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Tipologie di impianti di videosorveglianza e detrazioni previste

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La videosorveglianza è un settore della vigilanza elettronica che è particolarmente utilizzata nell'ambito della vigilanza privata in quanto permette di controllare a distanza un'area o un bene mediante l'utilizzo di telecamere. Questi sistemi hanno una duplice funzione: fornire in tempo reale le immagini dell’evento e consentirne successivamente la ricostruzione.

Generalmente gli impianti di videosorveglianza vengono indicati con la sigla TVCC, acronimo di Televisione a Circuito Chiuso (TVCC) con cui si intende l’uso di telecamere che trasmettono il segnale verso certi, ben delimitati, set di monitor e/o videoregistratori. Questa tipologia di impianti è tipicamente utilizzata per sorvegliare aree che devono essere controllate come basi militari, aeroporti e banche. Al giorno d’oggi gli impianti TVCC svolgono prevalentemente una funzione di sicurezza passiva, in quanto sistemi che registrano 24 ore su 24 e le cui immagini vengono analizzate per ricostruire la dinamica dei fatti al verificarsi di eventi vandalici, attentati o qualsiasi evento di questo tipo.

Gli impianti di videosorveglianza sono uno dei settori più in fermento, per tenere il passo dell’evoluzione tecnologica sono infatti obbligati ad un continuo e costante sviluppo. Grazie al basso costo delle telecamere e alle potenzialità offerte da internet e dai nuovi dispositivi tecnologici si sono poi diffusamente espansi anche all’ambito domestico. E’ sufficiente infatti avere oggi uno smartphone o un tablet per poter controllare la propria casa da qualsiasi posto ed a qualsiasi ora.

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Tipologie di telecamere per impianti di sorveglianza

Le principali tipologie di telecamere per impianti di sorveglianza in commercio sono 4:

  1. PTZ: si tratta di telecamere dotate di visione panoramica, che possono muoversi orizzontalmente (a destra e a sinistra), ingrandire o ridurre l'immagine e inclinarsi (muoversi verso l'alto e il basso).  Possono inoltre ruotare fino a 360 gradi per inquadrare oggetti presenti anche al di sotto di esse;

    foto di telecamera PTZ

  2. Compatte: sono telecamere dotate anche di un obiettivo e un alimentatore. Per la loro installazione internamente necessitano di una staffa per il loro montaggio. Se installate in ambito esterno sono tipicamente collocate all’interno di un alloggiamento;

  3. A cupola: sono telecamere semisferiche, garantisco il tipo di sorveglianza più nascosto, sono indubbiamente infatti le telecamere che danno meno nell’occhio. Sono disponibili sia varianti per gli ambienti esterni, per interni che versioni antivandalo;

  4. Bullet: si caratterizzano per il loro profilo elegante e la forma allungata. Possono essere utilizzate indifferentemente sia all’interno che all’esterno dello stabile. Spesso questo tipo di telecamere sono anche provviste di illuminazione ad infrarossi.foto di telecamera bullet

Quali detrazioni fiscali previste per l’installazione di impianti di sorveglianza?

Proprio come è previsto per le ristrutturazioni edilizie, sono previste detrazioni fiscali anche per l’installazione di impianti di sorveglianza. Il bonus del 50% riconfermato con la legge di stabilità 2015 (Legge n. 190 del 23 Dicembre 2014) ricomprende anche questi sistemi di sicurezza e sarà valido per tutto il 2015. Leggendo la legge più attentamente si può notare come siano detraibili “le spese sostenute per interventi idonei a a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti (compreso il furto) da parte di terzi“. Indubbiamente quindi gli impianti di videosorveglianza (e le connesse spese di progettazione e installazione) ma anche altre tipologie di interventi quali installazione di antifurti, portoncini blindati e grate sulle finestre.

La detrazione fiscale è spalmata in 10 rate annuali di identico importo ed è applicabile anche per lavori eseguiti in economia. Per fruire della detrazione, è necessario pagare le fatture con bonifico bancario o postale e indicare in dichiarazione dei redditi gli estremi catastali del fabbricato. 

