Addio agli Studi di Settore: arrivano gli ISA.

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Si chiamano Indici Sintetici di Affidabilità e nel giro di tre anni hanno il compito di mandare in pensione gli Studi di Settore. Gli ISA consentiranno in breve tempo a circa 4 milioni di Partite Iva di avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali.

Cosa sono gli Studi di Settore
I nuovi ISA, di cui più avanti parleremo in modo approfondito, vanno a sostituire gli Studi di Settore, introdotti nel 1993 con lo scopo di fornire al Fisco uno strumento di accertamento fiscale che produca parametri utili a ricostruire il reddito di liberi professionisti ed imprese. Lo scopo è quello di far emergere l’evasione fiscale, smascherando tutti coloro che dichiarano redditi che risultano dubbi per il tipo di attività svolta. Gli studi di settore vanno quindi a raccogliere un’ampia base di dati economici e contabili che permettono di verificare le capacità reddituali di professionisti ed aziende. Sono suddivisi in quattro aree a cui corrispondono i diversi settori dell’economia italiana:

  • servizi;
  • commercio;
  • manifattura;
  • professionisti.

Questi Studi dividono le imprese in gruppi omogenei tenendo conto di tutta una serie di fattori come l’organizzazione, l’area di mercato e il tipo di clientela. Con questo meccanismo è possibile ricavare una relazione matematica tra caratteristiche dell’attività e presunto livello di ricavi. I lavoratori autonomi coinvolti sono obbligati a presentare, contestualmente alla dichiarazione dei redditi, un modello contenente una serie di dati contabili utili proprio ad effettuare i calcoli.

Imprese e professionisti, inoltre, sono tenuti a obblighi ben precisi:

  • identificare il proprio cluster di appartenenza;
  • indicare se i ricavi dichiarati sono «congrui», ovvero se rientrano nel cosiddetto «intervallo di confidenza parametrale»;
  • individuare la «coerenza», ovvero l’appartenenza degli indicatori economici rilevati al range di valori assunti come normali per il cluster a cui l’impresa appartiene.

Se l’Agenzia delle Entrate dovesse riscontrare delle incongruenze tra i dati dichiarati e quelli derivanti dagli studi di settore verrà attivato il contraddittorio obbligatorio per il contribuente. L’Agenzia non può procedere automaticamente ai controlli basandosi esclusivamente sul confronto dei dati, deve prima dare alle imprese la possibilità di spiegare la loro situazione.

Gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)
Circa 1,4 milioni di lavoratori autonomi, già da quest’anno, riceveranno delle pagelle relative alla loro affidabilità fiscale con voti da 1 a 10: questo grazie agli ISA. I nuovi Indici Sintetici di Affidabilità si pongono l’obiettivo di incentivare il dialogo tra i contribuenti ed il Fisco favorendo l’adempimento spontaneo da parte di imprese e professionisti, al fine di migliorare la loro affidabilità fiscale. La metodologia è completamente rinnovata: si valuterà tutta la storia del contribuente e non si farà più affidamento su presunti ricavi e compensi. L’Agenzia delle Entrate metterà a confronto non solo i redditi e i compensi ma anche valore aggiunto, reddito per addetto, durata delle scorte, rimanenze finali e giornate retribuite attingendo dalle banche dati dell’Anagrafe Tributaria, dell’Inps e dell’Inail. In presenza di anomalie i voti saranno negativi, mentre coloro che si dimostrano affidabili riceveranno, oltre ad alti punteggi, anche dei benefici:

  • esclusione degli accertamenti di tipo analitico – presuntivo;
  • applicazione limitata degli accertamenti basati sulla determinazione sintetica del reddito;
  • riduzione dei termini per l’accertamento;
  • esonero (entro i limiti previsti) dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta;
  • esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non eccedente i 50mila euro.

Più il comportamento fiscale sarà corretto, più il voto salirà, evitando controlli e verifiche spiacevoli per tutti.

I destinatari
Si amplia la platea dei professionisti che saranno giudicati attraverso gli ISA. Tra questi anche disegnatori grafici, geometri, studi legali, stabilimenti balneari, ristoranti ed altre professioni ad alto rischio di evasione fiscale. Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, sottolinea che nel giro di qualche anno gli ISA permetteranno a 4 milioni di partite Iva di avere un riscontro trasparente sul loro comportamento fiscale, il tutto per mezzo di una rinnovata metodologia statistico-economica che stabilirà il loro grado di affidabilità. Gli indicatori si basano sulla plausibilità dei ricavi, del valore aggiunto e del reddito, sull’affidabilità dei dati dichiarati e sulle cosiddette anomalie economiche. Dalla media di tutti questi indici scaturirà il famoso punteggio da 1 a 10. Rispetto agli Studi di Settore il campione di imprese sul quale calcolare gli indici è basato su quelle presenti in banca dati dal 2008 al 2015. Guardando a questo arco temporale si potranno così rottamare i correttivi congiunturali che venivano applicati a posteriori agli Studi, causando non pochi problemi.

Cosa cambia
Fino ad oggi se un professionista presentava dei dati non in linea con quelli ottenuti con gli studi di settore scattavano immediatamente controlli di varia natura. Molto spesso tali incongruenze erano dovute alla crisi economica in corso, a difficoltà oggettive o soggettive e così via. Grazie agli ISA cambia la natura dello strumento, non più volto a scovare gli evasori ma a creare un dialogo trasparente tra imprese e Fisco. I professionisti potranno avere un immediato riscontro della propria condotta fiscale ed essere premiati qualora risultino affidabili.

Un passaggio graduale
Quello agli ISA sarà un passaggio lento e graduale. Per il momento si sta viaggiando su un doppio binario in cui gli Indici si affiancano ai vecchi Studi di Settore. Ad oggi sono stati approvati i primi 70 indicatori, una sorta di sperimentazione, nel 2018 sarà la volta dei restanti 80. Di questi primi 70 indici 29 sono riferiti al settore del commercio.
Tra le attività interessate:

  • esercizi non specializzati di computer e periferiche;
  • attrezzature per le telecomunicazioni;
  • elettronica di consumo audio e video;
  • elettrodomestici;
  • articoli sportivi;
  • giochi;
  • commercio all’ingrosso di mobili.

Sono invece 17 gli indici individuati per il comparto dei servizi, tra cui rientrano:

  • carrozzieri e meccanici;
  • parrucchieri e barbieri;
  • riparazione autoveicoli, motocicli e ciclomotori;
  • intermediari immobiliari;
  • ristorazione (ambulante e non);
  • villaggi turistici.

Per le manifatture gli indici individuati sono 15 e riguardano:

  • la fabbricazione di articoli da viaggio;
  • la fabbricazione, lavorazione e trasformazione del vetro;
  • calzature;
  • prodotti in gomma.  

I contribuenti non dovranno che aspettare l’applicazione degli ISA sui propri dati fiscali e se poi risulteranno affidabili potranno accedere ai benefici di cui abbiamo già detto.
Questo nuovo strumento, nelle intenzioni dell’Agenzia delle Entrate, ha lo scopo di far vivere più serenamente ad imprese e professionisti il rapporto con il Fisco, rendendolo semplice e trasparente: niente più carte da presentare, il giudizio si baserà sui dati che si presentano di volta in volta senza il bisogno di documenti aggiuntivi. 

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