenza secondo quanto stabilito dal decreto terremoto.

Per la riparazione e la ricostruzione di edifici, attrezzature, scorte, beni mobili e spese per la delocalizzazione delle imprese sono previsti contributi al 100%.

Il meccanismo si basa sul credito di imposta in seguito ad una convenzione con l’Abi.

La banca paga il Sal all’impresa che è stata selezionata con la gara, mentre l’ufficio speciale alla ricostruzione ha il compito di approvare il progetto edile e di concedere i contributi.

Sono previsti prestiti agevolati fino a 30mila euro per la ripresa delle attività, a tasso zero e da rimborsare entro 10 anni.

Per le nuove imprese sono invece previsti prestiti agevolati fino a 600mila euro, da restituire entro 8 anni a tasso zero.

Sono inoltre previsti finanziamenti agevolati a 25 anni, che dovranno essere attivati tramite convenzioni con le banche, per la ricostruzione e l’adeguamento sismico di case o immobili produttivi.

Sulla base di contratti standard, che dovranno essere successivamente definiti, il proprietario della casa o dell’immobile maturerà un credito di imposta tramite una convenzione con l’Abi.

Il finanziamento inoltre coprirà tutti i danni agli immobili, le spese per le attrezzature, per la ricostruzione delle scorte danneggiate e per la delocalizzazione delle attività.

Gli indennizzi previsti per le persone che hanno subito dei danni non dovranno superare il 50% per le seconde case che si trovano al di fuori della zona del “cratere”, mentre il contributo copre fino al 10% delle spese per la progettazione.

Le White List

Concludiamo la nostra analisi sul decreto terremoto con le White List:

Tutti gli interventi di ricostruzione saranno assegnati tramite delle gare e verranno affidati solo ad imprese edili iscritte nelle liste di merito, le cosiddette “White List”.

Una convenzione appositamente stipulata vigilerà sugli appalti per contrastare azioni di corruzione.

Le White List saranno obbligatorie per i lavori pubblici, i lavori privati ed i subappalti.

Per garantire la massima trasparenza nell’affidamento degli incarichi di progettazione e di direzioni lavori, sarà stilato un albo dei professionisti.

Soltanto i progettisti regolarmente iscritti possono quindi ottenere gli incarichi, e per essere iscritti bisognerà esibire un Durc regolare.

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