Lavorare da casa: consigli utili per un ufficio domestico

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La casa è sempre di più polifunzionale. Continua a essere il nido, l’ambiente ideale per il nostro relax, a volte la ‘palestra’ per l’esercizio fisico quotidiano. Ma oggi più che mai ne abbiamo bisogno anche come spazio di lavoro.
Complice evidentemente un aggiornamento della legislatura in merito allo smart work – o telelavoro, per intenderci –, si stima* che quasi un italiano su quattro, volente o nolente, lavora anche da casa. E non si tratta solo di autonomi con partite IVA, neomamme o collaboratori precari senza ufficio: sono anche lavoratori dipendenti ai quali l’azienda offre la possibilità di svolgere l’impiego, uno o più giorni della settimana, da remoto, quindi da casa, senza che questo comporti delle variazioni alle condizioni contrattuali.

Interessante, non trovate? L’aspetto che sicuramente stimola di più la nostra attenzione è come la casa cambi nell’accogliere questa sua nuova funzione. Perché sono sicura che chiunque abbia provato un’esperienza del genere, ha dovuto ammettere presto o tardi che per riuscire a lavorare nello stesso domicilio in cui si mangia, si dorme, si vive non è sufficiente accendere il computer, ma è necessario creare un ambiente consono, che consenta al lavoratore o alla lavoratrice di turno di restare concentrato e di sentirsi ‘al lavoro’, nonostante tutto ciò che si trova intorno alla scrivania porti a pensare, d’istinto, al contrario.

Lavorare da casa ha i suoi pro e i suoi contro. Ed è una condizione che può essere interpretata nei modi più disparati, non si può che avere un approccio molto personale e soggettivo. Basti fare l’esempio della sveglia: c’è chi la punta un’ora prima dell’inizio dell’orario di lavoro, per fare colazione, docciarsi, prepararsi e acconciarsi come se dovesse uscire di casa. C’è chi invece la punta un minuto prima del timbro del cartellino virtuale e si siede davanti al monitor in pigiama, con la riga del cuscino sulla guancia e gli occhi ancora stropicciati.
Qualunque sia il vostro stile e il vostro gusto, vorrei ricordare un vantaggio indiscutibile del lavorare da casa: la possibilità, tra una e-mail e l’altra, di fare qualcosa di diverso dal lavoro, senza che per questo i nostri colleghi ci guardino male e, soprattutto, senza che questo diverso possa mettere a rischio la nostra produttività. Anzi, diciamocela tutta, uno stacco, fisico oltre che mentalmente, non può che farci lavorare meglio. Ecco che allora si apre un ventaglio di infinite possibilità. C’è chi mentre sviluppa un progetto prepara il ragù, chi alterna alle telefonate una passata di aspirapolvere. Chi ogni ora si concede una pausa per fare una sessione di addominali, chi si guarda una puntata della sua serie preferita. E chi – ed ecco il mio primo consiglio – sceglie di fare un po’ di meditazione, o di yoga, attività che aiutano ad allontanare lo stress e riconquistare la lucidità mentale. Provare per credere. 

Il secondo suggerimento che voglio darvi è quello di lavorare sull’arredamento e sulla disposizione del mobilio intorno alla nostra scrivania di lavoro. L’ideale sarebbe creare una divisione netta tra gli ambienti, magari con una libreria che funga anche da scaffalatura per organizzare cartelle e faldoni di lavoro. Guardate ad esempio che meraviglia questo modello realizzato con casette di legno: l’originalità del suo design fa venire voglia di mettersi lì, a creare qualcosa di bello.

Di fondamentale importanza, a mio avviso, è il modo in cui si sceglie di posizionare la scrivania. Se la mettiamo contro il muro, avremo davanti tutto il tempo il muro stesso. E questo non può certo farci venir voglia di concentrarci, né stimolare la nostra migliore creatività. Può anzi farci sentire in gabbia. Meglio quindi posizionare tavolo e sedia in modo tale che il nostro sguardo sia rivolto al centro della stanza, possibilmente con una luce che ci colpisce lateralmente.
Se vi è già capitato di lavorare da casa, penso abbiate già scoperto che una posa bohemienne – pancia sotto sul letto, attorcigliati sul divano, in ginocchio per terra sfruttando la bella superficie in legno che ci piace tanto per sparpagliare i fogli – ecco, nessuna di queste pose funziona. Purtroppo non siamo più adolescenti intenti a sfogliare le pagine di Topolino, ma abbiamo già qualche annetto e una postura sbagliata è garanzia di mal di schiena. Ricordatevi che nessuno vi guarda, nessuno sta per farvi una fotografia quindi non ha senso cercare posizioni esteticamente belle, romantiche e fotogeniche. Meglio scegliere scrivania ampia, sedia ergonomica, tavolo all’altezza giusta. E ricordatevi di disporre il monitor in modo tale che il vostro collo non soffra.

Infine – e vi chiedo scusa per la banalità, ma meglio non dare nulla per scontato – se volete evitare di mangiare in continuazione rallentando la vostra produttività e accumulando chili su chili, sistemate il vostro ufficio domestico il più lontano possibile dalla cucina. La vicinanza con il frigorifero può essere davvero un’arma letale per la vostra concentrazione e per la vostra silhouette!

*indagine Doxa, gennaio 2018

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