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Come si possono smaltire gli elettrodomestici correttamente?

Immagine di anteprima per: Smaltimento elettrodomestici: come è possibile farlo correttamente?

Vi sarete sicuramente trovati nella situazione di chiedervi cosa farvene del vostro ferro da stiro rotto, o della vostra vecchia TV. Ecco. In questo articolo vi darò tutte le informazioni pratiche sui costi e i modi per smaltire gli elettrodomestici correttamente, evidenziando inoltre, quali sono le normative sullo smaltimento degli elettrodomestici.
Un elettrodomestico è un apparecchio di uso domestico, il cui funzionamento dipende dall'energia elettrica. Si tratta di utensili che, nella maggior parte dei casi, esistevano già da moltissimo tempo in ambito casalingo ma che venivano utilizzati con l’energia meccanica umana o animale (per quelli che richiedevano energia maggiore).

Oggi l’uso degli elettrodomestici è molto comune e sono diventati quasi fondamentali nella nostra quotidianità. Durante gli anni ha semplificato e migliorato il lavoro relativo alle faccende domestiche, alla cucina e ai piccoli interventi casalinghi; inoltre la loro produzione è sempre più rivolta alle esigenze di risparmio energetico e rispetto dell’ambiente introdotte dall'Unione Europea.


Gli elettrodomestici sono anche conosciuti con l’acronimo AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), solitamente sono suddivisi per categoria che dipende dalla loro grandezza: piccoli elettrodomestici e grandi elettrodomestici.

  • I piccoli elettrodomestici sono tutte quelle apparecchiature elettriche di piccole dimensioni, facilmente trasportabili che di solito si utilizzano in cucina (frullatori, spremiagrumi, ma anche ferri da stiro e asciugacapelli). Anche se vengono identificati come piccoli, la quantità di energia necessaria che richiedono può non essere bassa.

foto di piccoli elettrodomestici

 

  • I grandi elettrodomestici, conosciuti anche come ‘elettrodomestici bianchi’, invece, richiedono una grande quantità di energia per funzionare. Generalmente hanno prese elettriche dedicate, sono molto pesanti, per cui necessitano di una collocazione fissa nell'ambiente di utilizzo. Si tratta di frigoriferi, forni, condizionatori, lavatrici etc.. 

foto di elettrodomestici bianchi

 

C’è una terza categoria, gli ‘elettrodomestici bruni’, che si riferisce però alla tipologia di elettrodomestico; di questa categoria fanno parte le apparecchiature tecnologiche come TV, computer, lettori CD e DVD, fotocamere etc..

foto di elettrodomestici bruni


Gli elettrodomestici alla fine del loro ciclo di vita


Quando un elettrodomestico non funziona più, o subisce un danno irreparabile che ne impedisce il funzionamento diventa un rifiuto che spesso non sappiamo come gestire, specialmente se di grandi dimensioni: dove smaltire un elettrodomestico? Ci sono degli obblighi per smaltire un elettrodomestico?
Gli elettrodomestici non funzionanti sono rifiuti speciali. Ci sono specifiche normative sullo smaltimento elettrodomestici che impongono di scegliere uno dei tanti metodi di smaltimento possibili, come: consegna per lo smaltimento dell’elettrodomestico presso un punto vendita (è obbligatorio, in questo caso acquistare un elettrodomestico equivalente); consegna per lo smaltimento dell’elettrodomestico presso il centro per la raccolta differenziata o presso l’isola ecologica del proprio comune di residenza (la consegna presso questi centri è gratuita; in alcuni comuni si può anche richiedere il ritiro a domicilio ma le tempistiche, solitamente, sono molto lunghe); contattare un professionista per lo smaltimento dell’elettrodomestico, specializzato nel ritiro a domicilio degli elettrodomestici e nel trasporto e consegna presso le apposite aree di smaltimento. Approfondiremo i metodi di smaltimento più avanti.


