Renzi: "Abolita la tassa sulla prima casa nel 2016"

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Una volta abolita la tassa sulla prima casa, si stima che ne benificeranno 8 famiglie italiane su 10: questa la proporzione nel nostro Paese tra proprietari di una casa e affittuari.

Le promesse di Renzi sono pesanti, e tante sono le polemiche riguardanti il "funerale" delle tasse sulla prima casa previsto per il 16 dicembre 2015

Se volete capire cosa vi aspetta e cosa davvero cambierà, qui di seguito vi propongo un analisi dei passaggi più importanti di questa nuova riforma.foto: Renzi "abolita tassa prima casa"

Abolizione della Tasi prima casa: ecco quanto si risparmierà

La CGIA di Mestre ha stabilito che il risparmio derivante dall'abolizione della Tasi prima casa, dovrebbe portare ad un risparmio medio per famiglia che si aggira sui 204 euro all'anno.

Semmai il Governo dovesse decidere di porre uno stop anche all'Imu prima casa, il risparmio si allargherebbe notevolmente, arrivando intorno ai 2.000 euro in media per i più ricchi.

La vera soluzione potrebbe però nascondersi dietro alle autorizzazioni e catasto; con un valore catastale di ben lunga inferiore al valore reale, una casa in periferia può arrivare a costare anche molto di più di un maxi loft in centro; per non parlare poi delle differenze tra città, paesi e regioni.

Bisognerebbe dunque fare in modo che il valore catastale si avvicini a quello reale, ma la proposta, frutto di un ricalcolo durato 5 anni, è finita soffocata nel mare dell'oblio, una volta giunta a Palazzo Chigi.

foto: costi della tasi

Il futuro della tassa sulla prima casa, l'imposta più remunerativa per i Comuni

Abolita la tassa sulla prima casa già dal 2016, il futuro dell'imposta più remunerativa per i Comuni è incerto. Nonostante il Premier rassicuri che non ci sarà nessun taglio per i Comuni, la domanda che tutti si fanno rimane: "ma dove troveranno i soldi?".

Prima della riforma del 2015 il calcolo tasse acquisto prima casa era infatti piuttosto semplice, bastava:

- prendere la base imponibile (costituita dalla rendita catastale dell'immobile) rivalutata del 5%

- moltiplicare il risultato ottenuto per il coefficiente (160 è quello relativo alle abitazioni)

- applicare l'aliquota predeterminata in base a ogni Comune, per ciascun appartamento o casa.

Per circa 6.000 Comuni, l'acconto per il 2014 ha avuto come scadenza il 16 ottobre dello stesso anno, mentre per i Comuni che non avevano deliberato l'imposta, la scadenza della prima rata fu stabilita in concomitanza con il saldo.

Dal 2015, anche i termini di pagamento sono cambiati. Una volta scaduto il limite per la presentazione del versamento (16 giugno 2015), ecco entrare in gioco il cosiddetto ravvedimento operoso.

Grazie a questa manovra, la rata dovuta può essere pagata presentando in banca il modello F24 o il bollettino apposito in posta fino a giugno 2016; a quel punto, il calcolo tasse acquisto prima casa dovrà includere anche le sanzioni e gli interessi, da valutare a partire dal giorno successivo alla scadenza (incluso il giorno di effettivo pagamento).

Il saldo delle tasse sulla prima casa è stabilito per il 16 dicembre 2015; fino ad allora, il calcolo tasse sulla prima casa potrebbe dover essere ri-determinato nel caso in cui il Comune abbia deliberato nuove aliquote. Se così fosse, applicatele e sottraete quanto già versato al 30 giugno: sarà il vostro ultimo versamento dell'imposta sugli immobili.

L'iniziativa di Renzi, di abolire la tassa sulla prima casa, però non piace a molti. Dopo il no dell'Unione Europea, sono arrivate anche le polemiche da parte degli esperti del settore: l'Associazione degli Artigiani e delle Piccole Imprese teme una pericolosa mancanza di liquidi; se tutte le tasse sulla prima casa verranno azzerate, l'Italia potrebbe arrivare a perdere svariati miliardi di euro.

Anche il Presidente della commissione Ambiente è titubante a riguardo e spera in una soluzione ben più significativa, come ad esempio quella relativa alle certificazioni energetiche e all'ecobonus,.

Dopo l'ultima sfuriata del Premier, la Commissione Europea replica da Bruxelles che l'opinione dell'Unione sarà definitiva una volta ricevuta la bozza italiana di bilancio per il nuovo anno; si attende dunque la metà di ottobre, quando la nuova Legge di Stabilità sarà in grado di comunicare tutti i dettagli relativi alla copertura del vuoto lasciato dal taglio delle tasse acquisto prima casa.foto:tassa acquisto prima casa

Come e dove si paga la Tasi sulla prima casa

Dopo tutte queste riforme il "come e dove si paga la Tasi sulla prima casa" è un dubbio ormai all'ordine del giorno in certi periodi dell'anno.

Finché non verrà abolita, la Tasi prima casa potrà essere pagata utilizzando il modulo F24 o F24 semplificato.

Nel caso in cui si stesse effettuando il ravvedimento operoso, basterà barrare la casella con la dicitura 'Ravv.' e indicare nel rigo dell'imposta il valore risultato dalla somma della sanzione più gli interessi.

Lo spazio che resta dovrà essere compilato con una barra alla casella 'acc.' ad indicare che si sta versando l'acconto, o una barra sulle caselle 'acc.' e 'saldo' nel caso in cui si preferisca pagare in un'unica soluzione.

Per il versamento delle tasse sulla prima casa e relative pertinenze, sarà necessario utilizzare il codice 3958, mentre secondo l'Agenzia delle Entrate, la Tasi sui fabbricati necessita del codice 3961 per essere identificata.

La Tasi prima casa può anche essere versata in Posta, utilizzando l'apposito bollettino. Il numero di conto corrente è 1017381649, e vale per tutti i Comuni.

Anche in questo caso, dovrete indicare:

- il codice catastale riguardante l'immobile; 

- l'anno per cui si sta effettuando il versamento;

- il numero di fabbricati di riferimento;

- la tipologia (se abitazione principale, se costruzione di tipo rurale, se terreno o altro);

- se il bollettino serve per il pagamento dell'acconto, del saldo o del pagamento in un'unica rata (anche qui bisognerà barrare entrambe le caselle);

-  se si sta effettuando il ravvedimento operoso.foto: tasse prima casa

Gli effetti dell'abolizione tassa prima casa

Il centro studi Nomisma dichiara scetticismo sui reali benefici che l'abolizione tassa prima casa 2016 avrà sul mercato immobiliare.

Si pensa infatti che nel primo anno di abolizione, i segnali di ripresa potrebbero aggirarsi nell'ordine dello 0,11% del PIL, e rimanere comunque fermi ad una percentuale inferiore all'1% anche nei 10 anni successivi.

E non è finita qui, perché secondo uno studio pubblicato su lavoce.info, quando nel 2012 l'Imu venne reintrodotta, il PIL scese: dello 0,11%. 

Ora al Premier Renzi non resta che decidere come rientrare nei parametri di Maastricht senza gravare sul debito, e capire come portare avanti il Paese senza poter più contare sui 3,4 miliardi delle tasse sulla prima casa.foto: vignetta tasse

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