E’ inoltre garantita la possibilità di usufruire dell’IVA agevolata al 10% ma solo su una parte della spesa, ovvero sulla differenza tra costo totale e costo dei “beni significativi” (telecamere, sensori ecc).

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Le tutele per i cittadini previste dal Garante della privacy nell’utilizzo di impianti di videosorveglianza

L’Autorità Garante della privacy ha deciso di intervenire con nuove regole che riguardano il settore pubblico e quello privato al fine di proporre un uso ponderato ed efficace delle telecamere e di prevedere delle tutele per i cittadini nell’utilizzo di impianti di videosorveglianza. Numerosi sono stati infatti i reclami e le segnalazioni pervenute al Garante che lamentano un utilizzo crescente e non conforme alla legge di apparecchiature che rilevano immagini e suoni relative a persone identificabili. Lo scopo è quello di conciliare le due contrastanti esigenze di tutela della privacy dei cittadini e di sicurezza passiva da garantire agli installatori delle telecamere.

E’ bene ricordarvi che gli impianti di videosorveglianza devono essere attivati solo residualmente, ovvero quando altre misure siano insufficienti o inattuabili e che la loro installazione è lecita solo se è proporzionata agli scopi che si intendono perseguire.

L’eventuale conservazione delle immagini deve essere limitata nel tempo ed i cittadini devono sapere sempre e comunque se un’area è sottoposta a videosorveglianza. Questi impianti di videosorveglianza non devono perciò violare la privacy dei cittadini e dovrebbero quanto più possibile attenersi al recente Codice in materia di dati personali approvato.

Quale normativa regolamenta gli impianti di videosorveglianza

La normativa che regolamenta gli impianti di videosorveglianza discende dalla Direttiva Comunitaria 95/46/CE. L'ultimo aggiornamento risale all’8 aprile del 2010 (Provvedimento in materia di videosorveglianza) e regola le garanzie da fornire ai soggetti terzi, in particolare coloro che transitano in aree in cui sono attivi impianti di videosorveglianza, tramite l'apposizione di adeguati cartelli informativi, nonché i limiti ai tempi di conservazione dei dati raccolti, che possono superare le 24 ore solo in caso di indagini della polizia giudiziaria, per la sicurezza degli istituti di credito, e similari.

Non dimenticate che un utilizzo illecito di sistemi di videosorveglianza espone all'impossibilità di utilizzare le immagini raccolte e può comportare provvedimenti di blocco e divieto fino ad arrivare all’irrogazione di sanzioni amministrative o penali.

Impianti di videosorveglianza in condominio 

Quando l’installazione di impianti di videosorveglianza in condominio viene realizzata per fini esclusivamente personali - e le immagini non vengono né comunicate sistematicamente a terzi, né tantomeno diffuse - non si applicano le norme generalmente previste dal Codice della privacy. Non sarà quindi, in questo caso, necessario segnalare l’eventuale presenza del sistema di videosorveglianza con un apposito cartello. Rimangono però valide le disposizioni in tema di responsabilità civile e di sicurezza dei dati. 

foto di cartello area videosorvegliata

Per non incorrere in sanzioni è fondamentale fare in modo che il sistema di videosorveglianza sia installato con l’obiettivo della telecamera posta di fronte alla porta di casa e che le riprese riguardino esclusivamente lo spazio privato e non tutto il pianerottolo o la strada; allo stesso modo si dovrà limitare la sorveglianza al proprio posto auto e non a tutto il garage.

