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Sostituzione caldaia a pellet: detrazione fiscale

Immagine di anteprima per: Sostituzione della Caldaia a Pellet (detrazioni, risparmi e guadagni)

Per molti la normativa che riguarda la sostituzione della caldaia a pellet appare confusa. Certo è, però, che sia nel caso di sostituzione della caldaia a pellet, sia in quello dell'installazione di un nuovo impianto a biomasse, la detrazione fiscale consente di ottenere un risparmio piuttosto elevato.

Partiamo dalle novità in merito alla proroga a tutto il 2016, grazie alla Legge di Stabilità dello Stato, delle agevolazioni fiscali in materia di sostituzione della caldaia pellet.

Continuano le detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie che prevedono l'installazione di stufe o caldaie a pellet nuove che, grazie all'eco-bonus che fa risparmiare fino al 65% delle spese per gli interventi di efficienza energetica, sono ancora più vantaggiose.

Il decreto in atto consente di ottenere davvero un notevole risparmio per la sostituzione della caldaia a pellet.

Inoltre, avrete sentito parlare del "Conto Energia Termico" entrato in vigore da Marzo 2013. 

Riepilogando, in materia di incentivi, detrazione fiscale e contributi per l'installazione o la sostituzione di caldaie a pellet, le strade sicure sono due: le detrazioni dal 50 al 65% prorogate dalla Legge di Stabilità e il Conto Energia Termico.

Foto: caldaia a pellet

Vediamo cos'è il Conto Energia Termico

Spieghiamo innanzitutto che cos'è il Conto Energia Termico per la sostituzione della caldaia a pellet: chiariamo subito che si tratta di un incentivo sotto forma di contributo vero e proprio, erogato direttamente dalla GSE.

Il GSE è il Gruppo Sistema Energetico gestito da un Consiglio sindacale, da un Consiglio di Amministrazione e da un Magistrato delegato della Corte dei Conti che, attraverso il proprio Amministratore, ingaggia formalmente l'azienda a promuovere e ad elaborare strategie per la sostenibilità ambientale con detrazioni fiscali, incentivi e contributi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili su tutto il territorio italiano.

Grazie al Conto Energia Termico, il GSE eroga in due anni, direttamente al richiedente, dei contributi per l'acquisto di stufe, termocamini e caldaie a pellet fino a 35 kW, mentre in cinque anni per le stufe e caldaie sopra i 35 kW. 

Eco-bonus e legge proroga per la sostituzione caldaia con detrazione fiscale fono al 50%

Come abbiamo detto l'altra strada percorribile è quella dell'ecobonus della già citata legge proroga.

Se è vero che da Gennaio 2015 il bonus del 65%, come spiega la guida aggiornata dell'Agenzia delle Entrate, è stato esteso all'installazione di impianti di climatizzazione invernale a biomasse, per installare caldaie, termocamini o stufe a legna o a pellet, ad uso domestico e per aziende, restano validi gli strumenti della detrazione fiscale del 50% sulle sostituzioni e del 65% sulle ristrutturazioni edilizie.

Incentivo sotto forma di denaro del Conto Energia Termico

Tornando all'incentivo sotto forma di contributo in denaro del Conto Energia Termico, ci teniamo a precisare che questo viene erogato per l'acquisto di caldaie a pellet, stufe e termocamini che rispondano a particolari requisiti e che siano installati in sostituzione di impianti di riscaldamento già esistenti, quindi che vadano a riqualificare impianti non in linea con il risparmio energetico e le direttive europee in merito alle emissioni atmosferiche.

A chi è rivolto il Conto Energia Termico?

Chi può accedere al Conto Energia Termico? I privati, quindi le imprese, i singoli cittadini, i condomini e le Amministrazioni Pubbliche che, andando a sostituire i vecchi impianti a gasolio, carbone, biomassa e olio combustibile con nuovi impianti a legna o pellet, rientrano a tutti gli effetti nella categoria degli aventi diritto alla detrazione fiscale.

Allo stesso modo, sono comprese le Aziende Agricole che ne hanno diritto anche in caso di installazione di una caldaia a biomassa nuovo (quindi non solo in caso di sostituzione) con un prodotto a legna o a pellet ad alta efficienza, purchè siano in zona non metanizzata.

