Una band come Elio e le Storie Tese non ci sarà mai più. Ecco perché

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Il pezzo era quasi pronto, una celebrazione di Elio e le Storie Tese alla vigilia del loro ultimo concerto. Poi è arrivata la notizia della partecipazione al prossimo Festival di Sanremo, con un brano il cui titolo (Arrivedorci) è già tutto un programma. E ora, come se non bastasse, l’annuncio di un tour d’addio. La sensazione di essere stati presi per il naso è forte, come sempre quando ci sono di mezzo Elio, Faso e gli altri. Qualunque cosa accada, scioglimento o non scioglimento, eccovi dieci motivi per i quali una band come Elio e le Storie Tese non c’era mai stata e probabilmente non ci sarà mai più.

  1. Il loro album d’esordio, uscito alla fine del 1989, si intitola Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu, che in lingua singalese significa più o meno Unisciti carnalmente a Elio fino a raggiungere l’acme del piacere
     
  2. Hanno lavorato con tutti, da Rocco Siffredi alla Fondazione Oratori Milanesi. Con il primo hanno girato un film nella parte di se stessi (Rocco e le Storie Tese), per la seconda hanno inciso Oratorium, un inno degli oratori dove «il sacro s’incontra col profano, gli offre una spuma e poi si stringono la mano»
     
  3. I suoi componenti sono a dir poco eclettici. Solo alcuni esempi: Rocco Tanica ha suonato con Fabrizio De André, Elio è un cultore di Giacomo Puccini, cui ha dedicato uno spettacolo teatrale e Faso è autore di un imperdibile libro di poesie intitolato Il visone ha una faccia enorme e attribuito al poeta Ermes Palinsesto
     
  4. Una delle loro espressioni più divertenti è una trasmissione radiofonica che il prossimo anno compirà addirittura 25 anni. Si intitola Cordialmente e va in onda su Radio Deejay, quest’anno un lunedì sera al mese (e infatti è stata ribattezzata Cordialmese), in futuro si vedrà
     
  5. Ciascuno dei componenti del gruppo ha un numero pressoché infinito di soprannomi: il recordman era probabilmente Feiez, scomparso alla fine del 1998, che nel corso della sua carriera è stato chiamato Mu Fogliash, Mon Foglia, Sfoglia, Foyasc, Fognak, Fegnek, Filz, Vèlz, Véseghel, Visenthal Visent, Foyage, Beaujolais, Punagedi, Punène, Mondo, Boglia, Bogliasco, Bogliaphone, Fufafifi e Panino. Probabilmente ce ne siamo dimenticati un bel po’
     
  6. «È la prova che Sanremo è truccato!» esclamarono scherzosamente quando seppero che la loro La terra dei cachi era arrivata al secondo posto nel festival del 1996. C’era poco da scherzare: secondo molti quel festival era truccato per davvero
     
  7. A proposito di Sanremo, sono gli unici ad avervi partecipato con una canzone basata su una sola nota, il do: La canzone mononota
     
  8. Sono stati censurati in diretta tv sul palco del concerto del Primo Maggio. Accadde nel 1991, Elio se la prese con i politici della Prima Repubblica e con i loro segreti (Tangentopoli sarebbe scoppiata meno di un anno dopo) e la Rai diede la linea a Vincenzo Mollica mentre la band stava ancora suonando
     
  9. Il loro primo concerto d’addio si tenne nel 1989 al Teatro Ciak di Milano, quando il loro primo album non era nemmeno uscito (nella foto la locandina)


     
  10. Ritornando a quanto detto sopra: non abbiamo ancora capito se si scioglieranno, e loro non ci tengono a darci certezze in merito. Fedeli alla loro voglia di prendere tutti in giro, probabilmente non la smetteranno mai.
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