Guida alla ristrutturazione casa

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È arrivato finalmente il momento di ristrutturare casa ma vi ha colto un momento di panico pensando alle piccole e grandi scelte da compiere, alle decisioni da prendere e ai diversi problemi o errori tecnici nei quali potreste incorrere e che invece vorreste evitare? Se è così, vi consigliamo di prendervi un attimo di calma e di leggere con attenzione questa lunga e esaustiva intervista, che abbiamo rivolto a un leader del settore proprio con l’obiettivo di fornire una guida sicura per tutti coloro che sono in procinto di dare una nuova struttura e un nuovo volto alla propria abitazione. Riccardo De Bellis, direttore marketing di Facile Ristrutturare, ha generosamente risposto alle nostre dieci domande, discutendo con noi dei molteplici aspetti che rientrano nell’ambito del grande tema ‘ristrutturazione’: dall’efficientamento energetico ai nuovi materiali, dalla domotica alla progettazione del verde, dal light design alle ultime novità in fatto di impianti.
 

De Bellis, per far sì che la ristrutturazione della nostra casa sia un sicuro investimento per il futuro, quali sono i criteri e i valori che dobbiamo tenere presenti, in linea generale?
Quando ci troviamo davanti a un immobile da ristrutturare, occorre sempre tenere a mente che il valore attuale è nettamente diverso da quello che gli stessi spazi potrebbero avere una volta che i lavori di ristrutturazione (specialmente se guidati da un professionista del settore, come un architetto) saranno giunti al termine. Per monetizzare al massimo l’investimento, occorre però valutare diverse variabili. Il valore di un immobile infatti non dipende solo dalla ristrutturazione o dai materiali utilizzati, ma anche dal palazzo dove si trova, dalla presenza dell’ascensore, cantine e parcheggi, dalla zona circostante, dai collegamenti con i mezzi pubblici, dal benessere del quartiere e dalla vicinanza ai servizi. È sempre utile puntare la propria mira su zone in espansione, o aree in via di rivalutazione/rimodernamento, in quanto è sicuro che in questi luoghi l’immobile si rivaluterà autonomamente negli anni a venire. Sono molti i motivi che possono spingere a una ristrutturazione che rappresenti un investimento sicuro per il futuro: risanamento, ammodernamento, ridistribuzione strategica degli spazi, approvvigionamento energetico, desiderio di maggior comfort, messa in regola degli impianti (cosa necessaria per ottenere le certificazioni) e molto altro. Per esser sicuri che il progetto concordato con l’azienda di ristrutturazione sia lungimirante e porti a un incremento effettivo del valore dell’immobile, si può comunque far riferimento a un perito, in grado di comunicare il nuovo valore commerciale risultante dagli interventi pianificati. Nel caso delle ristrutturazioni effettuate nel 2017-2018, c’è anche da considerare l’agevolazione fiscale fornita dalle detrazioni al 50% entro il massimale di 96mila euro, oltre al bonus mobili, bonus verde e ecobonus per il risparmio energetico fino al 60%. Un valore certamente aggiunto, se si considera che con un budget dimezzato si possono intraprendere lavorazioni che un domani varranno il doppio.