Ovviamente tutti i prodotti che siano stufe a pellet, caldaie o termocamini per accedere al Conto Energia Termico, nella richiesta per ottenere la detrazione fiscale devono includere la descrizione dell'impianto e dimostrare con le annesse certificazioni di rispondere a standard qualitativi molto elevati, sia per quanto riguarda il rendimento termico che in merito alle emissioni inquinanti in atmosfera. 

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Elenco degli impianti a biomassa

Il libero mercato prevede che gli aventi diritto alla detrazione fiscale si affidino a rivenditori di loro fiducia per l'acquisto dei nuovi impianti ed esiste un elenco di prodotti a norma che hanno i requisiti conformi alle richieste.

Per accedere al Conto Energia Termico con la certezza di acquistare prodotti all'altezza, vi segnaliamo l'elenco del RED che comprende:
I Compact 14, 18, 24, 35 e 45, i Compact Easy Clean 18, 24, 35 e 45, i Dalia e i Dalia Oyster, gli Edera, i Gardenia Air, Hidro, i Logika 25 2 35, i Logica Refill 25 e 35, i Lorus, i Margherita Air e Hydro, gli Orchidea Air, Hidro e Multiair, i Primula Air, Hydro e Multiair, i Compact Slim 15 e i Variomatic 33a.

Calcolo del contributo del Conto Energia Termico per la sostituzione della caldaia

Ora vediamo come viene calcolato il contributo del Conto Energia Termico per gli aventi diritto.

Innanzitutto, viene calcolata la potenza nominale del nuovo impianto che è stato selezionato e si analizzano le emissioni di polveri rilasciate in atmosfera. Infine, il CSE si basa sulle ore di funzionamento, che vengono calcolate in media in base alla tipologia di Provincia o di Comune in cui sarà installato l'impianto. 

Ovviamente una caldaia a pellet ad alto rendimento e a bassi livelli di emissioni di polveri, installata in una zona climatica particolarmente fredda, otterrà un contributo maggiore.

Detrazione fiscale per il risparmio energetico della sostituzione di caldaie e stufe a pellet grazie alla legge proroga

Sono state prorogate le detrazioni del 50% e 65% per la sostituzione della caldaia a pellet fino a fine 2016 ma vediamo più nel dettaglio come accedere alla detrazione fiscale per sostituzione caldaia a pellet prorogata dallo Stato Italiano.

Innanzitutto fate attenzione: se volete accedere all'ecobonus, il pagamento delle fatture per i nuovi impianti deve essere fatto con bonifico bancario e la causale deve essere la seguente: spese per ristrutturazione edilizia 50% ai sensi 16-bis TUIR (D.P.R. n. 917/86) e D.L. n. 83/2012 convertito dalla Legge n. 134/2012.

Nella richiesta vanno anche inseriti i seguenti documenti:

  • Libretto dell'impianto e dati di targa di tutti i generatori esistenti e nuovi
  • Visura catastale normale o storica dell'immobile da ristrutturare.

Convenienza della stufa e della caldaia a pellet

Foto: Combustibile per caldaia a pellet

Diciamo, quindi, che conviene acquistare una stufa, un termocamino o una caldaia a pellet, in quanto grazie alla possibilità di accedere al Conto Termico Energia e alla detrazione fiscale, questo acquisto, oltre che essere eticamente corretto per la questione delle emissioni, risulta anche essere vantaggioso dal punto di vista economico.

L'alta efficienza dei prodotti certificati in vendita presso i migliori rivenditori, poi, garantisce di ottenere una notevole riduzione sui costi di riscaldamento.

Anche perchè, a conti fatti, il costo di installazione di una caldaia a pellet o una stufa viene completamente ammortizzato in 5 anni.

Risparmi e guadagni delle stufe e delle caldaie a pellet

Dal quinto anno in poi dopo il vostro acquisto, oltre a farvi risparmiare, la caldaia a pellet inizierà a diventare una fonte di guadagno. Perchè?

Perchè una volta ammortizzati i costi, se si paragonano i consumi e le spese attuali rispetto a quelle che avresteo dovuto sostenere con i vecchi impianti di riscaldamento, oltre a parlare di risparmio, a conti fatti il guadagno c'è ed è anche elevato.

Ovviamente sia le caldaie a pellet che i termocamini che le stufe di ultima generazione, garantiscono il massimo comfort, sia nella gestione del combustibile che nella qualità del riscaldamento.

