Rinnovabilità e sostenibilità delle materie prime

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Ci siamo lasciati con un accenno al ruolo che le aziende hanno nella questione ambientale riferita alla produzione degli imballaggi per i loro prodotti, con particolare riferimento alla scelta delle materie prime coinvolte nel processo. Si parla molto di materie prime rinnovabili, riciclabili, sostenibili. Ma cosa vogliono dire davvero questi termini? Esistono materiali realmente sostenibili?
Il primo e significativo passo che tutte le imprese devono fare, dunque, è quello scegliere ed utilizzare materie prime rinnovabili per la produzione dei loro packaging. Ad oggi, le materie prime rinnovabili maggiormente utilizzate dalle aziende per la produzione di imballaggi destinati al consumatore finale sono quelle a base cellulosica. La cellulosa è un composto organico molto diffuso in natura, perché trama di sostegno dei tessuti vegetali come cotone, legno e paglia; è utilizzata per numerosi tipi di produzione, primi tra tutti carta e cartone. 

Proprio la carta risulta essere il materiale più utilizzato per la produzione del packaging dalle imprese più responsabili in termini di sostenibilità ambientale. É stato, infatti, dimostrato che confezioni realizzate a base cellulosica, rinnovabili e ricavate da foreste gestite in modo responsabile, presentano livelli di emissione di CO2 di gran lunga inferiori rispetto ad altre prodotte interamente con materiali derivanti da fonti fossili o minerali. La cellulosa è in grado di riformarsi in tempi tendenzialmente brevi e, se il suo sfruttamento viene gestito in maniera responsabile, non danneggia né noi né l’ambiente.
Considerando l’altissimo impatto ambientale della produzione di plastica e altri derivati del petrolio, si comprende quanto sia importante ridurne lo spreco. È per questo che, ad esempio, moltissimi supermercati e negozi hanno sostituito le tradizionali shopper in plastica con sacchetti biodegradabili o di carta e moltissime aziende si stanno muovendo verso packaging interamente a base cellulosica. La strada è quella giusta, ora non rimane che percorrerla tutti insieme.
Sappiamo inoltre che la carta è un materiale riciclabile ed è possibile utilizzarla per la produzione di nuovi imballaggi a base cellulosica più volte, un concreto esempio di economia circolare.

Inoltre, se è vero che la cellulosa utilizzata per la produzione della carta è contenuta negli alberi e che per estrarla è necessario tagliarli, non è necessariamente vero che questo passaggio debba danneggiare il pianeta. La produzione di carta è infatti sostenibile quando la cellulosa proviene da foreste certificate e gestite responsabilmente.
A questo scopo è nato il sistema di certificazione FSC® - Forest Stewardship Council®, che ha la finalità di garantire la produzione di cellulosa da legno certificato e la ripiantumazione delle aree soggette a taglio,  contrastando la deforestazione illegale e la perdita della biodiversità. Per comprendere il grado di urgenza di quest’ultimo enorme problema, basti pensare che ogni anno quasi 8 mila chilometri quadrati di foresta tropicale vengono abbattuti illegalmente. È di fondamentale importanza salvaguardare i polmoni del nostro pianeta, che assorbono CO2 e rilasciano ossigeno, compensando solo in parte il danno causato dall’uomo. 

In chiusura  vi lasciamo un paio di dati molto interessanti su cui riflettere: per ogni kg di carta certificata FSC® si evita l’emissione di 1,2 kg di CO2 rispetto alla materia prima non certificata; in Italia, sono oltre 4 miliardi le confezioni Tetra Pak certificate FSC®.

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