Quando ci si accinge a ristrutturare casa, c’è sempre un’incognita: il tempo. Le tempistiche spesso non si rispettano, il più delle volte accade qualcosa che ritarda i lavori e a questo ritardo corrisponde di solito anche un aumento dei costi preventivati. Può dare un suggerimento per avere una valutazione corretta di tempi e costi? Si può avere un ‘rimborso’ se non vengono rispettati i tempi della ristrutturazione?
Durante i lavori di ristrutturazione si possono presentare ritardi sia dovuti alla mancanza di coordinazione delle varie figure coinvolte (tra cui i fornitori, operatori che collaborano per la prima volta insieme), sia dovuti a preesistenze strutturali o impiantistiche di cui non si può avere contezza in modo certo prima dell’avvio delle demolizioni. Altro elemento che può comportare degli allungamenti dei tempi legati alle lavorazioni può essere la richiesta da parte del cliente di varianti in corso d’opera, dovute solitamente a indecisioni del cliente in fase di selezione iniziale.  Con Facile Ristrutturare, il primo tipo di problema viene facilmente evitato, in quanto i lavori sono gestiti da un unico interlocutore professionista in grado di triangolarsi contestualmente con il responsabile tecnico, i fornitori e le varie squadre coinvolte, tenendo sempre sotto controllo il cronoprogramma della ristrutturazione e ogni situazione critica in fase di eventuali emergenze viene risolta per poter garantire la prosecuzione dei lavori senza alterazione del progetto iniziale. In merito al secondo tipo di problema, invece, è prassi che durante i lavori sorgano nel cliente dubbi e incertezze sul progetto o sulle scelte stilistiche che, insieme alle eventuali problematiche tecniche legate all’interior, potrebbero causare rallentamenti e battute d’arresto sui lavori nei cantieri. La possibilità di avere un professionista di riferimento che possa dare risposte chiare al cliente e sciogliere tutti i suoi dubbi durante la fase dei lavori è in questo senso un importante aiuto per evitare l’insorgere di incertezze. Inoltre, essendo i nostri architetti e responsabili tecnici costantemente aggiornati e altamente formati, possono intervenire immediatamente in caso di problematiche strutturali e procedere con gli accertamenti del caso, tagliando nettamente i tempi che si fronteggerebbero in caso si portasse avanti la ristrutturazione senza un’azienda chiavi in mano alle spalle, e garantendo che i tempi degli eventuali slittamenti siano ridotti all’osso. Chiaramente, in caso di errore da parte dell’azienda, si può chiedere il rimborso. Ma generalmente il ritardo non è dovuto a questo tipo di problematica quanto piuttosto, come detto sopra, a ritardi di fornitori, difficoltà di comunicazione in cantiere, accertamenti strutturali dell’immobile in caso (legalmente indispensabili per procedere) o a incertezze del committente. La valutazione corretta di tempi e costi deriva da un’analisi dettagliata della ristrutturazione, che varia di volta in volta. Sicuramente, per ottimizzarli entrambi, il consiglio è quello di affidarsi a un’azienda strutturata che metta a disposizione un interlocutore unico con cui triangolarsi e a cui affidarsi per la gestione dei fornitori (già partner), delle pratiche amministrative e del cronoprogramma.

Le case sono sempre più smart. La domotica ha molteplici campi di applicazione: in quale ambito la considera imprescindibile? In quale ambito val la pena fare questo investimento?
La domotica ha ormai un ruolo sempre più importante nella vita domestica di ognuno di noi. Finalizzata al miglioramento delle nostre vite, del comfort e della sicurezza, permette infatti di rendere ‘intelligenti’ impianti, elettrodomestici e altre apparecchiature presenti nelle abitazioni consentendogli di comunicare tra loro ed esser gestiti da un unico dispositivo esterno di controllo. La domotica può essere inserita in ogni interno, idealmente in caso di costruzione o di ristrutturazione. Non è imprescindibile render tecnologica l’intera abitazione; nonostante ciò, dotare la casa di un impianto di sicurezza antintrusione, antincendio e antiallagamento gestibile anche da lontano, poter programmare l’accensione/spegnimento di luci, climatizzatori, irrigazione, caldaia, elettrodomestici nonché l’apertura/chiusura di tapparelle, tende, porte, serrande potendo monitorare costantemente costi e consumi, non solo permette di evitare sovraccarichi e sprechi, ma anche di avere sempre sotto controllo la situazione nella sua interezza. Il consiglio è quello di iniziare con l’installazione di sistemi per la gestione delle comunicazioni (telefonia, videocitofono, accesso Internet a banda larga, informazioni e svago con sistemi audio-video…), le soluzioni applicabili a sistemi di riscaldamento/raffrescamento, tapparelle automatiche e illuminazione, che possono essere implementate in ogni fabbricato senza apportare grandi modifiche. A caduta, poi, in base alle esigenze, l’investimento può essere traslato anche sulla gestione della sicurezza (allarmi, videosorveglianza, antifurti, telesoccorso per persone anziane o disabili…), la gestione degli apparecchi domestici (lavatrice, lavastoviglie, cucine, frigoriferi, idrosanitari…) e, infine, gestione di scenari pre-programmati, automatizzati grazie alla presenza di sensori e attuatori (es. termoregolazione dei singoli locali abitativi in funzione dei cambiamenti ambientali, sovrintendimento al funzionamento dei carichi più pesanti gestendone il distacco controllato per evitare sovraccarichi di corrente, impianto di irrigazione legato ai fattori metereologici, regolazione della temperatura dell’acqua della piscina in base alle abitudini/gusti degli utenti e così via).

