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Come ottenere detrazioni fiscali per la ristrutturazione casa nel 2016

Immagine di anteprima per: Ristrutturazione Casa (normative e detrazioni)

Lo stato italiano ha introdotto una specifica normativa che prevede una serie di detrazioni fiscali per la ristrutturazione della casa, che si traduce in una detrazione IRPEF in relazione alle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Foto: Attrezzi da lavoro in una cassetta di legno

Nello specifico, il T.U. delle imposte dirette 917/1986 prevede la detrazione delle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica. Poi, a seguire, sono stati pubblicati altri Decreti legge, come il n. 83/2012 in materia di detrazioni per interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica e il n. 63/2013 sulla proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e acquisto di mobili.

Vediamo nel dettaglio a chi spettano le detrazioni e l'IVA agevolata per le ristrutturazioni edilizie eseguite nel 2016, in quale misura, quali sono i tipi di ristrutturazioni interessate alla detrazione fiscale e come fare per ottenerla.

A chi spetta la detrazione fiscale per la ristrutturazione della casa nel 2015?

I soggetti che possono beneficiare degli incentivi per le ristrutturazioni edilizie sono, oltre al proprietario o al nudo proprietario, il titolare di un diritto reale di godimento, cioè colui che ne ha l'usufrutto, il diritto d'uso, di abitazione o di superficie. Le detrazioni spettano, inoltre, al comodatario e all'inquilino nonché al familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile, intendendo per familiare il coniuge, un parente entro il terzo grado o affine entro il secondo grado. 

Affinché il familiare del proprietario dell'immobile abbia diritto alla detrazione fiscale occorre che abbia sostenuto personalmente tutte le spese e che le fatture e i bonifici conseguenti il preventivo per la ristrutturazione della casa siano intestati a lui.

Le condizioni di comodatario o convivente devono sussistere nel momento in cui viene inviata idonea comunicazione di inizio lavori.

La detrazione, inoltre, spetta anche a soci di società semplici e soci di cooperative divise o indivise.

Infine, la legge prevede che, nel caso in cui i lavori vengano eseguiti in proprio, le detrazioni spettano limitatamente per le spese sostenute per l'acquisto dei materiali.

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In che misura spetta la detrazione fiscale per la ristrutturazione della casa?

Con il T.U 917/86 delle imposte sui redditi, chi sostiene spese di ristrutturazione della propria casa beneficia di una detrazione IRPEF pari al 36% delle spese sostenute, per un tetto massimo di spesa pari a 48.000 euro per unità immobiliare.

La detrazione pari al 36% è stata resa permanente dal D.L. 201/2011.

La detrazione del 36% è stata poi innalzata al 50% dal D.L. 83/2012 per tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia, con spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013 con mantenimento della spesa massima detraibile fissata a 96.000 euro.

Infine, con la Legge di Stabilità del 2016 le agevolazioni fiscali sono state prorogate fino al 31 dicembre del 2015.

Con la stessa legge è stato prorogato il bonus mobili 2016, ovvero la detrazione fiscale al 65% per le spese sostenute per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici con classe energetica A+ relativa agli immobili interessati dalla ristrutturazione edilizia. È importante ricordarsi che sono detraibili le sole spese debitamente documentate.

La detrazione fiscale per la ristrutturazione di casa è del 50% per le spese sostenute in materia di interventi antisismici. Anche in questo caso le spese da portare in detrazione incontrano il limite massimo di 96.000 euro.

Ultima cosa da ricordare che attiene alle somme da portare in detrazione, e che qualsiasi sia l'importo delle spese di ristrutturazione dell’edificio, la detrazione va calcolata su un ammontare non superiore a 10.000 euro e suddivisa in 10 quote annuali dello stesso importo.

