Separazione consensuale: quanto costa, come si fa?

Immagine di anteprima per: Separazione consensuale: quanto costa, come si fa?

Dopo il grande giorno del matrimonio purtroppo la vita non è tutta rose e fiori come si sognava. Sorgono i primi litigi, le prime insofferenze, i primi malintesi che possono sfociare in una convivenza difficile, impossibile, che causa separazioni e divorzi.

In Italia si calcola che la percentuale delle separazioni è in continuo aumento, ed oltre al danno bisogna calcolare anche la beffa. Non solo viene completamente stravolta la vita di una persona, ma bisogna pagare dei costi anche abbastanza esosi.

La situazione diventa ancora più complessa quando ci sono di mezzo dei figli. Con chi vivono? Come vengono separati i beni? Una situazione stressante che rischia di prolungarsi nel tempo, addirittura per anni. In questi casi è necessario rivolgersi ad un avvocato divorzista, che dovrà difendere gli interessi dei propri clienti e spiegare le loro ragioni davanti ad un giudice.

Tuttavia con la separazione consensuale ed il divorzio breve i tempi si sono notevolmente ridotti, ed anche i costi non sono più esorbitanti come fino a qualche tempo.

Scopriamo tutto sulla separazione consensuale: quanto costa, come si fa?

Separazione consensuale: informazioni utili da sapere

foto: divorzio

Separazione consensuale: quanto costa, come si fa? E’ una domanda che vi state ponendo se purtroppo il vostro matrimonio è al capolinea.

Oggi è possibile separarsi anche senza un avvocato, ma la presenza di un legale è comunque consigliata sia per velocizzare i tempi sia per non cadere in tranelli burocratici e cavilli che possono rovinarvi la vita per sempre.

Tuttavia, non essendo più necessari, gli avvocati praticano prezzi più accessibili per non perdere clienti nelle cause di separazione consensuale. Non esiste un tariffario degli avvocati, né tanto meno dei limiti minimi o massimali di una parcella. Dipende da diversi fattori: dalla complessità della separazione consensuale, della contrattazione tra le parti, dal tempo necessario, ecc. 

Per una separazione consensuale, così come per un accordo separativo raggiunto a seguito di una negoziazione assistita (cioè con l’intervento dell’avvocato senza fare ricorso al giudice) si va da un minimo di 1.600 euro ad un massimo di 3.200 euro, tasse incluse. Per una separazione giudiziale (in cui gli ex coniugi non hanno trovato un accordo sull’assegno di mantenimento, l’affidamento dei figli ed altre questioni economiche e patrimoniali) i costi in media partono dai 9.000 euro in su, tasse incluse.

Secondo la legge Bersani del 2006 il cliente e l’avvocato devono stabilire in anticipo la parcella. Tuttavia l’avvocato per legge deve dare un preventivo scritto ai clienti, che pur non essendo vincolante poiché possono subentrare prolungamenti del processi o altri problemi, fornisce un’indicazione di massima sul compenso da versare. Naturalmente, maggiori saranno le questioni su cui i due ex coniugi troveranno un accordo, minore sarà il prezzo da pagare all’avvocato.

Tra le tasse da pagare c’è il contributo unificato, necessario per avviare la causa, che varia da 43 euro (in caso di separazione consensuale) a 98 euro (nel caso di separazione giudiziale).

Separazione consensuale con figli e separazione consensuale senza figli: cosa cambia?

foto: separazione con figli

La separazione consensuale con figli, anche minori, si può chiudere in sole tre settimane se c’è completo accordo tra gli ex coniugi sugli aspetti economici e sulla responsabilità genitoriale.

E’ sufficiente stilare una convenzione privata con l’assistenza dei rispettivi avvocati. Successivamente l’accordo viene inoltrato all’ufficio del pm competente, che a sua volta rilascia un nullaosta se la coppia non ha figli, ed una vera e propria autorizzazione se ci sono figli da tutelare. Il tutto può avvenire in tempi molto ristretti che verranno ristabiliti dall’apposito uffici territoriale.

Il d.lgs. 154/2013 ha introdotto gli artt. 337 bis e seguenti, adottati nei provvedimenti relativi all’esercizio della responsabilità genitoriale.

