Arredo in cartone: tra eco-sostenibilità, praticità e design

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Sono ecologici, ecosostenibili, completamente biodegradabili e riciclabili. Non sono tossici, e di solito non lo è nessuno degli elementi che li compongono. Sono originali, alternativi, divertenti, veri e propri oggetti di design ma a prezzi, nella maggior parte dei casi, abbordabili. Sono leggeri, facilmente trasportabili, smontabili. Sono resistenti, nonostante di primo acchito si possa pensare il contrario. Anzi, subiscono il fascino del tempo che passa, perché il vissuto li rende più belli.
Sono i mobili in cartone. Una vera e propria meraviglia per i nostri occhi e per le nostre case.


Ph: Cesare Chimenti. Camisa 11 Design

Il primo a immaginare la possibilità di arredare con classe utilizzando il materiale cartaceo è stato Frank Gehry, l’architetto canadese che ha progettato, per citare i progetti più conosciuti, il Museo Guggenheim di Bilbao o la Walt Disney Concert Hall di Los Angeles. Negli anni tra il 1969 e il 1973, Gehry ideò una serie di mobili di design – la Easy Edges – realizzati in cartone ondulato. Tra questi, la celeberrima Wiggle Side Chair, ancora oggi imitata in tutte le salse dalle migliori case di arredamento. 


Ph: Dom Brady

Se fino a qualche anno fa, l’arredo in cartone era considerato pura follia, lusso estremo o al massimo una soluzione per gli allestimenti fieristici e gli uffici più originali, nell’ultimo lustro l’attenzione e la ricerca sui materiali eco-sostenibili ha fatto sì che crescessero in misura esponenziale il numero di artigiani e imprese produttrici di questo speciale arredo, e con essi le proposte per le nostre abitazioni, ispirate dalla versatilità del cartone così come dalle sue proprietà ecofriendly. Risultato: oggi abbiamo l’imbarazzo della scelta per arredare ogni stanza della nostra casa, dalla camera da letto allo studio, con il cartone.
Per darvi qualche riferimento, abbiamo selezionato – e vi assicuro che la selezione è stata assai ardua, tra le tante proposte offerte dal mercato attuale – tre giovani imprese italiane specializzate in arredo in cartone. Abbiamo chiesto loro quali sono i valori alla base di questa scelta produttiva. E di quale oggetto vanno più fieri. Ecco cosa ci hanno risposto.

Sekkei Design Sostenibile

Partiamo dalla più giovane: Sekkei è una start up con sede a Pomezia, nata a gennaio di quest’anno dall’idea di sei giovani e creativi imprenditori che hanno deciso di portare l’eco-compatibilità e la sostenibilità degli arredi in cartone nelle nostre case: la loro mission è creare pezzi d’arredamento per ogni esigenza, portare nei salotti degli arredi di design, comodi, accessibili dal punto di vista economico e duraturi nel tempo.
Perché il cartone? «Perché abbiamo deciso di rendere reale un’idea, una filosofia di pensiero – ci dicono –. Crediamo che il cartone racconti sempre una storia, una semplice scatola diventa living e lo fa in maniera attenta al rispetto degli equilibri della Terra. Viviamo in un’epoca dove si consumano molte più risorse di quelle che si hanno a disposizione: l’umanità sta semplicemente chiedendo di più di quanto la terra possa offrire. Crediamo sia giusto sensibilizzarci tutti verso i temi della tutela dell’ambiente e procedere verso una nuova cultura della sostenibilità. Appare necessario risanare il debito con l’ambiente affidando i nostri progetti ad un materiale che si rinnova, come solo il cartone sa fare e facendo rinascere tra le nostre mani, attraverso complementi d’arredo e mobili riciclabili, forme coraggiosamente innovative, per uno stile di vita che è relazione e connessione». E a proposito del loro pezzo forte: «Siamo particolarmente legati alla nostra ‘prima nata’: la poltrona London – ora sul sito a 199,99 € – oggi ancora un must all’interno della nostra vasta collezione».

Nardi mobili in cartone

L’azienda Nardi è nata quattro-cinque anni fa, è composta da un team giovane e lavora soprattutto con l’e-commerce attraverso questo sito. L’arredamento domestico è solo una fetta del loro mercato, perché lavorano molto per le imprese e nell’ambito degli allestimenti fieristici. «Il problema principale – ci spiegano – è che la gente non crede finché non vede con i suoi occhi. Ha paura (ed è più che legittimo se non si conosce la materia) che il cartone prenda fuoco, che si bagni, che non tenga. Una volta che riescono a toccare con mano allora l’approccio cambia. Vedendo dal vivo i nostri mobili, alle fiere o nello showroom in provincia di Treviso, rimangono impressionati». 

Perché il cartone? «Perché è un prodotto ecologico. Le nostre intenzioni sono ‘sintetizzate’ dall’orso polare disegnato nel logo. L’orso è il simbolo di tutto ciò che va tutelato e salvato. E anche tutti i nostri prodotti portano i nomi di ghiacciai a rischio di scioglimento». Tra questi, spiccano due proposte: la libreria Flua (da 172 a 930 €) e soprattutto la chaise-longue Boucher (434,32 €), «un prodotto di cui andiamo particolarmente fieri per la lavorazione e lo studio che c’è dietro» che ha permesso evidentemente di realizzare le morbide curve che vediamo in questa immagine:

Camisa 11 Design


Ph: Cesare Chimenti. Camisa 11 Design

Anche Camisa 11 Design è giovane: si tratta di un’azienda nata dall’iniziativa della famiglia Camisa nel 2016 a Minerbio, nelle vicinanze di Bologna. «Eco-compatibilità, sostenibilità e riciclabilità sono elementi cardine per noi – ci spiegano – le cui metodologie di produzione sono volte al risparmio della materia prima preservandone e garantendone la qualità. Il cartone può essere totalmente riciclato, ha un impatto ambientale minimo e può facilmente sostituire materiali inquinanti quali la plastica, il cartongesso e altre lavorazioni non eco-compatibili del legno, come i pannelli di MD».  

I pezzi cui sono particolarmente legati sono due. La lampada Catapulta (130 €) è in cartone ondulato, con profili in legno di betulla e pioppo. La luce è garantita da un impianto led, il filo elettrico è realizzato in tessuto effetto seta. E poi il tavolino Volta (230 €), che è in cartone ondulato triplaonda e può essere utilizzato come comodino, tavolino d’appoggio oppure portariviste. È rifinito con legno di betulla ai lati e con un piano di appoggio superiore sempre in betulla o in vetro.

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