È meglio riscaldamento a pavimento o riscaldamento tradizionale? Quali sono i pro e contro di ciascun sistema? Gli impianti a pavimento usati anche per il raffreddamento possono realmente sostituire gli impianti classici di climatizzazione mediante split?
Quando si parla di riscaldamento a pavimento bisogna sempre chiarire che l’impianto alla base può essere elettrico o ad acqua. Nel caso di un riscaldamento che sfrutta le tubazioni, l’impianto sarà ad acqua. Nel caso, invece, di un riscaldamento che sfrutta le resistenze elettriche, l’impianto sarà elettrico. L’obiettivo del riscaldamento a pavimento è quello di diffondere il calore in maniera uniforme in tutto l’ambiente in cui è installato. Il calore si propaga attraverso un sistema di irraggiamento da un corpo più caldo a un corpo più freddo. I vantaggi sono sia economici (si può risparmiare notevolmente sui consumi) che stagionali (l’impianto ad acqua può essere sfruttato anche in estate, semplicemente facendogli arrivare acqua fredda e non più acqua calda). Inoltre, anche l’impatto sull’ambiente è di gran lunga ridotto in quanto si possono sfruttare le energie rinnovabili (impianto a bassa temperatura), cosa impossibile per i radiatori che devono portare l’acqua fino a 70 gradi (impianto ad alta temperatura). Per quanto riguarda gli svantaggi, invece, da citare è sicuramente la spesa da sostenere in fase iniziale di installazione, più alta rispetto a quella dei termosifoni. Inoltre, il sistema richiede che la pavimentazione venga alzata solitamente di almeno di 5 cm (cosa che non sempre si può applicare) e non può essere acceso e spento a piacimento, ma richiede una giornata per raggiungere il livello di riscaldamento desiderato. Parlando invece di raffrescamento, rispetto al condizionatore, l’impianto a pavimento permette di raffrescare gli ambienti senza flussi d’aria. Il fastidio si riduce quindi al minimo, sia per i mal di testa spesso generati che per le polveri che vengono messe in moto dall’aria condizionata. È inoltre silenzioso, non ingombra ed è invisibile e a basso consumo. Al contempo, non si può pretendere di avere una stanza fresca in pochi minuti, in quanto occorre comunque del tempo per il raffreddamento delle superfici della stessa, ed è difficile raggiungere una temperatura che scenda sotto i 20 gradi (l’acqua fredda che scorre nell’impianto infatti è a 15/18 gradi). Il sistema di raffrescamento a pavimento può dunque sostituire i climatizzatori solo se si decide di investire maggiormente al momento dell’installazione (30/40% in più), se non si hanno urgenze di raffreddamento della casa o richieste di temperature bassissime e se si valutano al meglio i materiali di rivestimento del pavimento e il passo con cui sono disposte le serpentine delle tubazioni.

Potrebbe essere una scelta economicamente giusta quella di affrancarsi completamente dal gas per avere tutte le utenze servite dall’elettricità?
La risposta è si, e la soluzione sta nelle nuove tecnologie, che permettono di sfruttare l’elettronica e l’elettricità per produrre e risparmiare energia. Utilizzare l’elettricità è la scelta giusta non solo per ridurre i consumi e accedere ai bonus sconto in bolletta, ma anche perché l’energia elettrica può essere prodotta dalle fonti rinnovabili, dal fotovoltaico, dall’eolico, etc… Il futuro dell’energia passa dall’elettricità, e in quest’ottica non si può fare altrimenti per il futuro delle nostre abitazioni. Sia il riscaldamento che l’acqua calda sanitaria possono infatti tranquillamente essere collegate a una pompa di calore elettrica, capace di produrre energia autonomamente con il fotovoltaico (gratuito). I risparmi annuali possono arrivare fino al 90% per il riscaldamento e fino al 70% per l’acqua calda sanitaria. In caso non si avesse la possibilità di installare i pannelli fotovoltaici, da anni il mercato pullula di offerte per l’acquisto di energia prodotta da fonti rinnovabili. Il gas può essere sostituito anche in cucina, dove possono essere utilizzati piani cottura a induzione. Se è vero che questi non presentano convenienza in cucina rispetto al gas, installare un piano a induzione diventa interessante economicamente per chi decide di staccarsi completamente dal gas, dato che il servizio di fornitura ha comunque un costo fisso.

