Bella e a impatto zero: è in Svizzera, la prima casa autosufficiente

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La Costa Rica è la prima Nazione al mondo ad aver raggiunto l’obiettivo massimo: il 100% di energia rinnovabile. Nel 2017, per il terzo anno consecutivo, sono stati più di trecento i giorni in cui questo Paese del centro America ha sfruttato solamente fonti solari, eoliche e geotermiche per il suo sostentamento energetico. Sarà per questo che è considerato uno dei luoghi più felici del pianeta? Chissà.

È certo però che se la felicità si misurasse in termini di rispetto del pianeta e riduzione di sprechi, probabilmente al di qua dell’Oceano non ci potremmo dire altrettanto soddisfatti. I numeri parlano di una trasformazione del sistema energetico in atto, ma con ritmi molto più lenti: l’obiettivo comune dell’Ue è di raggiungere entro il 2020 appena il 20% di rinnovabili nel consumo finale di energia. Una quota che l’Italia, tra l’altro, ha già raggiunto e che secondo alcuni è necessario e doveroso ritoccare in rialzo.

Ma mentre nelle stanze dei bottoni si elucubra di percentuali e normative, qualcuno proprio nella nostra Europa sta già facendo passi da gigante, e mostra la via del futuro. Che nel caso di Brütten, una località nella campagna di Zurigo, a dir la verità è già presente. Nella casa realizzata in Unterdorfstrasse dagli esperti della Umwelt Arena, infatti, la bolletta dell’elettricità e quella del riscaldamento non arrivano. Perché la palazzina, abitata da nove nuclei familiari con contratto di affitto, è di per sé autosufficiente. Nessun collegamento alla rete elettrica, nessuno tipo di sfruttamento del combustibile fossile. È la prima casa multifamiliare al mondo energeticamente autonoma, ed è anche bellissima.
Questo gioiello dell’architettura ecologica ha infatti anche un altro grande pregio, quello di smentire chi sostiene che all’installazione di impianti che sfruttano energie di fonti rinnovabili non possa essere associato il concetto di bellezza. Le immagini che pubblichiamo, a nostro parere, parlano da sole: la casa trasuda eleganza, nonostante il tetto sia costituito da pannelli solari e anche le facciate siano costituite da lastre dotate di sensori, che producono un effetto-legno esteticamente più che raffinato. Così equipaggiata, alla casa in una giornata estiva basta una sola ora di irradiazione per soddisfare il bisogno energetico di tutti gli appartamenti per 24 ore.
Naturalmente il merito non è solo dei pannelli solari o degli apparecchi a basso consumo e ad alta efficienza energetica scelti per arredare – non è prevista, tra l’altro, alcuna rinuncia al comfort – ma anche della capacità di stoccaggio dell’energia in capo a una sorta di ‘centrale elettrica’ posta nel piano interrato. Un impianto che comprende una batteria a medio-termine che consente di avere un’autonomia di due-tre giorni, e una seconda batteria a idrogeno per il periodo invernale che immagazzina energia fino a trenta giorni.

Uno degli aspetti che ci ha colpiti di più è il fatto che gli inquilini siano costantemente informati, attraverso un tablet affisso alla parete, riguardo al consumo energetico della loro abitazione: questa semplice componente non permette solo di controllare l’impianto e eventualmente di correggere il tiro diminuendo, laddove possibile, il consumo di energia, ma crea consapevolezza in ciascun abitante della casa e lo sensibilizza quindi verso un ‘abitare’ intelligente dei suoi spazi. 

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