La casa del futuro è stampata in 3D

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Dalla caverna alla stampante. L'evoluzione dell'abitare umano continua a riservare sorprese che, con il supporto della tecnologia, cercano di adeguare l'"oggetto casa" alle sempre più complesse esigenze o emergenze del mondo contemporaneo. In un'epoca di migrazioni di massa, di povertà vecchie e nuove, di città sovraffollate, l'ingegno di scienziati, imprenditori e architetti offre soluzioni che possono garantire il bene prezioso di una casa in un intelligente mix di spazio, tempo e sostenibilità, sia di costi che ambientale.

Un ingegno vulcanico, è proprio il caso di dirlo. Si chiama, infatti, Vulcan la stampante in 3D utilizzata da Icon, una startup americana di Austin, per realizzare una casa stampata in 3D per il futuro. Basterebbe questa notizia per un applauso. Ma c'è di più: la casa stampata può essere realizzata in un tempo tra le 12 e le 24 ore.

Risultato? Un'abitazione dalle dimensioni variabili tra i 55 e i 75 metri quadrati, dotata di due camere, una cucina, un bagno. Tetto escluso, perché non stampato ma costruito a parte. La tecnica di costruzione somiglia a quella tradizionale in mattoni: un livello dopo l'altro. Il tutto secondo le norme standard dell' International Building Code e utilizzando materiali facilmente reperibili. Con la possibilità di distribuire geograficamente questa innovazione, perché Vulcan è anche trasportabile su camion.

Per la tipologia stessa di progettazione della stampante, basta modificare la tavolozza di disegno qualora si vogliano apportare modifiche al progetto iniziale. Versatilità, dunque, e riduzione netta degli sprechi economici e di tempo. Gli ideatori annunciano addirittura che la tecnologia in 3D applicata all'edilizia potrà migliorare dieci volte di più la costruzione delle abitazioni.

La casa stampata, intanto, è sottoposta a controlli per monitorare la qualità dell'aria e valutare l'abitabilità. Con un progetto di forte riduzione dei costi che, partendo da un prezzo iniziale di 10.000 dollari, mira a non superare i 4000 dollari. Più conveniente di una abitazione media e convenzionale americana.

L'attenzione alle esigenze del mondo contemporaneo si avverte anche nella scelta di El Salvador, paese dove la povertà è ai massimi livelli, per la costruzione delle prime cento case stampate che, secondo i piani della startup, dovrebbero essere realizzate il prossimo anno, in collaborazione con New Story, un'associazione no profit che intende affrontare le emergenze abitative della comunità con il potere rivoluzionario della tecnologia 3D.

Ci si dovrà forse accontentare a livello di estetica e di personalizzazione? Jason Ballard, co-fondatore di Icon, sostiene il contrario: " La stampa in 3D offre possibilità quasi illimitate di design.”

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