Stiamo andando verso un’edilizia residenziale a impatto zero. Se per gli immobili di nuova costruzione è semplice installare impianti che sfruttano le fonti rinnovabili, per le ristrutturazioni, soprattutto quando riguardano edifici dei centri storici, quali sono le principali difficoltà? Sono sormontabili, siamo pronti per una trasformazione profonda anche dell’esistente?
Quando si fa riferimento alle tematiche della sostenibilità nell’ambito del patrimonio edilizio esistente si corre il rischio di cadere spesso nel luogo comune dell’ ‘è quasi impossibile’. Pur esistendo una netta differenza sulle applicazioni tra contesti di nuova costruzione rispetto ad interventi sull’esistente questo non significa che la strada non sia percorribile. Anche in questo caso l’elemento che fa la differenza è l’aspetto che Facile Ristrutturare mette al centro dell’attenzione: la progettualità. Infatti un’attenta progettazione dell’intervento a monte dei lavori, anche in contesti di entità medio-piccola, può permettere uno studio adeguato delle soluzioni tecnologiche da applicare e guidare la selezione dei materiali, delle finiture, degli impianti da utilizzare. Lo stesso approccio fa la differenza anche in ambito di nuove costruzioni, in cui la progettualità, unita all’utilizzo di sistemi BIM e BEM permette l’ottimizzazione tra performance energetiche, progetto e budget. Non va dimenticato che le tecnologie che permettono di intervenire sul patrimonio esistente sono in alcuni casi analoghe alle nuove costruzioni. Tutte le tematiche inerenti al funzionamento energetico dell’involucro edilizio ad esempio possono essere approcciate sia partendo dal lato esterno che dal lato interno del fabbricato. Inoltre nuovi materiali vengono continuamente inseriti sul mercato dai differenti produttori e questo amplia il ventaglio di opzioni applicabili a seconda del contesto esistente su cui intervenire, il che permette di trovare per ogni caso una soluzione ad hoc. Possiamo essere in accordo con l'affermazione secondo cui intervenire sulle nuove costruzioni può risultare più immediato, soprattutto sotto il punto di vista del coordinamento globale di tutte le scelte inerenti al progetto sia in ambito tecnologico che dei materiali. Ma in ogni modo l’eredità di un consistente patrimonio architettonico a livello di territorio italiano va concepito al tempo stesso come un privilegio e una sfida: occorre trovare delle soluzioni appropriate per ogni situazione e continuare a valorizzare il patrimonio edilizio esistente, anche a fronte di un più consapevole utilizzo del suolo e delle risorse naturali.

A proposito di bagno, le chiedo la sua opinione riguardo due ‘miti’: il parquet è vietato? La carta da parati pure?
Non è vietato ma neanche consigliato. L’acqua, se non è ristagnante, non danneggia il parquet. Tuttavia il legno, in una stanza come il bagno, potrebbe subire l’umidità. È dunque indispensabile aprire sempre finestre e porte per far circolare aria fresca dopo docce o uso di acqua, e scegliere specie legnose più stabili e resistenti all’umidità. Il consiglio è quello di evitare il legno massiccio e preferire il prefinito, oltre che una posa incollata. Per evitare qualsiasi problema, si può sempre posare un gres effetto legno! La carta da parati in bagno, invece, negli ultimi anni sta tornando in voga. Sul mercato è possibile trovare un’ampia offerta di carte da parati resistenti all’umidità e all’acqua, facilmente lavabili con una spugnetta inumidita. Tra le varie offerte, la più adatta è quella vinilica, che grazie alla sua struttura a doppio strato è molto resistente e permette di essere applicata e rimossa velocemente.

