Ristrutturazioni: a colloquio con l’architetto

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«Passione, tenacia e fiducia reciproca. Quando ci si accinge a ristrutturare casa, sono questi gli ingredienti necessari per ottenere il risultato migliore, che non possono mancare in particolare nelle tre figure chiave di ogni nuova realizzazione: il committente, il progettista e il costruttore». Parola di Giovanni Gherpelli*, l’architetto reggiano protagonista di un’interessante intervista a tutto tondo, che ci permette di fare il punto sulla professione, ci offre qualche utilissimo consiglio pratico sulla casa e ci aiuta a comprendere qualcosa in più a proposito dei grandi temi che riguardano il presente dell’edilizia residenziale, tra sostenibilità ambientale, domotica e ricerca sui materiali.

Giovanni Gherpelli, entro il 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a impatto zero. E ormai da qualche anno sono diventati strutturali importanti incentivi per le ristrutturazioni e gli interventi di efficientamento energetico. La sostenibilità ambientale e la rinnovabilità delle risorse combinata al risparmio economico sono dunque le sfide del presente. Qual è il punto di vista, l'approccio dell'architetto a questi grandi temi?
L’obbligo NZEB Near Zero Energy Building per i nuovi edifici entro il 2020 è un obiettivo importante e raggiungibile. Ritengo che non ci si debba accontentare. Il compito di progettisti e committenti è di rivolgere particolare attenzione agli aspetti energetici e di sostenibilità anche nel recupero del patrimonio edilizio esistente. L'Italia ha grandi potenzialità in questo senso che, aiutate anche dagli incentivi statali, devono essere colte e sviluppate. Importante è ricordare che una architettura green non si compone solo di pannelli fotovoltaici e impianti di ultima generazione ma, prima di tutto, si tratta di una architettura progettata con materiali locali a basso impatto ambientale e che tenga conto delle caratteristiche climatiche dell'area in cui si trova.

Un consiglio a chi deve avviare la ristrutturazione della casa: cosa non bisogna assolutamente dimenticare, quali sono le priorità da tenere in considerazione e che magari spesso vengono trascurate?
La ristrutturazione di un immobile esistente è una esperienza bellissima e non semplice. Ogni ‘casa’ contiene la storia dei precedenti proprietari, costruttori e progettisti. È importante quindi che chi deve avviare una ristrutturazione si affidi a chi sa interpretare l'edificio, nelle sue potenzialità e nei suoi limiti, perché solo a seguito di un attento studio sarà possibile procedere a una definizione precisa degli interventi necessari e opportuni. In ultimo è importante che chi si appresta a ristrutturare sia consapevole che per un ottimo risultato sono necessarie passione, tenacia e fiducia reciproca. Queste devono essere possedute da tutti i soggetti coinvolti committente, progettista e costruttore.

A proposito di materiali, c'è sempre più attenzione nei confronti dei materiali atossici, naturali: dal parquet in bamboo all'arredo in cartone fino al nuovo gres porcellanato ultrasottile. Quali sono secondo te le novità più interessanti in questo settore?
Chi si trova a fare interventi edilizi siano essi ristrutturazioni o nuova costruzione si trova catapultato in un mondo dove l'offerta di materiali e soluzioni tecniche è talmente vasta che può disorientare. Tra le tante novità che il mercato propone mi sento di sottolinearne due di natura molto differente, una relativa alle finiture e una relativa ai metodi costruttivi. Per quanto riguarda le finiture, resine, tinteggi e film decorativi hanno recentemente fatto passi da giganti, frutto di una approfondita ricerca chimica uniscono durabilità, qualità estetiche uniche, sostenibilità, riciclabilità e costi contenuti. A proposito dei metodi costruttivi, esistono soluzioni prefabbricate che coniugano acciaio e legno, per sfruttarne le elevatissime qualità tecniche di resistenza, durabilità e leggerezza. Credo che queste soluzioni, per la loro flessibilità, il loro basso impatto ambientale, la completa riciclabilità, la velocità di posa e i costi contenuti potranno nei prossimi anni avere uno sviluppo importante.

Perché è importante pianificare la domotica della nostra casa fin dalle prime fasi della progettazione?
La domotica è uno strumento utile a semplificare la vita, a ridurre i consumi e a facilitare la gestione della casa. È fondamentale programmarla fin dalla progettazione perché è necessario coordinare l'installazione di elementi e apparecchi che supportano questa tecnologia. Facciamo un esempio semplice per capirci: grazie alla domotica elementare potrò comandare dal cellulare di chiudere tutte le finestre perché in arrivo un temporale. In fase di progettazione dovrò aver scelto ad esempio un sistema di oscuramento delle finestre tapparelle, frangisole o scuri alimentati elettricamente e dovrò aver predisposto i collegamenti elettrici delle stesse perché possano essere comandate dal software domotico.

Se potessi cambiare o migliorare qualcosa dal punto di vista della burocrazia e delle normative che riguardano la professione dell'architetto, cosa cambieresti?
Rimanendo nell'ambito della edilizia privata inizierei con una cosa semplice, chiederei che venga imposta una durata minima della modulistica predisposta da Regioni e Comuni. Proporrei che i documenti necessari alla presentazione e alla conclusione delle pratiche, una volta redatti e pubblicati rimangano validi per una durata minima di tre anni.

Come cambia lo studio di un architetto: tra stampanti 3D e penne ottiche, qual è il nuovo strumento del quale non potrai più fare a meno per lavorare?
Abbiamo da qualche anno avviato l'utilizzo del BIM (building information modeling) nella progettazione anche degli edifici residenziali. Questo strumento, che è direttamente collegato alla possibilità di stampa 3D, ci permette di controllare meglio le varie fasi costruttive e di far meglio comprendere al cliente il risultato finale anche grazie alla virtualizzazione degli spazi che sta sempre migliorando la sua efficacia. Risparmio di tempo e maggiore precisione sono alla base della nostra professione, penso che il Bim sia uno strumento irrinunciabile.

Qual è il progetto residenziale del quale vai più fiero?
Il progetto di casa Borgo San Silvestro a Parma, redatto da Duopo architettura, ingegneria e design è interessante perché è un intervento di ristrutturazione di un appartamento in un edificio storico. Questo intervento è esemplificativo di una tipologia di ristrutturazione molto frequente in questi anni di incentivi. I principi che hanno governato il progetto sono: l’incremento della sicurezza sismica, la riduzione dei consumi energetici grazie al cappotto interno e il nuovo sistema di riscaldamento ad alta efficienza; la totale riorganizzazione degli spazi interni per sfruttare al massimo l'apporto della luce naturale e le esigenze del cliente. In questo intervento siamo riusciti a rispettare i tempi e i costi preventivati in fase progettuale, elemento non scontato nella ristrutturazione.

* Giovanni Gherpelli, 34 anni, è tra i fondatori del gruppo di progettisti Duopo architettura, ingegneria e design, nato nel 2011 (per saperne di più, date un’occhiata al loro sito), e collaboratore dal 2008 dello studio Ufficio Progetti architetti associati Bertani & Vezzali di Reggio Emilia.

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