Ristrutturazione e acquisto casa con le agevolazioni fiscali: occasioni da cogliere al volo entro l'anno

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Molto spesso si sente parlare di detrazioni fiscali anche se poi nella pratica non sappiamo benissimo cosa siano e come funzionino. Per detrazione si intende un importo che il contribuente ha il diritto di sottrarre dall’imposta lorda sul reddito. Una sorta di sconto sulle imposte che lo Stato concede a chi fa fronte ad una spesa considerata buona per la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente.

Attenzione a non confondere deduzione e detrazione: la prima consiste in una riduzione della base imponibile, ossia l’ammontare complessivo dei redditi tassabili, mentre la seconda riduce direttamente l’imposta lorda. Le detrazioni vanno documentate e conteggiate nel momento in cui si procede con la dichiarazione dei redditi visto che si riferiscono ad un preciso anno fiscale e sono regolate da normative specifiche soggette a frequenti aggiornamenti. In parole semplicissime grazie alle detrazioni fiscali pagheremmo un’imposta IRPEF più bassa. Negli ultimi anni queste detrazioni sono state particolarmente arricchite ma il periodo delle vacche grasse sta per giungere al termine: il 31 dicembre 2017, infatti, scadranno molte di esse (salvo proroghe).

Detrazione per spese di ristrutturazione
L’agevolazione fiscale più nota e richiesta è quella che riguarda la ristrutturazione edilizia, lavori sostenuti per ristrutturare singole unità immobiliari o parti comuni di edifici condominiali. In questi casi il contribuente potrà beneficiare di una detrazione pari al 50% delle spese sostenute per un massimo di 96.000 € per ogni casa, ma fino al 31 dicembre 2017. Dal 1 gennaio 2018 la detrazione riguarderà il 36% delle spese con un tetto di 48.000 € per unità immobiliare. Il limite della spesa è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze, anche se accatastate singolarmente. Nel caso di parti comuni di edifici condominiali per poter usufruire della detrazione farà fede la data del bonifico di pagamento effettuato dall’amministrazione del condominio. La detrazione spetterà al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile. 

Chi ne può usufruire e come
Potranno usufruire di queste agevolazioni tutti coloro che pagano l’imposta sul reddito, IRPEF, residenti o meno nel territorio dello Stato. Non bisogna essere per forza proprietari dell’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione, basterà anche essere titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie). Anche il familiare convivente del possessore o il coniuge separato assegnatario dell’immobile potrà godere del beneficio, a patto che bonifici e fatture siano a lui intestati. Una volta riconosciuta e attribuita la detrazione, questa sarà suddivisa in 10 quote annuali di pari importo. Qualora il contribuente per uno o più anni non usufruisca dall’agevolazione può beneficiarne nei successivi periodi di imposta: basterà indicare nella dichiarazione dei redditi il numero della rata corrispondente.

Tipologia di lavori
Rientreranno nella detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia tutte le spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali/condomini. Per le singole unità immobiliari e relative pertinenze, invece, i lavori per i quali si può richiedere il beneficio sono quelli di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Anche lavori di ricostruzione che fanno seguito a calamità naturali o lavori finalizzati alla rimozione di barriere architettoniche o mirati a prevenire il rischio di compimento di illeciti rientreranno nel suddetto beneficio.

Collegata a questa detrazione per lavori di ristrutturazione vi è anche quella, sempre del 50%, prevista per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici - di classe non inferiore all’A+ - destinati all’arredamento degli ambienti ristrutturati e anch’essa in scadenza il 31 dicembre 2017. In questo caso il tetto massimo di spesa è 10.000 €.

Detrazione per spese di riqualificazione energetica
Anche per i lavori destinati a migliorare la classe energetica di un edificio, sia esso singola unità immobiliare o condominio, è prevista una detrazione fiscale del 65% fino a fine anno.
L’Ecobonus viene riconosciuto per le spese sostenute per:

  • riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento: tale riduzione dovrà essere almeno del 20% rispetto ai valori precedenti. Tetto massimo della spesa 100.000 €;
  • miglioramento termico dell’edificio: tetto massimo della spesa 60.000 €;
  • installazione pannelli solari per produzione di acqua calda: tetto massimo della spesa 60.000 €;
  • sostituzione dei sistemi di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza o caldaie a condensazione: tetto massimo della spesa 30.000 €;
  • sostituzione degli scaldacqua tradizionali con quelli a pompa di calore: tetto massimo della spesa 30.000 €.

Per quanto riguarda i condomìni, però, la detrazione del 65% per le suddette spese continuerà fino a dicembre 2021. Inoltre se i lavori interesseranno almeno il 25% della superficie dell’involucro dell’edificio, la detrazione salirà al 70% e al 75% se sarà finalizzata al miglioramento della prestazione energetica. La spesa sostenuta non dovrà superare i 40.000 € per ogni unità immobiliare che compone l’edificio.

Novità per i condòmini privi di reddito
Come abbiamo già detto in un precedente articolo sul nostro blog, potranno usufruire delle suddette detrazioni anche quei condòmini che si trovano nella “no tax area” e che, quindi, risultano privi di reddito. Basterà optare per la cessione del credito o all’azienda che ha svolto i lavori o ad altre persone fisiche; ad occuparsi della pratica dovrà essere l’amministratore di condominio.

Agevolazioni su acquisto di immobili per pagamenti effettuati entro l’anno
Meno note, ma altrettanto degne di essere menzionate, sono le agevolazioni riservate a chi ha intenzione di acquistare un immobile, anch’esse fruibili fino al 31 dicembre 2017.
La prima è una deduzione IRPEF per chi acquista una casa da destinare alla locazione con canone concordato. In questa fattispecie lo sconto IRPEF è del 20% su una spesa massima di 300.000 € ma la casa, acquistata direttamente da una ditta di costruzione/ristrutturazione, dovrà essere data in locazione a canone concordato per almeno otto anni. La deduzione sarà ripartita nel tempo con quote di uguale valore.

Altra importante detrazione è quella che riguarda il 50% dell’Iva pagata per l’acquisto di case di classe energetica A e B. Conditio sine qua non per poter usufruire dell’agevolazione è che la cessione dell’immobile avvenga da parte di un’impresa costruttrice o ristrutturatrice. La detrazione, applicata ai rogiti stipulati entro fine anno, sarà poi ripartita in 10 quote annuali di pari importo. 

Ricapitolando: chi vuole ristrutturare casa, migliorarne le prestazioni energetiche, oppure fare un semplice investimento comprandone una, è bene che si muova perché fra tre mesi finiranno tutte le super agevolazioni che la Legge di Stabilità 2017 aveva già prorogato fino al 31 dicembre 2017.

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