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Partita Iva, tutto sul nuovo regime dei minimi dal 1° gennaio 2016

Immagine di anteprima per: Partita Iva, tutto sul nuovo regime dei minimi dal 1° gennaio 2016

Dall'inizio del prossimo anno saranno numerose le novità introdotte dalla Legge di Stabilità. Come è stato preannunciato da Maurizio Del Conte, consigliere giuridico di Palazzo Chigi, il cambiamento più significativo riguarda la Partita Iva e il nuovo regime dei minimi che dal 1° gennaio 2016 entrerà ufficialmente in vigore.

La Camera dei Deputati nelle scorse settimane ha approvato una risoluzione tramite la quale il governo interverrà in maniera attiva sul regime di tassazione. Con la Legge di Stabilità 2016, come detto, il regime forfettario sarà inglobato dal vecchio regime dei minimi.

I punti più importanti riguardanti la nuova tassazione per la Partita Iva dal prossimo anno riguarderanno le agevolazioni fiscali e l'aliquota dell'imposta sostitutiva.

In particolare, verrà innalzata la soglia dei ricavi da non superare per godere delle agevolazioni fiscali, e sarà portata a 30mila euro: il parametro sarà lo stesso in vigore in precedenza, ed esattamente il doppio rispetto a quello che il regime forfettario prevedeva.

Per quel che concerne l'aliquota dell'imposta sostitutiva, invece, per i primi cinque anni sarà al 5%, mentre - una volta trascorso questo periodo - aumenterà fino al 15%, proprio come prevede la normativa attuale relativa al regime forfettario.

Partita Iva regime dei minimi prima e dopo il 1° gennaio 2016

Per capire meglio cosa prevede il nuovo regime dei minimi in vigore dal 1° gennaio 2016 può esservi utile paragonarlo a quello attualmente in vigore.

Per chi decide di aprire la Partita Iva con regime dei minimi entro il 31 dicembre del 2015, il regime dei minimi applicato sarà quello della normativa del 2011.

Le condizioni più importanti da tenere a mente sono il tetto di ricavi di 30mila euro da non superare per usufruire delle agevolazioni fiscali, la tassazione al 5% e la durata massima di cinque anni. Nel caso in cui il contribuente non abbia compiuto ancora 35 anni alla fine del quinto anno, la durata viene estesa fino al raggiungimento di tale età.

In sostanza, la Legge di Stabilità darà vita a un regime unico agevolato destinato a chi vorrà aprire Partita Iva dal prossimo anno, la cui base normativa sarà costituita dal regime forfettario modificato e adattato in funzione dei parametri già previsti in passato per il regime dei minimi.

foto: Partita Iva, tutto sul nuovo regime dei minimi dal 1 gennaio 2016

I costi Partita Iva regime dei minimi e tassazione

Entrando nello specifico dei costi Partita Iva per il regime dei minimi, il regime forfettario che è stato introdotto attraverso la Legge di Stabilità dell'anno scorso si basa su un regime di tassazione con imposta sostitutiva del 15%.

Questa percentuale deve essere applicata all'importo che deriva dal prodotto tra il coefficiente di redditività e il fatturato che è stato realizzato, tenendo conto del fatto che il coefficiente di redditività cambia a seconda del codice Ateco di attività con cui è stata aperta la partita Iva.

Sul piano previdenziale, e per ciò che riguarda la verifica della partita Iva, il regime forfettario presuppone che i rapporti INPS per il calcolo dei contributi siano in funzione del reddito determinato in base ai parametri fiscali a forfait: questo vuol dire che il cosiddetto minimale contributivo non può essere applicato ai soggetti che risultano iscritti alla gestione artigiani e commercianti.

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Chi può accedere alla Partita Iva regime dei minimi e forfettario

L'aspetto più interessante derivante da questa novità riguarda chi può accedere alla Partita Iva nel nuovo regime dei minimi, ma anche dell'aumento della soglia dei compensi e dei ricavi che permettono di accedere al regime.

Hanno la possibilità di usufruirne, infatti, tutti gli esercenti di un'attività di impresa, tutte le persone fisiche, tutti i contribuenti, tutti gli esercenti una professione o tutti gli artisti che ricevono compensi o ricavi - eventualmente ragguagliati ad anno - che non superano i limiti specifici indicati dal codice Ateco 2007 che differenzia l'attività che si svolge.

Per quel che riguarda, per esempio, le attività sanitarie, le attività professionali, le attività scientifiche, le attività assicurative, le attività tecniche, le attività finanziarie e le attività relative all'istruzione, a partire dal prossimo anno coloro che prevedono di conseguire o hanno conseguito un volume di compensi o di ricavi fino a 30mila euro potranno entrare a far parte del regime forfettario o permanervi, ovviamente a patto che siano rispettati anche tutti gli altri requisiti (la soglia prevista inizialmente era di 15mila euro).