Foto: Costruzione di un muro in miniatura

Lavori ai quali spettano le detrazioni fiscali per ristrutturazioni della casa nel 2016

Questo è senza dubbio uno dei campi più significativi della legislazione relativa alle detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie nel 2016. Tra breve vedremo come non tutti i lavori eseguiti su un edificio possono dar luogo al diritto alla detrazione e in particolare ci riferiamo ai lavori eseguiti su singole unità abitative o lavori eseguiti su parti comuni di edifici condominiali. Ad esempio:

  • Per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali il D.P.R. 380/2001 prevede che si possono portare in detrazione le spese eseguite per interventi sia di manutenzione ordinaria, sia di manutenzione straordinaria, nonché per ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo eseguito su tutte le parti comuni;
  • Per le singole unità immobiliari residenziali, la detrazione fiscale riguarda le sole spese per la manutenzione straordinaria, per opere di restauro e risanamento conservativo, e per tutti i lavori di ristrutturazione edilizia. La detrazione fiscale si applica per tutte le categorie catastali, compresi quelli rurali con relative pertinenze;
  • Per gli interventi riguardanti gli immobili danneggiati da eventi calamitosi a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • Per gli interventi effettuati per realizzare posti auto pertinenziali e autorimesse. Possono usufruire della presente detrazione fiscale per ristrutturazioni anche coloro che costruiscono box auto o posti auto pertinenziali già realizzati, ma limitatamente alle somme spese per la loro realizzazione e debitamente documentati;
  • La detrazione fiscale per ristrutturazioni spetta anche per tutti gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche, come ad esempio installazione di ascensori o montacarichi. Inoltre, per tutti i soggetti affetti da gravi forme di handicap è concessa la detrazione per tutte le spese sostenute per favorire la mobilità interna o esterna dell'edificio con interventi diretti sugli immobili;
  • Sono ricomprese nelle spese soggette a detrazione anche quelle sostenute per prevenire atti illeciti da parte di terzi. In questo caso ci troviamo nell'ambito della sicurezza delle persone ma limitatamente a interventi diretti sull'immobile. In particolare, si tratta di montaggio di grate sulle finestre o sostituzione di quelle esistenti, montaggio di porte blindate, sostituzione, rafforzamento o installazione di cancelli o recinzioni murarie, montaggio di casseforti a muro, sostituzione di vetri con vetri antisfondamento, installazione di fotocamere collegate con centri di vigilanza, montaggio di tapparelle metalliche dotate di bloccaggio, sostituzione di serrature o apposizione di spioncini o catenacci;
  • Gli interventi finalizzati al risparmio energetico e in particolare all'installazione di impianti fotovoltaici. Per aver diritto alla detrazione è necessario che l'energia prodotta venga utilizzata per far fronte alle esigenze energetiche dell'immobile;
  • Interventi finalizzati all'adeguamento alle misure antisismiche con interventi diretti sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici strutturalmente collegati tra di loro. Si possono portare in detrazione anche tutte le spese sostenute per ottenere la documentazione necessaria per provare la sicurezza statica dell’edificio;
  • Infine, le stesse detrazioni IRPEF sono concesse a favore delle spese sostenute per lo smaltimento amianto e per tutte le opere destinate ad evitare infortuni domestici. Tra queste ultime ricordiamo l'installazione del corrimano e di apparecchi che rilevano fughe di gas o il montaggio di vetri anti-infortunio, nonché la sostituzione di tubi del gas e la sostituzione o riparazione di una presa difettosa. Come può notarsi, anche in questo caso le detrazioni spettano solo per interventi diretti sugli immobili.

Altre spese per cui è ammessa la detrazione fiscale

Fino ad ora abbiamo visto le spese sostenute per interventi diretti sugli immobili e che, come tali, danno diritto agli incentivi sulle ristrutturazioni edilizie previsti dalla legge. Tuttavia esistono anche una serie di spese che danno ugualmente diritto agli incentivi anche se non riguardano interventi sugli edifici. Tra questi ricordiamo:

  • spese per progettazione dei lavori e annesse spese per prestazioni professionali collegate
  • spese per l'acquisto dei materiali
  • spese per la messa in regola degli edifici e il rilascio di certificazione di conformità di impianti elettrici e a metano
  • spese sostenute per sopralluoghi e perizie
  • compenso corrisposto al professionista che attesta la conformità dei lavori alle attuali leggi vigenti in materia
  • I.V.A. (imposta sul valore aggiunto), imposta di bollo e diritti versati per concessioni, autorizzazioni e denuncia di inizio lavori
  • oneri di urbanizzazione.

Foto: Ragazza con banconote in mano

Adempimenti da eseguire 

Per ottenere la detrazione fiscale per la ristrutturazione di casa bisogna eseguire una serie di adempimenti atti a comprovare sia l'esecuzione dei lavori sia il pagamento delle spese.

A questo fine, per ottenere la detrazione, nella dichiarazione IRPEF si dovranno indicare i dati catastali che identificano l'immobile e le spese sostenute. Se a chiedere la detrazione non è il proprietario, il soggetto interessato dovrà indicare gli estremi dell'atto che ne costituiscono il titolo.

