Commercialista e dichiarazione dei redditi: ecco cosa fare

Immagine di anteprima per: Cosa fare quando il commercialista non presenta la dichiarazione dei redditi

Tra gli obblighi del commercialista rientra la presentazione della dichiarazione dei redditi. Tuttavia, per negligenza o per dimenticanza, il professionista incaricato può dimenticare di presentarla. Come agire in questi casi? Cosa fare quando il commercialista non presenta la dichiarazione dei redditi? A chi vengono comminate le sanzioni se il modello 730 non viene presentato entro i termini di scadenza?

Prima di rispondere a queste domande facciamo un attimo un passo indietro, e rinfreschiamoci la memoria sulla presentazione della dichiarazione dei redditi, che non deve sforare il termine presentazione 730. Prima di prendercela con il commercialista assicuriamoci di aver fatto le cose per bene. La dichiarazione va presentata all'Agenzia delle Entrate per via telematica, direttamente o tramite il proprio datore di lavoro, il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o un professionista abilitato. Anche se hai effettuato l’accesso diretto puoi avvalerti di un intermediario. Decorso il termine presentazione 730 per l’invio telematico della dichiarazione, che di solito è il 30 settembre, il contribuente dovrà verificare il puntuale rispetto degli adempimenti da parte dell’intermediario. In alternativa puoi presentare il modello 730 ordinario se non intende usare il modello precompilato. I modelli cartacei possono essere ritirati direttamente presso gli uffici comunali. Anche in questo caso bisogna presentare la dichiarazione entro il termine presentazione 730 tramite il datore di lavoro, il CAF o un professionista abilitato.

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Cosa deve fare il contribuente?

Ora entriamo più nello specifico: cosa fare quando il commercialista non presenta la dichiarazione dei redditi? Secondo una recente sentenza della Cassazione, il contribuente non è punibile se la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi sia imputabile esclusivamente al commercialista. Per evitare sanzioni amministrative il contribuente ha l’obbligo di dimostrare che la dimenticanza sia attribuibile esclusivamente al professionista, e dare prova di averlo denunciato. La legge stabilisce che il contribuente non è punibile, a patto di dimostrare che il pagamento del tributo non è stato eseguito “per fatto denunciato all'autorità giudiziaria e addebitabile esclusivamente a terzi”.

Il contribuente è invece responsabile della mancata dichiarazione entro i termini presentazione 730 quando affida l’incarico ad un soggetto non affidabile, secondo i criteri di ordinaria diligenza. In questi casi subentra la cosiddetta colpa “in eligendo” da parte del contribuente, il quale risulta colpevole della scelta del soggetto incaricato di effettuare il versamento. C’è colpa del contribuente anche “in vigilando”, cioè quando non abbia controllato l'effettivo assolvimento dell’obbligo tributario entro i termini di scadenza. Quest’ultimo concetto è stato stabilito dalla Corte Suprema, secondo la quale “gli obblighi di presentazione della dichiarazione dei redditi non possono considerarsi assolti con l’affidamento del relativo incarico al professionista, in quanto è richiesto che il contribuente dimostri di avere posto in essere un’attività di controllo e di vigilanza sulla loro effettiva esecuzione, ai fini di escludere la responsabilità per assenza di colpa per le sanzioni eventualmente irrogate”. Per escludere qualsiasi accusa di negligenza, il contribuente deve dimostrare di aver svolto atti diretti finalizzati al controllo dell’effettivo operato del consulente.

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Come denunciare il commercialista?

La denuncia alla Procura della Repubblica del commercialista, che non ha presentato il modello 730, è consigliabile solo nel caso in cui è stato predisposto un incarico sottoscritto da entrambe le parti. In tal caso il contribuente può denunciare il mancato adempimento dell’intermediario anche al Giudice Tributario in sede di contenzioso inerente l’omissione dichiarativa. In sede giudiziale vengono eliminate tutte le sanzioni, se cade ogni accusa di colpevolezza nei confronti del contribuente. In base alla sentenza 55/2/2012, il Ctp di Brescia ha stabilito infatti che non sono dovute le sanzioni per il contribuente per omessa presentazione della dichiarazione, se la trasgressione è imputabile unicamente al professionista incaricato.

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Il contribuente non paga sanzioni, ma è tenuto al pagamento dell’imposta

Abbiamo accertato che, se il modello 730 non viene presentato dal commercialista entro i termini di scadenza, il contribuente non è tenuto al pagamento di more e sanzioni. L’infedeltà o la negligenza del professionista non esclude però il contribuente dal pagamento dell’imposta evasa, in sostanza le tasse al Fisco devono essere pagate. In una vecchia sentenza il Tribunale di Milano aveva sancito quanto segue: il professionista che, dopo aver ricevuto l’incarico di consulenza fiscale e contabile, omette di presentare la dichiarazione dei redditi del committente, incorre in responsabilità per inadempimento contrattuale.

Essendo una semplice attività materiale, la presentazione del modello 730 non rappresenta, a differenza di quanto avviene per le prestazioni d’opera intellettuale, un’obbligazione dei mezzi bensì una vera obbligazione di risultato. Quando il professionista non svolge gli adempimenti fiscali che gli sono stati affidati dal contribuente, il danno risarcibile che si profila in genere è rappresentato dai maggiori oneri che il contribuente stesso deve sostenere nei confronti dell’Erario, a causa dell’errore commesso dal tributarista.

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Quali sanzioni sono previste per il contribuente?

Se la dichiarazione dei redditi viene presentata oltre i termini di scadenza, è prevista una sanzione che va da un minimo di 258 euro ad un massimo di 1.032 euro. Il dichiarante ha comunque la possibilità di sistemare la sua posizione mediante il ravvedimento operoso, un provvedimento che fa venire meno l’omissione versando volontariamente una sanzione ridotta a 25 euro entro 90 giorni dalla scadenza.

Se invece la dichiarazione sia stata omessa del tutto, oppure non sia stata presentata entro 90 giorni dalla scadenza, le sanzioni possono variare in base al fatto che siano dovute o meno le imposte. Nel primo caso la sanzione varia dal 120% al 240% delle imposte dovute, partendo da un minimo di 250 euro. Nel secondo caso invece la sanzione può variare da 250 euro a 1.000 euro.

Nel caso in cui la dichiarazione viene presentata dal contribuente prima del termine di invio per la dichiarazione dell’anno successivo, o prima di qualsiasi altro accertamento, la sanzione viene dimezzata dal 60% al 120% delle imposte dovute, con un minimo di 200 euro. Se invece il contribuente non ha imposte dovute, allora il minimo della sanzione partirà da 150 euro fino ad un massimo di 500 euro.

Ora sai cosa fare quando il commercialista non presenta la dichiarazione dei redditi. Ad ogni modo, per evitare sanzioni e per non incappare in multe salate per colpe non tue, ti consiglio di richiedere una consulenza ad un professionista del settore, come un avvocato tributarista, che saprà indirizzarti sulla strada giusta e darti utili consigli.

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