Il mondo radiotelevisivo di Anna Bisogno

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Con Anna Bisogno non si cambia canale. Versatile, giocosa, intelligentemente arguta e autoironica - spopola sui social con i suoi personali e spiritosi hashtag, gli aforismi divertenti, le riflessioni esistenzial-romantiche e le canzoni a chitarra - la brillante docente in Storia e linguaggi della radio e della televisione presso l'Università di Roma Tre, autrice di varie pubblicazioni in tema e recentemente riconfermata al timone dell'ufficio stampa di Casa Sanremo, è un esempio di professionismo serio e appassionato che, in stile Fazland, fa del lavoro un capolavoro di entusiasmo e di crescita.

La sua scatola magica degli attrezzi è la televisione: <<C’è stato un momento preciso in cui tra me e quella scatola magica si è instaurato un mutuo rapporto, facendomi abbandonare l’idea di fare da grande l’architetto. Avevo 8 anni e mi prese la storia di un bambino di 6. Fui rapita dalle urla della madre e da un gran trambusto che mi inquietò e incuriosì allo stesso tempo. Si trattava di Alfredino Rampi che cadde in un pozzo artesiano situato lungo la via di Vermicino, in una piccola frazione di Frascati . Era il 1981. Fu nei giorni di quella cronaca così drammatica che in me si innescò il desiderio di risalire alle radici di quel racconto e di tanti altri racconti che hanno segnato il nostro Paese attraverso i suoi programmi. Oggi quel desiderio è uno studio continuo che mette insieme storiografia televisiva e cultura visuale. Dietro questi due termini apparentemente complicati c’è l’Italia e la sua rappresentazione.>>

Racconti, storie e Storia. Il mondo radiotelevisivo non è solo ascolto e visione, ma anche rivelazione: <<La radio come la televisione segue il flusso della storia e dunque ne riflette le evoluzioni e le stasi, gli inciampi ma anche le accelerate come in un costante gioco di specchi.>> Un flusso e una Rete: come si giocano il futuro, i due più tradizionali mezzi di comunicazione, di fronte alla ricca, trasversale e inesauribile offerta del Web? <<La radio, attraverso la sua connaturata flessibilità, ha saputo accogliere la sfida del web trasformandola in una grande opportunità, si veda il fenomeno delle web radio. La televisione, soprattutto nel nostro Paese, sconta ritardi maggiori. Lo stesso passaggio dall’analogico al digitale non può definirsi perfettamente compiuto. L’unico errore che bisogna evitare è quello di mettere in contrapposizione i media. L’era della convergenza in cui viviamo ci dimostra quotidianamente quanto sia virtuosa l’osmosi dei contenuti. Il web fornisce nuova linfa ai palinsesti e alle risorse artistiche (gli youtuber, ad esempio) e la televisione fornisce al web i suoi prodotti.>>

Cosa salvare e cosa eliminare, dunque, tra i prodotti dell'attuale cultura e programmazione radiotelevisiva? <<Eviterei di programmare tutto ciò che sia finalizzato all’idea di un telespettatore sprovveduto. Salverei e rafforzerei invece tutto ciò che non esaspera il trash, che recupera dal passato senza operazioni nostalgiche e che recuperi anche una certa cultura dell’informazione e dello spettacolo.>> Il televisore e i suoi incantesimi in formato rettangolo. Protagonisti di pomeriggi e serate di questi giorni di Feste. Che cosa guarderà Anna Bisogno? <<Non è Natale senza “Love actually” e i suoi cartelli d’amore e senza “La carica dei 101”.>>

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