Gli elettrodomestici al termine del loro ciclo di vita vengono definiti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). La normativa sullo smaltimento degli elettrodomestici vieta di smaltire gli elettrodomestici come normali rifiuti nei comuni bidoni della spazzatura; esistono, infatti, particolari obblighi per lo smaltimento degli elettrodomestici, che bisogna rigorosamente rispettare, pensati per essere a tutela dell’ambiente.

Innanzitutto per capire se un oggetto che dobbiamo buttare via, dovrà essere smaltito come RAEE, dobbiamo fare attenzione alla presenza sul prodotto stesso del simbolo che raffigura un cassonetto sbarrato, presente su tutti le apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) acquistatedopo il 13/10/2005

.foto di simbolo RAEE


Il tasso annuo di crescita di questa tipologia di rifiuti è del 5% circa, è in costante crescita rispetto ai normali rifiuti, motivo per cui bisogna dedicare a loro una particolare attenzione nello smaltimento e nel riciclaggio. I RAEE possono essere divisi in due macrocategorie:

  • RAEE domestici, che sono quegli elettrodomestici utilizzati comunemente nella case;

  • RAEE professionali, le attrezzature più complesse provenienti, ad esempio, da attività commerciali.


Da queste due categorie, vanno distinte le apparecchiature progettate per l’illuminazione che, per numero di pezzi, rappresentano l’80% di tutti i rifiuti RAEE in circolazione. Esistono due categorie di apparecchiature per l’illuminazione:

  1. Sorgenti luminose, come lampade, neon, lampadine etc..

  2. Apparecchi per l’illuminazione, come plafoniere, lampadari e altri tipi di supporto

Fatte le dovute distinzioni, c’è da dire che la normativa sullo smaltimento degli elettrodomestici individua cinque 5 grandi raggruppamenti di RAEE, che ovviamente hanno diversi processi di trattamento alla fine del loro ciclo di vita:

  • Raggruppamento R1: apparecchi refrigeranti (es. frigoriferi, climatizzatori)

  • Raggruppamento R2: grandi bianchi (es. lavatrici, lavastoviglie)

  • Raggruppamento R3: TV e monitor 

  • Raggruppamento R4: apparecchi di illuminazione, piccoli elettrodomestici (es. ventilatori, cellulari, giocattoli elettrici)

  • Raggruppamento R5: sorgenti di illuminazione (es. neon, lampade e lampadine) 

Smaltire correttamente gli elettrodomestici: perché è importante?


Quasi tutti gli elettrodomestici appartenenti a uno dei 5 raggruppamenti, oggi, sono composti da materiali riciclabili o in alcuni casi nobili, che possono essere estratti e utilizzati per creare, ad esempio, altri elettrodomestici. I principali materiali che vengono recuperati dai vecchi elettrodomestici sono l’alluminio, il ferro, il vetro, il rame, l’acciaio, l’argento, l’oro, il piombo, e le parti elettroniche che spesso, se possibile, vengono rimesse in sesto e utilizzate per un nuovo prodotto. Se pensate che circa il 90% di un elettrodomestico viene totalmente recuperato, vi è facile capire quanto è importante smaltire correttamente gli elettrodomestici.
Oltre a contenere materiale riciclabile, però, i RAEE sono oggetti altamente inquinanti; gli stessi materiali riciclabili elencati sopra, sono altamente pericolosi e dannosi per l’ambiente se vengono dispersi irresponsabilmente. Si pensi ai danni che potrebbero provocare all'ambiente i metalli pesanti come il mercurio, presente nelle lampadine moderne. O come il piombo e l’alluminio, o i gas e le vernici su alcuni prodotti.

foto di riciclaggio parti elettroniche


Incentivi e normative per lo smaltimento degli elettrodomestici


Le normative per lo smaltimento degli elettrodomestici che si sono succedute nel tempo sono varie. Nel 2010 il decreto ministeriale DM 65/2010, conosciuto come decreto “uno contro uno” ha impostato due diverse modalità di smaltimento di elettrodomestici, basate sulla distinzione base riguardante gli elettrodomestici provenienti da usi domestici e i RAEE provenienti da usi professionali.

