Sismabonus: i nuovi incentivi per la ristrutturazione antisismica degli edifici

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Lunedì 3 Ottobre entra in vigore il nuovo piano Casa Italia, fortemente voluto dal Governo in seguito al disastroso sisma che ha colpito il Centro Italia, il quale contiene le modifiche al sismabonus attuale. Prima di scoprire in cosa consistono i cambiamenti apportati al sismabonus dal Governo, guardiamo insieme la situazione per quanto riguarda le abitazioni nelle zone a rischio e i finanziamenti stanziati dal Governo.

A un mese di distanza dal sisma che ha scosso l’Italia centrale, distruggendo i comuni di Amatrice, Accumuli e Arquata, il ricordo è ancora vivido. Un terremoto di magnitudo 6.0 ha devastato il Centro Italia radendo al suolo interi paesi nell’area fra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo nella notte del 24 Agosto. La protezione civile riporta che il numero attuale di vittime sia di 298.

L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo: la frequenza dei terremoti che hanno storicamente interessato la nostra penisola e l’intensità che alcuni di questi hanno raggiunto, lo testimoniano.

L’Italia si trova infatti al confine tra la placca africana e quella eurasiatica, che puntualmente si sfregano accumulando energia che poi viene rilasciata sotto forma di terremoto.

foto: zone sismiche

 

I costi dei terremoti

Il peggior danno che un terremoto può causare è sicuramente quello sociale: il bilancio di vittime e feriti è il peggiore che ci si trovi a dover fare. Ma non è l’unico. Infatti, l’impatto economico di un terremoto è sempre piuttosto pesante da affrontare.

Innanzitutto, risulta molto difficile stimare i costi economici. Inoltre, una cospicua parte dei costi totali è determinata dai cosiddetti costi indiretti, ovvero quei costi legati all’interruzione dell’attività economica, e quindi il mancato guadagno dovuto alla sospensione dell’attività. Il tutto accompagnato da un generico trend di rallentamento della crescita della zona colpita.

Ma non è tutta colpa della geografia: in Italia il 18% degli edifici è costruito abusivamente, senza autorizzazione e senza il rispetto delle norme di sicurezza (se si considera solo il sud, la percentuale sale vertiginosamente al 60%).


foto: abitazioni in zone a rischio per epoca di costruzione

Il grafico mostra come, prima del 1971, il numero di abitazioni costruite nella zona 1 fosse di 520.639, un numero incredibilmente alto. Fortunatamente, il fenomeno è scemato col passare degli anni, anche se il numero di abitazioni in zona 1, che ricordiamo essere la zona sismica più pericolosa, rimane di 46.808.

I numeri, e purtroppo le tragedie, parlano chiaro: è necessaria una messa in sicurezza degli edifici massiccia. Per rendere possibile tutto ciò non è più sufficiente la proroga di questa o quella agevolazione con la prossima Legge di Stabilità, ma bisogna fare di più. Infatti il nuovo sismabonus avrebbe proprio questo scopo, raggiungibile attraverso l’incremento decisamente rilevante delle risorse da mettere a disposizione e attraverso dei cambiamenti sulle detrazioni per la ristrutturazione antisismica degli edifici.

Panoramica sui finanziamenti stanziati negli anni

É opportuno ricordare che in effetti già esistono delle agevolazioni destinate alla prevenzione, come quelle per ristrutturare in modo consono alle norme antisismiche, le abitazioni. Ma purtroppo le abitazioni a rischio rimangono ancora molte e dopo ogni evento tragico, come il sisma dell’agosto 2016, il Governo deve fare i conti con le perdite umane e con le risorse da stanziare per ricostruire i paesi colpiti dal terremoto.

foto: finanziamenti stanziati in seguito ai 7 sismi presi in considerazione

Nel grafico sopra vengono presi in considerazione i 7 eventi sismici più drammatici che hanno scosso l’Italia e i finanziamenti che i governi hanno stanziato:

  • terremoto del 1968 nella Valle del Belice, in Sicilia;
  • terremoto del 1976 in Friuli Venezia Giulia;
  • terremoto del 1980 nell’Irpinia, il peggiore della storia italiana recente;
  • terremoto del 1997 che ha colpito le Marche e l’Umbria;
  • terremoto del 2002 nella zona tra Molise e Puglia;
  • terremoto del 2009 dell’Aquila;
  • terremoto del 2012 che ha colpito l’Emilia.

Negli anni purtroppo le risorse da mettere a disposizione sono diminuite, motivo per il quale, dopo l’ultimo terremoto, il Governo, affermando “di aver imparato la lezione”, ha deciso di apportare delle modifiche all’attuale sismabonus.

Sismabonus oggi

Attualmente, è possibile sottrarre dalle imposte, con una detrazione Irpef, una somma pari al 65% dei costi sostenuti, con un importo massimo di 96mila euro. La detrazione per ristrutturazione va ripartita in 10 rate annuali. Questo bonus però si può richiedere soltanto per la prima casa e non per le altre abitazioni e viene riconosciuto esclusivamente a chi abita in quelle aree con un rischio sismico che le classifica come zona 1 e zona 2. È evidente, soprattutto dopo l’ultimo sisma, che questo non basta. Infatti, lunedì 3 Ottobre, nasce formalmente il piano Casa Italia in cui è contenuto il nuovo sismabonus.

Come cambia il sismabonus

Il sismabonus è un incentivo che rientra tra le nuove detrazioni fiscali 2017 che il Governo intende inserire nella Legge di Bilancio 2017, al fine di favorire le ristrutturazioni edilizie e l'adeguamento sismico delle abitazioni. 

Vediamo insieme le novità e i cambiamenti apportati:

  • allargamento della base di cittadini che possono richiedere il sismabonus;
  • aumento della percentuale della detrazione per ristrutturazione;
  • gli incentivi potranno essere modulati sulla base del grado di adeguamento sismico degli immobili;
  • i dati dicono che il monitoraggio e la diagnosi delle abitazioni sono a dei livelli molto bassi, sia perchè non c’è un’educazione a riguardo, e anche perchè i costi per queste attività sono interamente a carico del cittadino. Il governo ha infatti pensato di introdurre anche delle agevolazioni sulle spese di diagnosi degli edifici, appunto.

È evidente che questi incentivi messi in campo dal Governo siano da sfruttare per svariati motivi: in primis, la messa in sicurezza della propria abitazione e quindi il suo adeguamento sismico, proprio perchè tragedie di questo tipo nella maggior parte dei casi sono evitabili. Secondariamente è il momento giusto per usufruire del sismabonus, poichè le modifiche che verranno introdotte si presentano molto vantaggiose se avete in mente una ristrutturazione antisismica per la vostra abitazione.

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