Nel caso in cui l’installazione dell’impianto di videosorveglianza in condominio sia realizzato per controllare le aree comuni, dovranno essere adottate tutte le misure e le precauzioni previste dal Codice della Privacy in tema di videosorveglianza. Tra queste trova applicazione, anche in ambito condominiale, l’obbligo di segnalare le telecamere con appositi cartelli ed il rispetto dei limiti di tempo per la conservazione dei dati raccolti di cui vi ho già parlato. Le telecamere dovranno riprendere solo le aree comuni da controllare (accessi, garage…), cercando il più possibile di evitare la ripresa di luoghi circostanti e di particolari irrilevanti (strade, edifici, esercizi commerciali ecc.). E’ infine importante che i dati raccolti (riprese, immagini) siano protetti con idonee e preventive misure di sicurezza che ne consentano l’accesso alle sole persone autorizzate. 

Ma quale quorum è richiesto per l’installazione di un sistema di videosorveglianza condominiale? La nuova legge di riforma del condominio prevede che l’assemblea possa deliberare l’installazione di un sistema di videosorveglianza sulle parti comuni solo con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore (i cosiddetti millesimi) dell’edificio.

Impianti di videosorveglianza wireless

Gli impianti di sorveglianza wireless sono sistemi di videocontrollo che non richiedono il passaggio di cavi. Per il loro funzionamento è sufficiente avere a disposizione una telecamera, vicina ad una presa di corrente (o essere disposti a fare un minimo di canalizzazione), ed un router Wi-fi con connessione Internet. Il grande successo di questi impianti sta nella possibilità di visionare le riprese delle telecamere da un PC, un tablet o uno smartphone; ovvero potenzialmente ovunque ed in qualsiasi momento. In generale un impianto di videosorveglianza wireless funziona bene quando il segnale del router Wi-fi è disponibile nelle zone in cui vengono montate le telecamere: in ambienti vasti e case con muri spessi potrebbero verificarsi alcuni problemi di segnale.

Gli impianti di videosorveglianza wireless presentano diversi vantaggi. Questi sistemi sono, innanzitutto, molto semplici e rapidi da installare visto che non necessitano di cavi. L’ausilio di un professionista non è perciò affatto indispensabile anche se fortemente consigliato. 
Sono inoltre esteticamente più gradevoli e, sebbene utilizzino apparecchiature che hanno un certo costo, in un contesto di grosse abitazioni, a parità di condizioni, un impianto di videosorveglianza wireless potrebbe rivelarsi sorprendentemente più economico del 20-30% rispetto ad un sistema tradizionale con cablatura. 

foto di installazione impianto di videosorveglianza wireless

Un altro pregio a cui un qualsiasi potenziale installatore di impianti di videosorveglianza wifi è sicuramente interessato è quello dell’affidabilità del sistema. Il funzionamento affidabile dell’impianto non si garantisce solo con una corretta e professionale installazione, ma considerando tanti altri aspetti che ognuno di noi farebbe bene a controllare:

  • l’impostazione di chiavi di protezione sicure;

  • l’ampiezza della portata radio;

  • il funzionamento stabile della trasmissione su smartphone o tablet di video e audio;

  • la risoluzione video delle telecamere, almeno 1,2 Megapixel per poter fare zoom digitali;

  • la conformità dell’apparecchiatura alle certificazioni di legge.

Programmi per l’impianto di videosorveglianza

Ci sono tanti programmi per un impianto di videosorveglianza utilizzabili. Capire quale sia il software adatto al vostro non è sempre semplice; ne esistono moltissimi in circolazione.

La rivoluzione è avvenuta con l’introduzione nei portatili della telecamera, posta generalmente sopra lo schermo in posizione centrale. Tra i tanti usi realizzabili con tale telecamera si sta sempre più diffondendo il suo utilizzo come strumento di sorveglianza.

E’ infatti sufficiente installare il giusto programma per l’impianto di videosorveglianza e configurarlo per registrare automaticamente i video al momento opportuno ed impostarlo per inviarci notifiche via email o tramite applicazioni ed eseguire azioni personalizzate quando viene rilevato un movimento di fronte alla webcam.

Tutto ciò ci permette di poter controllare una parte della nostra casa, ovviamente quella più facilmente soggetta a fonte di irruzioni da parte di male intenzionati, senza spendere soldi inutili per installare un sistema completo ma costoso.

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