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Firma anche tu la petizione #AddioAmianto lanciata da Wired su Change.org

Immagine di anteprima per: Firma anche tu la petizione #AddioAmianto lanciata da Wired su Change.org

Nonostante la produzione di amianto sia stata bandita dal 1992, oggi a 23 anni di distanza, uccide ancora otto italiani al giorno. Fazland ha deciso di firmare la petizione #AddioAmianto lanciata da Wired su Change.org perché è arrivato il momento di dire basta! Solo insieme possiamo agire per fermare gli effetti devastanti della fibra killer.

L’Italia è stata per decenni primo produttore e consumatore dell’amianto in Europa ed ora, anche se è illegale produrre amianto da 23 anni, ogni anno almeno 3000 italiani muoiono di mesotelioma pleurico e altre malattie asbesto-correlate. Un dato ancora più allarmante esposto dall’inchiesta di Wired è che il numero di vittime è in continuo aumento.

Molte delle ex fabbriche continuano a riversare amianto nell’ambiente circostante. Vi sono poi anche moltissimi edifici pubblici ad alta affluenza come le scuole sparsi sul territorio che sono stati costruiti con materiali misti all’amianto e non sono stati né bonificati, né chiusi al pubblico. L’amianto è quindi ancora diffusissimo sul nostro territorio ed il danno ambientale non è assolutamente contenuto.

“Questo tema ci sta particolarmente a cuore perché a Rubiera, un comune vicino a Reggio Emilia, dove ha sede Fazland, si trovava uno stabilimento Ethernit che provocò più di 60 morti.” - Vittorio Guarini CEO e co-fondatore di Fazland

Siamo felici di constatare che la battaglia per ottenere la giustizia per vittime di Rubiera continua a fare dei passi avanti, come si può leggere in una notizia pubblicata sulla Gazzetta di Reggio

Non dimentichiamo tuttavia che di cause per danni da amianto ce ne sono molte altre ancora, basti pensare al caso Cavagnolo,Casale Monferrato e Broni, un piccolo comune con il tasso di mortalità più alto di tutta l’Italia. Testimonianza che gli effetti disastrosi continuano a farsi sentire.

Purtroppo ad oggi i cittadini ancora non possono accedere a informazioni certi sull’esposizione residenziale all’amianto. Spesso manca una trasparenza nella pubblicazione dei dati, come dimostra il caso dello stabilimento Fibronit a Bari. Le bonifiche sono al palo e le vittime continuano ad aumentare. A 23 anni dalla legge 257/1992 manca ancora un piano concreto per il controllo dei costi sociali ed ambientali.

Per noi di Fazland è fondamentale affrontare il problema dell’amianto in Italia, infatti da tempo offriamo tra i nostri servizi anche lo smaltimento amianto ed ora abbiamo deciso di appoggiare la petizione #AddioAmianto lanciata da Wired su Change.org. Vi invitiamo a fare altrettanto per esortare il premier Matteo Renzi e il Ministro Galletti ad adottare entro il 2015 delle misure concrete per aumentare il grado di trasparenza sull’amianto. Insieme possiamo fare la differenza e fare un passo avanti verso la bonifica completa delle zone colpite!

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