Nello specifico il legislatore ha regolamentato i seguenti aspetti:

  • diritto del figlio di mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione ed assistenza
  • esercizio della responsabilità genitoriale da parte di entrambi i coniugi
  • obbligo dei genitori di mantenere i figli in proporzione al loro reddito
  • assegnazione della casa coniugale in base all’interesse dei figli e tenendo conto del diritto di proprietà e della regolazione dei rapporti economici
  • ascolto del minore (tranne il caso in cui sia per lui dannoso o superfluo) qualora debbano essere presi provvedimenti che lo riguardano
  • obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni nel caso in cui essi non siano autosufficienti economicamente.

Sostanzialmente la separazione consensuale senza figli è identica nella procedura e nei costi alla separazione consensuale con figli. L’unica differenza è rappresentata nel primo caso dall’aspetto economico, che è più vantaggioso poiché non è previsto nessun assegno di mantenimento per i figli, e naturalmente si dimezzano anche i tempi.

Mantenimento congiunto: come funziona?

foto: separazione

In alcuni casi il giudice può anche disporre il mantenimento congiunto, che mette in pratica una migliore attuazione del principio di bigenitorialità.

Entrambi i genitori sono obbligati a dare sostegno ai figli facendo sentire la loro vicinanza, provvedendo ai loro bisogni economici ed al loro sostentamento, come avverrebbe in una famiglia normale ed unita.

Il mantenimento congiunto di fatto annulla l’obbligo di una delle due parti di versare un assegno di mantenimento ai figli, poiché anche i doveri economici vengono suddivisi. Entrambi i genitori sono quindi tenuti a provvedere al soddisfacimento economico, emotivo, psicologico e di tutte le esigenze del figlio.

L’affido ed il mantenimento condiviso però rappresentano una procedura ancora poco utilizzata, e proprio per questo motivo trova una difficile applicazione pratica anche a causa del vuoto legislativo in materia.

Separazione con addebito: cos’è?

foto: separazione con addebito

Nei casi di separazione giudiziale un coniuge può richiedere al giudice di addebitare all’altro i motivi della fine del matrimonio. L’addebito della separazione è infatti una sorta di sanzione contro la violazione dei doveri familiari e coniugali da parte del marito o della moglie. Un comportamento reiterato e continuativo nel tempo, che a lungo andare rende impossibile la convivenza tra marito e moglie, può essere considerato causa della separazione.

Quando si parla di separazione con addebito il giudice deve quindi verificare:

  • la violazione dei diritti coniugali da parte di uno dei due coniugi
  • l’intollerabilità della convivenza da parte dell'altro coniuge
  • un legame di causalità tra le prime due circostanze

Le cause della separazione con addebito possono verificarsi nel caso in cui:

  • c’è un’infedeltà coniugale prolungata nel tempo da parte di uno dei due coniugi
  • l’infedeltà apparente costituisca una grave offesa all'altro coniuge

Il coniuge a cui viene addebitata la separazione perde ogni diritto al mantenimento e gli vengono attenuati i diritti successori. Il coniuge che invece è parte lesa ha gli stessi diritti di successione del coniuge non separato.

 Separazione consensuale senza avvocato: come funziona?

foto: separazione senza avvocato

Ritorniamo alla domanda iniziale: “Separazione consensuale: quanto costa, come si fa?”.

Adesso avete un quadro più completo, ma c’è ancora un’ultima cosa da sapere: la separazione consensuale senza avvocato.

Come avevamo detto precedentemente è possibile procedere alla separazione consensuale senza avvocato, una pratica che permette di risparmiare la parcella del legale se non ci sono troppi nodi da sbrogliare. Se i coniugi sono d’accordo su tutto, e quindi c’è una separazione consensuale, è possibile proceder e senza ausilio legale di un avvocato.

Bisogna per prima cosa compilare il ricorso, quell’atto col quale ci si rivolge al Tribunale per vedere approvati gli accordi di separazione stabiliti dalla coppia.

Al ricorso bisogna aggiungere:

  • la nota di iscrizione
  • l’estratto per riassunto dell'atto di matrimonio, o un certificato di matrimonio rilasciato dal comune in cui si è tenuta la cerimonia
  • lo stato di famiglia
  • il certificato di residenza di entrambi i coniugi.

Infine il giudice procede all’omologazione degli accordi raggiunti, anche se ha il potere di rifiutarli se li ritiene sconvenienti soprattutto in presenza di figli.

L’unica spesa per la separazione consensuale è rappresentata da una marca da bollo contributo unificato del costo di 43 euro.

Lascia il tuo commento
Con Fazland puoi ricevere fino a 5 preventivi gratis
x
Potrebbero interessarti anche...