Home Tiny Home

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A Hong Kong, hanno pensato anche al gatto. Nell’appartamento di 28 mq realizzato per una coppia accompagnata da tre amati felini, gli architetti dello studio Laab non hanno voluto disattendere questa particolare richiesta e oltre alla cucina completa, alla camera da letto, all’home cinema, alla palestra, agli armadi a scomparsa e alla vasca da bagno, hanno trovato il modo di includere in quei trenta metri quadrati scarsi anche un’area per la lettiera, le scodelle e una comoda tana da tre posti.

Small Home Smart Home by LAAB Architects

La notizia di questa piccola dimora nella grande metropoli orientale, naturalmente, ci ha colpiti, ma fino a un certo punto, visto che è evidente che da qualche anno a questa parte qualcuno ha dato il via a una sorta di gara senza frontiere a chi progetta e realizza l’unità abitativa più piccola e confortevole. Tiny House, Micro House, case in miniatura: chiamatele come preferite, il concetto è lo stesso per tutte: meno spazio occupano, meglio è. Perché di vantaggi derivanti dalla sua dimensione – che in questo caso conta, eccome – ce ne sono in abbondanza e vanno dal risparmio sul costo iniziale alla necessità, che si fa virtù, di eliminare il superfluo; dalla possibilità, in molti casi (vedi questo articolo), di ‘spostare’ agilmente la struttura all’opportunità di posizionarla anche in location naturali e fino a ora impensabili, complice la possibilità di installare impianti energetici a impatto zero o che sfruttano fonti rinnovabili. Vediamo allora alcuni degli esempi di Micro House che ci hanno affascinato di più.

La casa pigna
Il primo progetto che vi proponiamo è tutto italiano e, soprattutto in questa stagione, è particolarmente suggestivo per chi ama la montagna. Si tratta della casa ‘pigna’, costruita sugli alberi dei boschi delle Alpi Giulie a 1250 metri di altezza, nella località di Ugovizza. Forma arrotondata, una vista mozzafiato sulla natura intorno e in alto verso il cielo, la tree-house dispone di tutti i comfort in una struttura portante di 8,5 m di altezza per 6 di larghezza, sospesa a due metri e mezzo dal suolo, sviluppata su tre livelli e accessibile anche per persone con difficoltà motorie. È votata al turismo, proprio con l’obiettivo di far riscoprire, a più inquilini possibile, l’importanza del contatto con la natura.

Casa mia fatti capanna
È una ‘capanna’ di nome e di fatto invece la Muji Hut proposta dal colosso giapponese, in vendita – probabilmente in via sperimentale – solo per clienti nipponici al costo di 3 milioni di yen, vale a dire circa 23000 euro. Qui le dimensioni sono davvero competitive, perché si tratta di soli 9 metri quadrati, più un’area esterna di ulteriori 3. Illuminazione e areazione sono per lo più naturali, grazie a un’ampia vetrata a tutta altezza e a una finestra posizionata sul retro. Ultracompatta e con la possibilità di essere posizionata dappertutto, meglio se in mezzo alla natura, la casetta Muji è proposta in tre versioni, in legno, sughero o alluminio, progettate rispettivamente da Naoto Fukasawa, Jasper Morrison e Konstantin Grcic. Attenzione però, perché qui non sono compresi né bagno, né cucina. Vedremo che successo avrà nel mercato giapponese.

17 mq in Sud Africa
Sono solo 17 i metri quadrati calpestabili della POD-Idladla, la casa progettata dall’architetto sudafricano Clara Da Cruz Almeida destinata al bacino di clienti del suo Paese. Su due piani, è fatta di acciaio, alluminio e vetro, mentre i pavimenti sono di legno. C’è una cucina, un bagno e zona letto accessibile tramite scaletta. All’esterno comprende un dehor che può essere abitato in vari modi, a seconda del gusto personale. Può essere posizionata nei centri abitati – e in questo caso si allaccia ai tradizionali servizi di luce, gas e riscaldamento, ma può anche essere collocata in mezzo alla natura: in tal caso viene equipaggiata con impianti solari e bagni chimici.

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