Interconnessione e flessibilità sono i motori del futuro lavoro d'ufficio.

Immagine di anteprima per: La personalizzazione del lavoro negli uffici ecotecnologici

L' insostenibile pesantezza dell'alzarsi al mattino con destinazione ufficio sta per trasformarsi in una leggera, variegata, ariosa e sostenibile realtà. Se non bastano la passione, il senso del dovere, l'eventuale piacevolezza di arredi e colleghi a rendere meno noiose e claustrofobiche le otto o più ore quotidiane dedicate al lavoro d'ufficio, il futuro prossimo e premuroso sta per offrire soluzioni alternative, in un appetibile mix di tecnologia e natura. L'ufficio per il lavoratore digital-ecologico, infatti, sarà all'insegna della più sana defantozzizzazione. Forse non occorreva una ricerca realizzata ad Harvard per scoprire che un luogo di lavoro dotato di accurata ventilazione, illuminazione e temperatura all'insegna delle più conformi esigenze dell'Homo Laborans favorisce la concentrazione e la produttività, ma l'ufficializzazione accademica ha attirato l'attenzione su questa tematica che coinvolge anche l'ambiente. Appurato, dunque, che persino la presenza di piante d'arredamento in corridoi e stanze stimola l'efficienza dei dipendenti, l'ufficio sostenibile del futuro sarà sempre più ispirato agli "edifici viventi", quale il suggestivo Bosco Verticale di Milano, veri ecosistemi per ossigenare polmoni e idee. Non solo vegetazione: dal momento che i sistemi più efficienti sono quelli predisposti dalla natura, che non spreca risorse e le trasforma per riutilizzarle, l'imitazione e la complicità con la natura stessa sarà il nuovo trend che modificherà anche i sistemi di illuminazione. Dai già noti pannelli solari per alimentare gli edifici, come nel "The Edge" di Amsterdam, l'edificio più ecologico al mondo secondo la valutazione del Building reasearch establishment, alle architetture biodigitali alimentate da bioreattori, quali pannelli che contengono alghe in grado di svilupparsi in base alla quantità di luce che ricevono, adattandosi quindi alle esigenze stagionali. 

Verde, sole e pure pioggia: grazie allo sviluppo di soffitti e atrii inclinati, sarà possibile raccogliere l'acqua piovana, convogliarla in serbatoi e utilizzarla nei sistemi idraulici dell'edificio, per esempio per gli scarichi dei bagni, rendendo ecosostenibili persino le più o meno strategiche pause toilette.  In un ambiente così naturale, muteranno anche le dinamiche d'ufficio. Dalla grigia stanzialità al "nomadismo" dal nome intrigante: hot desking è la nuova tendenza che annulla la scrivania fissa e predispone scrivanie che possano essere utilizzate da tutti i dipendenti, in un viavai stimolante che può favorire confronti e scambi di idee con i colleghi incrociati, già ampiamente collaudato nei celebri uffici di Google e di Facebook. Utile per risparmiare milioni in uffici inutilizzati, è però una realtà più adatta ad aziende che dispongono di una forza lavoro mobile e non full time ma con orari flessibili. Tale salutare nomadismo sarà poi favorito da strumenti tecnologici orientativi quali app dei cellulari, Wearable (ovvero tecnologia indossata), cloud computing, che consentiranno di sapere quali siano le aree ufficio più tranquille in un dato momento, dove siano in corso delle riunioni o dove poter incontrare gruppi di colleghi con cui relazionarsi.

Per quanto riguarda la natura, solo il vento, fedele a se stesso, sfugge ancora ai risultati auspicati e sperimentati per ora con scarso successo, come nella Strata Tower di Londra, con le sue tre, esteticamente controverse turbine che ne coronano la cima. Ma sarà l'hi-tech digitale ad allungare il passo da gigante dei miracoli dell'innovazione. Le nanotecnologie stanno già sperimentando piccoli strumenti, dalle dimensioni di un orologio da polso, in grado di proiettare grandi immagini su muri o schermi. Lo scenario futuro d'ufficio, quindi, potrebbe prevedere piccolissimi computer proiettanti schermo e tastiera su qualsiasi superficie idonea. Più ardua la realizzazione e diffusione dei display olografici da tavolo e della stampa tridimensionale abbinata all'Internet delle cose, per la realizzazione di scrivanie e sedie personalizzate. Il mondo delle app, che ha già messo radici nelle nuove generazioni, riserverà ulteriori sorprese: nel The Edge, fucina di sperimentazioni, sono già predisposte app che consentono di predefinire o variare temperatura e illuminazione nella propria area di lavoro, ma anche di aprire armadietti o prenotare sale riunioni.

Interconnessione e flessibilità sono i motori del futuro lavoro d'ufficio. Gli uffici non scompariranno,sostengono gli esperti, ma si evolveranno in modo da personalizzare il più possibile le dinamiche lavorative e le esigenze dei dipendenti. Sino a realizzare il grande sogno di tutti coloro che si attardano nel rigiramento nel letto post sveglia: l'agenzia First Light PR ha creato - per un membro dello staff che non poteva più fare il pendolare per raggiungere gli uffici centrali della compagnia a Londra-  Jenkins Steel, un robot che funge da avatar per chi non si trovi in ufficio in un dato momento e che consente, anche a chilometri di distanza, di essere controllato e spostato nell'ambiente di lavoro dall'assente, per interagire con i colleghi grazie a un video bidirezionale in diretta. Adattarsi alla presenza ronzante di un robot avatar al tavolo di lavoro risulta strano solo all'inizio, sostiene il direttore Paul Gittins, ma ci si fa ben presto l'abitudine. Tutti pronti per l'avatar, dunque, e per la sostenibile innovazione del poter lavorare in ufficio pur rimanendo a casa.

Lascia il tuo commento
Fazland
entra in contatto con nuovi potenziali clienti
Su Fazland abbiamo più di 10.000 richieste ogni mese che aspettano il tuo preventivo e oltre 49.000 clienti iscritti. La registrazione è gratuita e non ci sono costi fissi. Cosa aspetti a provarlo?
Trova idee e ispirazione sul nostro blog.
Questo sito utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Se vuoi avere maggiori informazioni o negare il consenso all’utilizzo di uno o più cookie clicca qui. Premendo il tasto Accetto acconsenti all’uso dei cookie.
Accetto