Questo è ciò che dovrà essere indicato ai fini IRPEF ma ci sono una serie di ulteriori documentazioni che occorre possedere ed esibire a richiesta dell'Agenzia delle Entrate, ovvero:

  • qualsiasi acquisto di materiale o pagamento di mano d'opera deve risultare la fatture o ricevute fiscali
  • ogni fattura o ricevuta dovrà essere intestata al soggetto beneficiario.

Nel caso di lavori eseguiti su parti comuni dell'edificio, la fattura dovrà essere intestata al condominio.

I pagamenti vanno fatti esclusivamente con bonifico bancario o postale da cui risulti nella causale il riferimento all'art.16 bis del Dpr 917/1986, ovvero la norma in materia di detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie.

Sempre dal bonifico deve risultare il codice fiscale del beneficiario della detrazione e beneficiario del pagamento. Per quest'ultimo al posto del codice fiscale può essere indicata la partita Iva.

Esistono naturalmente alle spese per le quali non è possibile usare il metodo del bonifico e per le quali è possibile usare altri metodi. Ricordiamo le spese sostenute per pagamento di bolli, diritti per concessioni o autorizzazioni, oneri di urbanizzazione e altro ancora.

Nel caso in cui, invece, a beneficiare della detrazione siano più soggetti, allora occorre indicare sul bonifico il codice fiscale di ognuno di loro.

Ulteriori documentazioni in possesso del contribuente sono il certificato di accatastamento o la domanda di accatastamento, nel caso in cui l'edificio non risulti ancora censito, le ricevute di pagamento delle imposte comunali (Imu), concessioni o autorizzazioni edilizie all'esecuzione dei lavori rilasciati dai competenti uffici tecnici comunali, oppure la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di inizio lavori, nel caso in cui la legislazione non preveda il rilascio di autorizzazioni o concessioni edilizie.

IVA agevolata per ristrutturazioni edilizie

Oltre alle detrazioni IRPEF, si ha diritto ad un'ulteriore iva agevolata per ristrutturazioni edilizie

Occorre, però, distinguere il caso in cui si eseguono lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria, dal caso in cui si eseguono lavori di ristrutturazione, risanamento conservativo o di restauro.

Il primo caso è quello dell’iva agevolata 10: per tutte le prestazioni di servizi eseguiti su edifici residenziali si applica un regime agevolato con Iva pari al 10%. Per la cessione dei beni, l'Iva si applica al 10% nel solo caso in cui la fornitura di materiale faccia parte integrante del contratto d'appalto.

Ciò significa che, nel caso in cui il committente acquisti direttamente il materiale necessario dal fornitore, l'Iva sarà quella ordinaria e non quella agevolata. 

Nel caso in cui l'appaltatore fornisca beni di valore significativo, invece, come infissi interni ed esterni, ascensori e montacarichi, caldaie, videocitofoni, sanitari e rubinetteria, impianti di condizionamento o di sicurezza, l'Iva si applica in misura agevolata solo in misura pari al lavoro della prestazione d'opera. Ovvero, se tra materiale e mano d'opera spendete 7.000 euro, di cui 4.000 euro in materiale e 3000 per prestazioni, l'Iva agevolata si applicherà solo per un importo pari a 3.000 euro.

Passando ai lavori eseguiti per risanamento conservativo, restauro o ristrutturazione, si applica sempre l'aliquota agevolata del 10%. 
Questo caso vale anche per l'acquisto di beni, tranne che per le materie prime e semilavorati. L'Iva agevolata, poi, si applica anche ai cosiddetti beni finiti, ovvero a quei beni che nonostante facciano parte integrante dell'edificio, conservano una loro individualità, come porte, infissi, sanitari, caldaie ecc.

A differenza di quanto visto prima, l'Iva agevolata si applica anche nel caso in cui ad acquistare sia lo stesso committente.

Per qualsiasi dubbio su quanto sopra riportato o per ulteriori chiarimenti potete consultare il sito dell'Agenzia delle Entrate alla voce Incentivi per le ristrutturazioni edilizie oppure, ancora più facile, farvi consigliare da una delle aziende edili esperte di Fazland che vi sapranno indicare di quali detrazioni fiscali per ristrutturazioni potrete usufruire a seconda dei lavori che volete svolgere.

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