 
1 . Dove smaltire gli elettrodomestici di uso domestico (RAEE domestici):

il D.lgs. 151/2005 impone l’obbligo di ritirare, in maniera totalmente gratuita, il vecchio elettrodomestico da parte del venditore qualora il cliente acquisti un elettrodomestico equivalente (da qui il nome della normativa “uno contro uno”). Per fare un esempio pratico: se volete sostituire la lavatrice con una nuova, potete portare la vostra vecchia lavatrice presso il punto vendita e chiedere che sia ritirata per lo smaltimento. Il mancato ritiro del vecchio elettrodomestico, o la richiesta di denaro per il ritiro, comporta delle pesanti sanzioni per il venditore, che quindi deve rispettare gli obblighi sullo smaltimento degli elettrodomestici e seguire il processo di smaltimento corretto. Le sanzioni, di tipo amministrativo, vanno da 150 a 400 euro per ogni elettrodomestico non ritirato.


2 . Dove smaltire gli elettrodomestici di uso professionale (RAEE professionali):

per questo tipo di rifiuti esiste una più generale partecipazione, che prevede una divisione delle responsabilità tra il professionista che ha utilizzato nel tempo il macchinario da smaltire e il soggetto o la fabbrica che ha prodotto tale macchinario. Sono stati creati dei sistemi collettivi per lo smaltimento da parte dei produttori di questi macchinari, che consistono nella gestione di impianti di smaltimento e di trattamento di diretta proprietà nei quali gestire i RAEE di uso professionale. 

Sul territorio italiano, oltre a diversi centri attrezzati per lo smaltimento elettrodomestici, esistono diversi sistemi collettivi di smaltimento di RAEE professionali, ognuno dei quali si occupa del trattamento di raggruppamenti RAEE differenti.

foto di centro riciclaggio RAEE

 


Obblighi sullo smaltimento degli elettrodomestici

 
L’unico grande obbligo da rispettare per lo smaltimento di elettrodomestici, è proprio quello di smaltirlo correttamente. Come abbiamo appena detto, con l’acquisto di un nuovo elettrodomestico, lo smaltimento è affidato al rivenditore; ma se abbiamo un RAEE da gettare via e non vogliamo comprarne uno nuovo, dove portare un elettrodomestico per lo smaltimento? Gli elettrodomestici vecchi devono essere portati presso il Centro di Raccolta Differenziata del vostro comune o comunque al centro più vicino, che provvederà al ritiro gratuito e al corretto smaltimento dello stesso. In alternativa, se non avete tempo o se il trasporto di un grande elettrodomestico vi crea un grosso problema, potete contattare un professionista specializzato in questo campo e chiedere un preventivo per lo smaltimento degli elettrodomestici.

foto di professionista smaltimento elettrodomestrici
Per i rivenditori, invece, gli obblighi per lo smaltimento degli elettrodomestici sono maggiori. Il rivenditore di elettrodomestici (o rivenditori AEE) così come gli installatori di AEE, devono, per legge: 

  • iscriversi all'Albo Nazionale Gestori Ambientali

  • informare i propri clienti sulla possibilità di lasciare nel punto vendita i vecchi elettrodomestici dopo l’acquisto di uno nuovo

  • ritirare gratuitamente i vecchi elettrodomestici consegnati dai propri clienti

  • compilare una documentazione apposita che riporta i dati del cliente che ha consegnato il RAEE, la descrizione del rifiuto con apposito codice identificativo

  • raccogliere i rifiuti in aree dedicate del proprio punto vendita o comunque presso un luogo idoneo all'accumulo dei RAEE (un luogo circoscritto, accessibile solo a chi è autorizzato e pavimentato, in modo che eventuali sostanze non penetrino nel suolo, inquinandolo)

  • trasferire i rifiuti dall'abitazione del cliente all'area dedicata e, mese per mese o comunque al raggiungimento di 3500 kg, al centro di raccolta per lo smaltimento

La seconda vita di un elettrodomestico


Abbiamo già parlato precedentemente di quanto sia importante smaltire correttamente gli elettrodomestici, per rispettare l’ambiente innanzitutto, ma anche perché ben il 90% di un elettrodomestico può essere riciclato. 
I centri di raccolta sono specializzati nella gestione di questo tipo di rifiuti, il personale è esperto e si occupa di sezionare gli elettrodomestici, separando, in diversi punti le materie prime ottenute.