Se ancora non siete convinti, ecco un riassunto della detrazione fiscale in generale, con qualche informazione in più:

  • Dal Marzo 2013 lo stato finanzia la sostituzione di vecchi generatori di calore con nuovi impianti a biomassa, quali caldaie a pellet, stufe e caminetti a legna
  • Il Conto Energia Termico è in grado di finanziare anche l'installazione di pannelli solari e energia fotovoltaica
  • La detrazione fiscale non è legata al reddito IRPEF, in quanto è un vero e proprio incentivo rivolto a tutti gli aventi diritto che viene erogato in due anni
  • Gli incentivi statali coprono fino al 65% delle spese per l'acquisto e l'installazione di nuovi impianti
  • È possibile ottenere la detrazione fiscale fino al 50% del costo sostenuto per l'installazione degli impianti a biomassa. L'importo viene restituito in 10 anni con 1 rata annuale
  • È possibile avere diritto alla detrazione dei costi, sia in presenza che in assenza di opere murarie, come anche riavere il 50% delle spese sostenute per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe A e A+ se finalizzati all'arredo dell'immobile in cui viene installato il nuovo impianto a legna e a pellet.

Per finire ecco qualche informazione sulle caldaie a pellet

Vediamo un pò il funzionamento delle caldaie a pellet in modo da capirne meglio i vantaggi. 

È importante tenere presente che la caldaia a pellet non è una stufa. Con il termine caldaia si intende un impianto che realizza il passaggio di calore e la sua distribuzione in un ambiente più o meno grande grazie all'acqua, senza che avvenga la sua ebollizione.

La caldaia a pellet è progettata per essere il cuore dell'impianto di riscaldamento che viene alimentato con gli scarti delle aziende che si occupano della lavorazione del legno, quindi ha un impatto ambientale minore di altre caldaie e il combustibile cosa meno, trattandosi appunto di scarti.

Foto: meccanismo caldaia a pelletLa combustione a pellet è l'impianto per la diffusione del calore ad oggi ottimale, in quanto è garantita e regolata elettronicamente per ottimizzare il consumo del materiale e la quantità di aria necessaria a farlo bruciare.

Il calore erogato dalla caldaia a pellet viene modulato in automatico, a seconda della richiesta di calore nell'ambiente da riscaldare. 

Ovviamente, è proprio la capacità di modulare i consumi sulla base delle temperature richieste che, oltre ad evitare continue accensioni e spegnimenti della caldaia, garantisce il risparmio e assicura rendimenti molto elevati.

Tipologie di caldaie a pellet e loro potenza

In commercio esistono diverse tipologie di caldaie a pellet, i cui prezzi ovviamente cambiano a seconda delle prestazioni e della potenza.

Piccole, medie, grandi e a potenza elevata, le caldaie a pellet sono progettate in base all’area da riscaldare: inoltre, mediamente più piccole delle caldaie tradizionali, godono di una manutenzione della caldaia semplice con relativi costi inferiori rispetto a quelli degli impianti tradizionali.

Per il funzionamento sia invernale che estivo della caldaia a pellet è necessaria una canna fumaria con un contenitore del pellet o del cippato e il bruciatore, più altri componenti che possono cambiare a seconda del modello.

Le potenze delle caldaie possono essere:

  • Nei modelli piccoli da 15 fino a 20 KW
  • Nei modelli medi da 25 fino a 30 Kw
  • Nei modelli a potenza elevata da 35 KW fino a un massimo di 50 KW.

Concludiamo con l'elenco dei vantaggi e l'ipotesi del costo della sostituzione di una caldaia a pellet

  • L'installazione della caldaia a pellet non necessita di cambiamenti sull’impianto di riscaldamento originale
  • Il pellet ha un elevato potere calorico 
  • Il riscaldamento a pellet ha rendimenti superiori al 90% rispetto ad altre tipologie 
  • Le caldaie a pellet sono completamente automatizzate.

Per fare un'analisi dei costi prendiamo in esame un appartamento di circa 100 mq, nel quale è possibile installare una caldaia a pellet da 26 kw, che sostiene un bollitore di circa 250 litri di acqua ad uso sanitario.

Se il costo della caldaia si aggira attormo ai 4.000/5.000 euro, aggiungendo il bollitore e l’installazione, il costo sostituzione caldaia è di circa 5.500/6.000 euro. Cosa aspetti?

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