Stufa a pellet: mantenerla a lungo con la pulizia dei condotti!

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Negli ultimi anni, visto l’aumento dei costi per il riscaldamento domestico invernale, hanno preso piede le stufe a pellet. Simili sotto molti aspetti alle tradizionali stufe a legna della nonna, si caratterizzano per una maggiore produzione di calore e per una più alta combustibilità del materiale utilizzato: il pellet, ricavato dalla segatura essiccata.

Il combustibile di biomassa compressa - così viene anche chiamato - rappresenta un valido alleato per l’ambiente: innanzitutto, grazie al riutilizzo della segatura ottenuta dai processi di lavorazione del legno, si eviterà di abbattere nuovi alberi; in più, l’unica emissione prodotta dalla combustione è la CO2, che a sua volta viene assorbita dalle piante rientrando nel circolo della natura. La stufa a pellet, oltre ad essere molto comoda da usare, è anche conveniente. Nonostante il costo di acquisto e installazione risulti leggermente più alto rispetto ad altre soluzioni, si potrà beneficiare di un buon ammortizzamento dei costi grazie al risparmio energetico: in una stagione si possono tagliare le spese per il riscaldamento da 100 a oltre 1.200 € a seconda del tipo di impianto.

Per garantire il corretto funzionamento della stufa ed evitare che i condotti si ostruiscano, provocando un malfunzionamento, occorre effettuare annualmente - solitamente prima che la stagione invernale riprenda - la pulizia della canna fumaria e delle altre componenti. Anche se molti degli ultimi modelli possiedono la funzione di autopulizia per le parti interne è comunque buona prassi integrare con interventi mirati. Il mese di settembre è quello ideale per effettuare la pulizia: la stufa non funziona da mesi e non si corre il rischio di scottature. Se poi l’inverno anticipasse il suo arrivo, si sarà pronti ad accenderla.

Cosa occorre per effettuare in autonomia la pulizia della stufa a pellet? A parte gli interventi di manutenzione ordinaria che vanno effettuati quotidianamente durante il periodo di utilizzo, ci concentreremo su quelli che andrebbero fatti almeno due volte all’anno.

- Pulizia del condotto della cenere: questa operazione potrebbe sembrare macchinosa, perché in alcuni modelli occorre smontare il serbatoio per poter accedere a tali condotti, ma è di fondamentale importanza. Per effettuare la pulizia basterà aspirare i residui che potrebbero impedire il passaggio della cenere, avvalendosi di un bidone aspiratutto. Fate attenzione anche all’eventuale presenza di fuliggine, da rimuovere attraverso un filo di rame piegato ad uncino con il quale si andrà a grattar via la sporcizia accumulata.

- Pulizia canna fumaria stufa a pellet: si tratta di un lavoro indispensabile perché una mancata manutenzione potrebbe produrre problemi di combustione, un accumulo anomalo di ceneri e incrostazioni sullo scambiatore. Per garantire elevate performance a inizio stagione è d’obbligo una pulizia, meglio se effettuata da tecnici specializzati. Qualora si volesse intraprendere da soli questa operazione, ecco ciò che occorre: prima di iniziare procuratevi dei sacchetti per la raccolta della fuliggine, del nastro adesivo di carta, uno scovolo con manico allungabile (spazzola per pulire canna fumaria), un cacciaviti e un paio d’ore di tempo! Si comincia con una sigillatura preventiva delle giunzioni della canna fumaria presente in casa: basterà avvolgere tali giunture con il nastro adesivo di carta in modo da evitare spiacevoli fuoriuscite di polvere. Dopo aver staccato l’innesto della canna fumaria dalla stufa lo si chiuderà con un robusto sacchetto. A questo punto si potrà salire sul tetto munendosi di tutti i dispositivi di sicurezza del caso e portando con sé un cacciavite e lo scovolo con manico allungabile. Come prima cosa si rimuoverà il terminale del comignolo in modo da poter inserire agevolmente lo scovolo. Si inizierà a grattare lo sporco con un solo metro di manico facendo “su e giù” per una cinquantina di volte. Dopodiché si allungherà di un paio di metri il manico e si finirà di spazzolare il restante pezzo di canna fumaria con movimenti ampi e rotatori (solo in senso orario). Fatto ciò si potrà estrarre lo scovolo dalla canna, richiudere il terminale con il comignolo e scendere dal tetto. A questo punto possiamo tornare dalla nostra stufa: toglieremo il nastro di carta dal tappo di ispezione che si trova sul finire della canna fumaria e vi fisseremo un sacchetto capiente. Avvalendoci del sacchetto cercheremo di svitare il tappo d’ispezione e lo faremo cadere, insieme a tutta la sporcizia, nel sacchetto. Con estrema cautela si può battere la canna con un manico di scopa per far sì che gli ultimi residui si stacchino e cadano. Una volta che saremo certi che non vi sia più fuliggine potremo rimuovere il sacchetto, recuperare il tappo, sciacquarlo e riavvitarlo. L’operazione è quasi conclusa, resta da togliere tutto il nastro che avevamo messo sulle giunture e rimuovere la busta che avevamo assicurato all’innesto in modo da poterlo ricollegare alla stufa… ed il gioco sarà fatto!

Qualora il processo risultasse complesso o pericoloso, o semplicemente non si avesse né tempo né voglia di farlo, ci si potrà affidare a spazzacamini professionisti che faranno il “lavoro sporco” per conto vostro. Con la loro attrezzatura all’avanguardia saranno anche in grado di ispezionare la canna fumaria per verificare la presenza di anomalie, crepe e ostruzioni. Come detto in precedenza non va dimenticata la manutenzione e pulizia ordinaria, altrettanto importante. Giornalmente andrà pulito il braciere, svuotato il cassetto delle cenere e pulito il vetro ceramico - solo quando completamente freddo - con carta inumidita passata nella cenere.

Prendetevi cura della vostra stufa a pellet, le allungherete la vita e vi garantirete delle performance sempre eccellenti!

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