Linee guida per la classificazione sismica degli edifici

Immagine di anteprima per: Linee guida per la classificazione sismica degli edifici

Che tutta l'Italia sia una zona ad alto rischio sismico si sà da sempre. Gli eventi tragici come quelli che si sono verificati negli ultimi tempi in Emilia, ad Amatrice, a Norcia e nelle zone limitrofe alla fine di agosto, con interi paesi distrutti in seguito ad una violenta scossa di terremoto dimostrano quanto sia urgente una messa in sicureza della maggior parte di edifici esistenti sul nostro terriotrio.

Forse non tutti sanno che già nel 2003 è stata stilata una classificazione sismica degli edifici in termini di vulnerabilità ad un eventuale terremoto, finalizzata all’incentivazione fiscale per gli interventi di riduzione del rischio in fase di costruzione. Queste linee guida per l’adeguamento sismico hanno tracciato per la prima volta in Italia un percorso chiaro ed univoco per la classificazione del rischio sismico degli edifici.

Alla luce dei recenti eventi, il governo ha deciso di aggiornare queste linee guida per sostenere maggiormente l’azione di riduzione del rischio sismico e favorire la comprensione e la percezione del rischio stesso da parte dei proprietari e dei progettisti di case, immobili e strutture, sia pubblici che privati.

Vediamo quindi come si determineranno le varie classi di rischio sismico dopo l'entrata in vigore della nuove linee guida per la classificazione sisimica degli edifici.

Le 6 classi delle nuove linee guida per la classificazione sismica degli edifici

Il documento prevede 6 classi, dalla A (quella meno vulnerabile) alla F (quella più vulnerabile) con uno schema che ricorda molto quello per la certificazione energetica, per individuare immediatamente il livello di sicurezza di un edificio.

Le 6 classi inserite nelle linee guida per la classificazione sismica degli edifici si basano su due strategie fondamentali: la mappatura mediante una carta sismica degli edifici esistenti ed una nuova versione potenziata dei bonus fiscali per la messa in sicurezza dei fabbricati.

La mappatura sismica descrive la distribuzione spaziale dei valori, che vengono raggruppati in classi di un determinato parametro che descrive la pericolosità sismica di una zona, utile per la progettazione sismica degli edifici.

La classificazione sismica può essere considerata un prontuario tecnico che permetterà di operare una valutazione attenta da fare per l’adeguamento sismico degli edifici.

Sostanzialmente si tratta di uno strumento di pianificazione che ruota attorno a 6 classi, dalla A alla F, le quali stabiliranno quando un edificio ha un rischio sismico più elevato, in funzione della sua capacità di non danneggiarsi eccessivamente in seguito ad eventi sismici e quindi in base alla sua resistenza ad una scossa di terremoto.

L’obiettivo della commissione, che ha stilato le 6 classi degli edifici relativi alla zona sismica in cui si trovano, è quello di creare un supporto tecnico che consenta di operare una valutazione tecnico-economica degli investimenti necessari.

Il concetto di “expected annual loss” in seguito ad eventi sismici

Il concetto della carta sismica che mira a creare una mappatura delle zone più a rischio, è quello di diminuire l’“expected annual loss”, cioè il costo medio annuo che bisogna sostenere per riparare i danni e coprire le perdite in seguito ad eventi sismici.

mappa sismica Italia

I costi medi necessari per riparare i danni e coprire le perdite causate da una scossa di terremoto, e da eventi sismici particolarmente significativi, sono trascurabili in una struttura efficiente e costruita secondo gli standard di legge.

Diversamente questo costo tende a salire notevolmente nelle strutture vecchie ed inadeguate secondo gli standard di sicurezza, ed in alcuni casi diventa addirittura più conveniente abbattere e demolire questi edifici piuttosto che ristrutturarli.

La classificazione sarà quindi un valido strumento per diminuire il rischio di un patrimonio edilizio vulnerabile, risparmiando diversi miliardi di euro che lo Stato è costretto a pagare in seguito ai disastri naturali provocati da una scossa di terremoto.

Le linee guida quindi offrono una mappatura completa del patrimonio esistente, che possa indicare su quali edifici è più urgente intervenire per scongiurare crolli in caso di terremoti.

Allo stesso tempo le linee guida possono essere utilizzate come supporto ai nuovi bonus fiscali per la messa in sicurezza degli edifici.

Per esempio si sta valutando la possibilità di concedere una premialità per lavori di ristrutturazione edilizia che permettono di guadagnare una classe, oppure fare un ulteriore sconto a chi ne riesce a guadagnare due per incentivare l’adeguamento sismico delle strutture.

In questo modo c’è la possibilità di creare una strumentazione tecnica capace di consentire la misurazione dei miglioramenti antisismici, relativamente alla questione delle detrazioni fiscali.

I vantaggi potenziali della nuova classificazione sismica

Alla stesura delle linee guida per la classificazione sismica degli edifici hanno preso parte anche i tecnici di Ingegneria sismica italiana, un’associazione che comprende diversi soggetti attivi nel contrastare gli eventi sismici nel nostro paese.

Si è lavorato per creare un meccanismo simile a quello del risparmio energetico, che porterà dei vantaggi a chi si impegna nell’adeguamento sismico di un edificio soprattutto in una zona sismica.

Le alternativa al momento sul tavolo sono due: usare le linee guida come uno strumento volontario di programmazione, oppure legarle ad un meccanismo di incentivazione, che sembra una strada più percorribile e vantaggiosa poiché garantirebbe anche maggiori benefici potenziali da un punto di vista economico.

Potrebbe essere rilasciato un contributo se i lavori di miglioramento ed adeguamento sismico permettessero all’edificio di guadagnare una classe.

Inoltre tra gli ulteriori vantaggi apportati dalla classificazione sismica c’è la possibilità di fare scelte ponderate e razionali tra i vari interventi di miglioramento sismico, che permetterebbero cambiamenti di classe.

Si avrebbe così una base razionale per valutare e stimare con cognizione di causa, in un quadro preciso e ben delineato, il premio assicurativo, quantificando contemporaneamente l’aumento di valore dell’immobile in seguito ad un intervento di miglioramento.

Quanto costano gli interventi di adeguamento sismico di un edificio?

L'Italia ha una delle legislazioni più all'avanguardia in materia di normativa antisismica e la nuova classificazione sisimica degli edifici lascia molto ben sperare. 

Viene però da chiedersì perchè così tanti edifici non sono a norma dal punto di vista della sicurezza antisismica e intere città crollano al suolo con sismi di magnitudo medio-basso.

La verità è che le normative riguardano solo le nuove costruzioni e circa il 90% degli edifici Italiani sono edifici storici non a norma per i quali, come ho detto sopra, costrebbe meno un lavoro di demolizione e rifacimento completo che una ristrutturazione per l'adeguamento sismico.

Quanto costa l'adeguamento sismico di un edificio in Italia? In media i lavori costano tra 100 e 300 € al metro quadro. Questo significa che un operazione di adeguamento sisimico costrebbe circa 20.000 € per un appartamento piccolo di 65-70 metri quadri. Un costo spropositato per la maggior parte delle persone.

La speranza di tutti è quindi che con le nuove linee guida per la classificazione sisimica diventi più facile ottenere gli incentivi fiscali e le operazioni di adeguamento degli edifici diventino più accessibili anche per l'italiano medio.

 

Lascia il tuo commento
Con Fazland puoi ricevere fino a 5 preventivi gratis
x
Potrebbero interessarti anche...