Per quanto riguarda i materiali, c'è sempre più attenzione nei confronti di quelli atossici, naturali: dal parquet in bambù al mattone di calcecanapa fino all’arredo in cartone. Quali sono secondo lei le novità più interessanti in questo settore?
In vista di una ristrutturazione, la scelta consapevole ricade sempre più su materiali atossici, ecologici, provenienti dal territorio e biodegradabili. Tra gli interessanti prodotti ecosostenibili che racchiudono proprietà naturali delle materie prime di cui sono costituiti (insieme a principi innovativi che in futuro potrebbero favorire un modo di costruire più naturale e sicuro) emergono quelli che derivano dall’incontro tra terracotta e fibra di vetro o fibre di carbonio, tra canapa e pappa reale, tra legno massiccio e fibre incrociate o tra particelle luminofore con materiali come pietrisco, ghiaietto o sabbia. E poi mattoni di terra cruda, sabbie e fibre naturali, rivestimenti in bambù e scarti di demolizioni trasformati in mattoni per la costruzione. In merito a quest’ultimo punto, le filiere di recupero sono una concreta opportunità per ridurre il numero delle cave e di conseguenza limitare l’impatto sia paesaggistico che ambientale. Tra i materiali che utilizzano scarti, c'è anche il gres porcellanato proveniente dagli sfridi della lavorazione di ceramica o biomattoni, costruito con truciolato vegetale di canapa e calce idrata. Forse è proprio il truciolato di canapa, caratterizzato da minuscoli alveoli d'aria, a rappresentare uno dei prodotti più interessanti, grazie anche alle caratteristiche di elevato isolamento termo-acustico e igrometrico.

La luminosità è un aspetto fondamentale per un’abitazione. E quando non possiamo contare su quella naturale, dobbiamo progettare un light design che sia intelligente, efficace e a basso consumo. Può dare qualche consiglio per avere una illuminazione ‘ideale’ in ogni ambiente domestico? La rapida evoluzione tecnologica sta modificando rapidamente il mercato dei prodotti per l'illuminazione. Che decidiate di scegliere per la vostra casa una luce decorativa o più tecnica, il consiglio per progettare un light design intelligente e a basso consumo è quello di utilizzare il LED, che dura molto più e permette di ridurre notevolmente il consumo energetico (fino all’85% rispetto a una lampadina tradizionale, con la stessa emissione luminosa). Che sia sotto forma di lampadine, punti luce, faretti ad incasso o strip, l'illuminazione LED rappresenta l'ecosostenibilità in tutte le sue forme. La nuova frontiera del light, presentata anche lo scorso anno ad Euroluce 2017, presenta apparecchi illuminanti sempre più intelligenti, adatti per svolgere funzioni visionarie e inaspettate come suonare musica, comporre strutture di luce, sottolineare l’architettura, connettersi alla domotica e variare l’intensità dell’illuminazione in base a abitudini ed orari. L’illuminazione ideale, a mio parere, è quella che rispecchia la personalità dell’abitazione: decorativa in appartamenti dalla grande personalità; incassata e più tecnica in appartamenti minimal o dal mood contemporaneo. È altrettanto importante che ogni ambiente abbia i suoi punti luce mirati adeguati: una zona studio ad esempio avrà bisogno di una lampada da tavolo per facilitare la lettura; una cucina necessiterà di illuminazione mirata sui fornelli e sul tavolo (a sospensione, incassata o plafoniera); in soggiorno può esser piacevole, oltre alle fonti luce primarie, anche una piantana affiancata al divano come luce di compagnia o per sfogliare un libro.

Infine una domanda sul verde in casa: l’importanza di avere piante e fiori che oltre a decorare aiutano a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo è sempre più riconosciuta, anche scientificamente. È importante considerare questo aspetto fin dalle fasi iniziali della ristrutturazione?
Il verde in casa non è solo importante per la qualità dell’aria, come giustamente avete sottolineato, ma anche per dare un’identità definita a un appartamento. La scelta dei vasi, delle piante, dei colori e degli odori infatti influenza positivamente ogni zona della casa aumentando benessere (e in alcuni casi anche riducendo l’inquinamento elettromagnetico). A livello di ristrutturazione, se si ha uno spazio esterno come terrazzo o giardino che si vuole valorizzare, è utile prevederlo fin da subito nel progetto considerando la metratura dedicata al verde e l’eventuale installazione del sistema di irrigazione. Stesso discorso se si desidera una struttura in legno, un pergolato o un porticato da arricchire con piante rampicanti. Nel caso in cui il verde fosse solo un tocco di nature da regalare ai balconi o agli interior, invece, non occorre considerarlo fin dalle prime fasi della ristrutturazione. Basterà infatti, una volta entrati in casa, dedicarsi alla scelta di vasi e piante che ben si sposino con il carattere di ogni spazio. Da tenere a mente è che, per tutto il 2018, chiunque voglia approfittare degli incentivi statali per rendere più verde il giardino, balcone o terrazzo potrà farlo facilmente, e risparmiando il 36% dell’importo speso!

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