Su per i rami dell'albero di Natale: cifre e tendenze del 2017

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Tallinn, Estonia, 1441: circondato da giovani scapoli, maschi e femmine, danzanti in un rito propiziatorio per trovare l'anima gemella, un grande "Tannenbaum" - il sempreverde abete - eretto nella piazza del Municipio, inaugurò ufficialmente la sua festosa presenza nell'età moderna di quegli avventurieri della speranza che sono gli esseri umani. Da allora l'abete, pur cambiandosi d'abito, con la sua sagoma triangolare e il suo verde senza fine ha continuato nei secoli a puntare verso l'alto e ad appuntare con i suoi aghi tanti validi motivi di allegria. Un post-it naturale, che affonda le sue radici in quel terreno di fanciullezza che dovrebbe permanere in ognuno di noi.

Se, dunque, un umano alle prese con l'abete per eccellenza - l'albero di Natale - non può non suscitare simpatia e tenerezza, ecco che ogni anno si rinnova puntuale la vestizione di questo Re naturale della simbologia. Negli ultimi anni, sostiene il WWF, sono stati acquistati oltre 3,5 milioni di abeti veri per essere addobbati. Secondo i dati di un'indagine della Coldiretti, quest'anno, dopo un lungo periodo di inversione di tendenza, la cifra è salita a 3,8 milioni di alberi veri acquistati dalle famiglie italiane, sebbene sette su dieci scelgano ancora l'albero sintetico. L'88% degli italiani ospita nella propria casa l'albero di Natale e il restante 12% di eventuali pigri o musoni potrebbe lasciarsi contagiare da questa usanza che spezza la linearità del quotidiano e intona la casa alla magia. Ma che sia magia bianca e rispettosa: dal WWF il consiglio di acquistare abeti sostenibili, coltivati da un produttore locale, di optare eventualmente per soluzioni fantasiose di addobbi, ricorrendo a materiali di recupero, e di preferire alle luci a incandescenza quelle al led, che riducono il consumo dell'80% pur durando 30 volte di più.

Meno sostenibili - per il portafoglio - sono le spese per gli abeti più pregiati e di particolari varietà rispetto al tradizionale abete rosso. La spesa media italiana, tuttavia, è leggermente aumentata rispetto allo scorso anno e si attesta sui 35 euro. Per gli ambiziosi natalizi, un abete di oltre due metri può arrivare a costare 200 euro. 200 anni, invece, sono quelli che impiegheranno per degradarsi nell'ambiente i materiali degli alberi di plastica, spesso di provenienza cinese.

Una volta acquistato l'albero o fatto riemergere da cantine, garage o solai, inizia la piacevole fatica della decorazione, una liturgia a uno o più celebranti, concentrati su simmetrie, armonie, espressioni più o meno consapevoli della propria personalità. L'abete diventa un indice naturale colmo di rivelazioni. Tradizionale o alternativo che sia, l'albero di Natale parla di noi. Anche quando è assente. O piccolo piccolo. O estremamente e comodamente alternativo. E nel suo mix di simbologia e frivolezza, segue pure le mode. Quest'anno i protagonisti dello sfoggio natalizio sono l'oro grezzo, il bronzo, il rame e l'ottone, per un industrial style che combina geometrie e raffinatezza, modernità e stravaganza, richiami all'architettura e al design ma anche alla domesticità di utensili da cucina, forbici d'epoca, lampadine ed altre forme decise ma eleganti.
Rosa antico, verde smeraldo, tra le tendenze, ma anche tanto vintage e tanta natura: addobbi ispirati ad animali, piante e fiori o il calore di piccoli oggetti antichi. La star del 2017, tuttavia, è l'oro. Proposto anche per ambienti non lussuosi, sarà complice in simbologie e speranze su per i rami dei nostri giorni di festa.

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