Una volta separate, le materie prime che componevano i gli elettrodomestici, vengono inviate presso impianti specifici, specializzati nel recupero dei materiali e nella produzione di nuove apparecchiature. Cosa succede? Tutte le componenti di metallo dei vecchi elettrodomestici vengono inviate alle fonderie; delle parti in legno se ne occuperanno le imprese del settore per creare, ad esempio, dei pannelli in legno; le parti in vetro saranno date alle vetrerie che si occuperanno del riciclo.

 
Incentivi ed ecobonus per lo smaltimento degli elettrodomestici


La normativa sullo smaltimento degli elettrodomestici è sicuramente a favore di noi cittadini. In linea con quanto indicato dall'Unione Europea, in Italia per smaltire un elettrodomestico, abbiamo diverse possibilità di farlo gratuitamente o comunque con costi abbastanza contenuti: se ne acquistiamo uno nuovo possiamo far smaltire l'elettrodomestico vecchio gratuitamente al rivenditore (decreto legge “Uno contro Uno”); possiamo portarlo gratuitamente presso un centro raccolta specializzato; possiamo provvedere a contrattare un professionista dello smaltimento elettrodomestici che si occuperà del ritiro a domicilio dei vecchi elettrodomestici


La normativa prevede che i costi dello smaltimento elettrodomestici siano molto bassi o nulli perché, quando acquistiamo un nuovo elettrodomestico, il prezzo finale è comprensivo di un contributo per la gestione dello smaltimento, che quindi viene pagato anticipatamente dal cliente. Si tratta di una "visible fee", chiamata eco-contributo RAEE, che varia dai 0,14 centesimi previsti per una lampadina, ai 16 euro aggiunti sull'acquisto di un frigorifero, introdotta nel decreto RAEE del 2005.

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Ad ogni modo, sostituire i nostri vecchi elettrodomestici, è una strada che dobbiamo percorrere se vogliamo risparmiare energia e migliorare le prestazioni energetiche della nostra casa. I professionisti che rilasciano la certificazione energetica, oggi, sono tenuti a verificare anche quanto i nostri apparecchi elettrici siano a basso consumo energetico. La Direttiva 2010/30/Ue sulle etichettatura del consumo energetico degli elettrodomestici è proprio rivolta ad incentivare da un lato i produttori a creare, e dall'altro noi acquirenti a servirci di apparecchiature che non consumino energia e rispettino l’ambiente.

 

foto di classi energetiche
Il consumo dei nostri elettrodomestici è valutato utilizzando una scala di 7 livelli, dalla A alla G. La lettera A è assegnata alla classe energetica più efficiente (risparmio energetico molto alto, consumi bassi), la lettera G viene assegnata alla classe energetica meno efficiente sul risparmio energetico (consumi molto alti).

È possibile che l'elettrodomestico abbia delle prestazioni energetiche migliori di quelle individuate per definire la classe A; in questo caso la Direttiva 2010/30/Ue prevede che nell'etichetta energetica si aggiungano tre nuove categorie energetiche utili a descrivere la reale prestazione energetica. Le classi aggiunte sono: A+, A++, A+++. Come per lo smaltimento, anche per l’acquisto di nuovi elettrodomestici ad alta efficienza energetica sono previsti ecobonus che ne riducono sensibilmente il prezzo. 

Come abbiamo visto, l’Italia da qualche anno ha adeguato le proprie leggi alle normative europee sullo smaltimento elettrodomestici. Abbiamo diverse possibilità per smaltirli quando non ci servono più, e lo possiamo fare senza che ci sia alcun impatto ambientale.

Fai la cosa giusta, smaltisci correttamente il tuo vecchio elettrodomestico, quello che ieri era vecchio, domani può essere ultramoderno...e se hai bisogno di aiuto contatta un professionista per lo smaltimento elettrodomestici su Fazland!

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