Come cambia la bolletta del riscaldamento

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Torniamo a parlare di riscaldamento condominiale centralizzato. Se abbiamo già scritto (in questo articolo) di come l’installazione obbligatoria di termovalvole e contabilizzatori di calore rappresenti una svolta epocale nella gestione degli impianti serviti da un’unica centrale termica, ora ci occupiamo dei benefici che grazie a questa novità ricadranno direttamente sul nostro portafoglio. Grazie ai nuovi criteri di suddivisione delle spese tra i condomini.

Se avete già installato valvole e misuratori di calore, sapete già che per quanto riguarda le spese per l’adeguamento dell’impianto non si registrano particolari variazioni rispetto alla routine: il costo per il tecnico incaricato e quello per gli interventi effettuati vanno ripartiti in base ai tradizionali millesimi di proprietà, mentre i costi dei dispositivi da collocare negli appartamenti sono a carico dei singoli proprietari. Quando si tratta però di suddividere la bolletta del riscaldamento, allora entrano in gioco le nuove regole dettate dalla normativa tecnica Uni10200.

La principale novità consiste nella suddivisione dei consumi in due categorie. I consumi ‘variabili’ o ‘volontari’ sono strettamente collegati all’introduzione delle termovalvole e quindi proporzionali al consumo di energia misurato dai contabilizzatori: più i termosifoni restano accesi e più questo capitolo di spesa si alza. I consumi ‘fissi’ o ‘involontari’ corrispondono invece alle perdite generali della rete di distribuzione oltre che alla manutenzione (ordinaria e straordinaria), alle spese di gestione e simili. Attenzione perché questa voce riguarda anche i condòmini che si sono staccati dal centralizzato, e va ripartita secondo la «nuova tabella millesimale del riscaldamento».

Eccoci allora all’altra piccola grande ‘rivoluzione’: possiamo dire addio ai ‘millesimi calore’ i cui parametri erano principalmente la volumetria dell’appartamento e il numero e la potenza dei caloriferi, in favore di un nuovo sistema di riferimento più preciso, che si rifà alla certificazione energetica degli edifici disciplinata da un’altra norma che recepisce una direttiva comunitaria: la UniTs11300. La valutazione terrà in conto il fabbisogno termico di ogni unità immobiliare sulla base di vari fattori come l’efficienza dell’involucro esterno, le conseguenti dispersioni termiche e l’esposizione dei singoli appartamenti dell’edificio. Ma chi calcola i nuovi millesimi? Anche in questo caso, è necessario rivolgersi a un professionista specializzato che produca, in seguito a un sopralluogo, la diagnosi energetica del vostro immobile.

Chiudiamo precisando che su quest’ultimo punto, nonostante la normativa preveda sanzioni da 500 a 2500 € per i condomini che, con riscaldamento centralizzato, termovalvole e contabilizzatori installati, non si siano adeguati a questo nuovo sistema di ripartizione delle spese, gli addetti ai lavori hanno riscontrato alcuni problemi di applicazione e vi sono inoltre deroghe sostanziali. Prima su tutte – a testimonianza forse della necessità di un aggiustamento o comunque di ulteriori chiarimenti – la possibilità, per la prima stagione termica successiva all’installazione dei dispositivi, che la suddivisione continui a essere determinata in base ai noti millesimi proprietà. 

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