Un altro requisito necessario per l'accesso al regime forfettario riguarda i redditi che vengono conseguiti nell'attività della professione, dell'arte o dell'impresa, che devono essere prevalenti rispetto allo stipendio che viene percepito per lavoro dipendente e assimilati.

Questa condizione è valida in tutti i casi a meno che il rapporto di lavoro non sia concluso o a meno che la somma dei redditi derivanti dal lavoro dipendente e dall'attività per cui si è aperta la partita Iva non superi i 20mila euro.

In ogni caso, la Legge di Stabilità 2016 ammette anche per i lavoratori dipendenti e per i pensionati con un reddito di lavoro dipendente e assimilato relativo all'anno precedente uguale o inferiore ai 30mila euro di accedere al regime forfettario.

Questo implica che non è più in vigore il requisito per cui i redditi professionali o di impresa debbano essere superiori a quelli percepiti eventualmente in qualità di dipendenti o lavoratori assimilati. 

foto: chi può accedere alla Partita Iva regime dei minimi

Aprire una Partita Iva 

Un ulteriore cambiamento riguarda i soggetti che cominciano una nuova attività tramite il regime forfettario e che quindi provvederanno ad aprire una Partita Iva.

Per loro era prevista una agevolazione ulteriore, che era rappresentata dall'applicazione, su un reddito imponibile ridotto di un terzo, dell'imposta sostitutiva del 15% per i primi tre anni di attività.

Questa agevolazione, in ogni caso, poteva essere richiesta e fruita unicamente nel caso in cui l'attività da esercitare non rappresentasse una mera prosecuzione di un'altra attività svolta in precedenza, sia in forma di lavoro autonomo che in forma di lavoro indipendente, e il titolare di partita Iva non avesse esercitato un'attività di impresa, professionale o artistica, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività, anche in forma familiare o associata.

Un terzo requisito per godere di questa agevolazione era che l'ammontare dei compensi e dei ricavi, nell'eventualità in cui venisse proseguita un'attività che in precedenza veniva svolta da un altro soggetto, non fosse superiore, in relazione al periodo di imposta precedente al periodo di riconoscimento del beneficio, ai limiti che la classificazione Ateco stabiliva per quell'attività.

Ora, invece, la Legge di Stabilità 2016 propone una riduzione dell'aliquota dell'imposta sostitutiva per i primi cinque anni di attività, dal 15% al 5%, al posto della riduzione del reddito forfettario per i primi tre anni pari a un terzo. Anche in questo senso si può notare come il vecchio regime dei minimi, pur essendo stato ufficialmente abrogato, in realtà rientri di fatto nel regime forfettario, che è quello che deve applicare chi comincia una nuova attività.

I professionisti senza cassa e la gestione separata Inps

Può essere utile, poi, conoscere cosa prevede il regime previdenziale Inps in gestione separata per i professionisti senza cassa.

La Legge di Stabilità 2016, nello specifico, bloccherà di nuovo l'aliquota contributiva, che oggi è del 27.72%, della gestione separata Inps.

La legge 92 / 2012, vale a dire la legge Fornero, aveva previsto - infatti - un aumento progressivo di questa aliquota, che nel 2018 sarebbe arrivata addirittura - secondo i piani - al 33.72%. Invece, il Decreto Milleproroghe degli ultimi due anni ha consentito di bloccare questo aumento.

Ricapitolando: le novità per la Partita Iva regime dei minimidal prossimo anno

Riassumendo, le modifiche della Legge di Stabilità 2016 portano a un regime agevolato unico, che è il risultato dell'unione tra il nuovo regime forfettario e il vecchio regime dei minimi.

I professionisti che scelgono di aprire una partita Iva dal prossimo anno, e cioè dal 1 gennaio 2016, faranno riferimento a un regime di tassazione che per i primi cinque anni di attività sarà pari al 5% e che sarà innalzato al 15% dal sesto anno in poi. Non ci saranno più orizzonti temporali, mentre il tetto di ricavi sarà ancora di 30mila euro.

Per i titolari di partita Iva, in pratica, le alternative a disposizione saranno due:

- il regime ordinario, con la tassazione su Iva, Irap, redditi e studi di settore;

- il regime agevolato, con l'esenzione dalla tassazione Irpef, Irap, Iva e che prevede l'applicazione dell'imposta sostitutiva sul prodotto tra il fatturato realizzato e il coefficiente di redditività. Inoltre è possibile applicare le norme sulla contabilità semplificata.

Per avere ulteriori informazioni e conoscere i dettagli sulla Partita Iva, tutto sul nuovo regime dei minimi dal 1° gennaio 2016 e altre informazioni sui costi, è comunque consigliabile fare riferimento a un commercialista, al Caf o a chi si occupa di dichiarazioni dei redditi.

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